Secondo mese di calo: qualcosa non va nel Mercato Revisioni Auto. Se a maggio il minore volume di revisionato era ancora statisticamente accettabile, a giugno la perdita diventa decisamente pesante e anomala. Qualcosa non va e sarà bene cercare di capire cosa il prima possibile. Benino le moto che recuperano parzialmente (diciamo grazie al bel tempo).

Tradizionalmente il secondo trimestre è quello con i maggiori volumi di revisionato e tale lo è stato anche quest’anno ma con una differenza importante: i volumi del periodo aprile-giugno, a livello Mercato Revisioni Auto Italia, sono aumentati di sole 1.790 unità rispetto al corrispondente trimestre 2017 ma, percentualmente, come peso sui primi sei mesi sono calati dello 0,3% rispetto al 2017, mentre avrebbero dovuto salire dello 0,7%. Tra previsione ed effettivo, quindi, vi è una forbice di 1 punto percentuale in meno, il che non è poco.

Giugno si chiude con un volume di revisioni autoveicoli pari a 1.264.416 unità, con un calo rispetto a giugno 2017 di ben 37.048 veicoli e addirittura di quasi 80.000 rispetto alla previsione. Percentualmente significa un -2,8% e un -5,9% rispettivamente.

La cosa mi ha spiazzato non poco, considerato anche che, dopo il lieve calo di maggio, ero convinto che avremmo visto un sano recupero nel mese di giugno che, però, non c’è stato affatto, anzi.

Questo doppio calo ha capovolto completamente la proiezione a fine anno che, adesso, segna il valore negativo di -38.439 revisioni.

Se nei primi tre mesi dell’anno il maggior numero di revisionato portava la previsione a valori stellari dell’ordine di oltre 15.000.000 di autoveicoli, nell’arco di un trimestre la situazione si è totalmente ribaltata arrivando ora a segnare un finale di anno con segno meno rispetto al previsto (sebbene sempre in positivo rispetto al 2017).

Mercato Revisioni Auto Italia: forte calo a giugno 2019

Bene invece i motoveicoli che recuperano qualcosa dei cali consecutivi dei tre mesi precedenti, sebbene non in modo sufficiente per riportare la situazione non solo nell’ambito della previsione ma neppure a livello del revisionato 2017.

Il recupero è tutto ascrivibile ai motocicli, mentre ciclomotori sono invece sempre in caduta libera.

La proiezione a fine anno, rispetto ai mesi scorsi, migliora sensibilmente sia rispetto all’actual 2017 che alla previsione ma i delta dei volumi finali restano sempre fortemente negativi (-83.000 e -142.000 rispettivamente).

Mercato Revisioni Moto: recupero a giugno dopo il forte calo di maggio

Giorni lavorativi di giugno del Mercato Revisioni Italia

A giugno 2019 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 20 + 5 mezzi sabati, per un totale di 22,5.

A giugno 2017 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 21 + 4 mezzi sabati, per un totale di 23.

Il mese scorso, pertanto, si è lavorato mezza giornata in meno rispetto a due anni fa.

A livello di media giornaliera, a giugno 2019 sono state effettuate 56.196 revisioni autoveicoli/giorno e 15.682 revisioni motoveicoli/giorno.

A giugno 2017, la media giornaliera era stata invece di 56.585 revisioni autoveicoli/giorno e 14.058 revisioni motoveicoli/giorno.

Quindi, per gli autoveicoli, non solo si è lavorato meno come giorni ma anche come volumi medi giornalieri.

A memoria, è la prima volta che accade: di solito, nel mese con meno giorni, le medie giornaliere sono sempre state maggiori di quelle del mese del biennio precedente con più giorni lavorativi.

Per cercare di capire cosa ha impattato così tanto sul Mercato Revisioni Auto Italia, andiamo a vedere come sempre i dati di Aci Auto Trend sul radiato del mese.

Perbacco! Secondo mese di calo anche per le radiazioni!

Calo a giugno per le radiazioni di autovetture: si è registrato un decremento del 2,6% rispetto a giugno dell’anno precedente, con 116.574 pratiche contro le 119.723 di giugno 2018.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,63 nel mese di giugno (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 63) ed a 0,75 nei primi sei mesi dell’anno.

Diminuzione a due cifre per le radiazioni dei motocicli con una variazione negativa dell’11% e 8.961 motocicli radiati contro i 10.069 di giugno 2018.

Per i veicoli in genere è stato, infine, rilevato un decremento del 3,1%, con 136.890 radiazioni rispetto alle 141.202 del corrispondente mese del 2018.

Il primo semestre ha archiviato crescite dell’1% per le autovetture e dello 0,1% per tutti i veicoli a fronte di una contrazione del 10,3% per i motocicli.

Pertanto, le radiazioni non solo non hanno influito sulle revisioni ma, anzi, il fatto che siano calate, avrebbe dovuto comportare un aumento di revisionato.

Vediamo che informazioni abbiamo dalle Tabelle di controllo.

La prima informazione è che, a suo tempo, le radiazioni erano state sottostimate rispetto all’effettivo: i miei modelli matematici mi davano 118.631 radiati mentre, di fatto, sono stati 127.199, cioè 8.568 in più.

Quindi, in questo caso, anche se a livello ACI Auto Trend abbiamo visto che le radiazioni sono calate a giugno, per i nostri calcoli dobbiamo tenere in conto un valore maggiore della stima per poter correggere la previsione delle revisioni di giugno 2019.

Mercato Revisioni Auto di giugno 2019: verifica impatto del radiato sul revisionato

Le revisioni autoveicoli del mese scorso avrebbero pertanto dovuto essere di meno del previsto, cioè 1.335.802, cosa che di fatto è avvenuto ma per un volume di 1.264.416, cioè 71.386 in meno (anzichè quasi 80.000 come indicato nella prima tabella).

Ora, che siano 71.000 o 80.000, poco importa: quello che conta è che sono comunque parecchie e che non trovano spiegazione nei numeri che abbiamo visto sin’ora.

L’altro aspetto rilevante è che questo è il secondo mese in cui c’è un calo che, per via della stagionalità più forte, non dovrebbe assolutamente avere luogo.

Vediamo un attimo la tabella di controllo delle moto e poi torno sulle possibili cause del calo del revisionato auto a livello nazionale.

In questo caso le radiazioni sono state sovrastimate di 1.073 unità che vanno aggiunte quindi alla stima del revisionato di giugno. 

Mercato Revisioni Moto: stima impatto del radiato sulle revisioni di giugno

Le revisioni avrebbero dovuto essere 278.623 mentre sono state 293.801, cioè 15.719 in più.

Considerato che in questo caso accetto ben volentieri la spiegazione che mi date sempre sulle moto e cioè che restano in garage sino a quando non inizia davvero la bella stagione, l’unica cosa che mi chiedo è: ma quanto deve essere bella, la bella stagione, per far uscire tutte le due ruote, visto che quelle 15.000 revisioni in più compensano solo minimamente le 85.000 che non sono state effettuate da marzo a maggio?

Torniamo alle revisioni autoveicoli: quali potrebbero essere le cause di questo calo?

Difficile dire, possiamo fare solo delle supposizioni.

Quando ho elaborato i dati, di primo acchito pensavo che il calo maggiore si fosse registrato nelle regioni e province del Nord Italia che perdono in media un 6% sulle previsione, con alcuni picchi in provincie come Vercelli (-10%), Alessandria (-8%), Torino (-7%), Milano e Varese (-8%). 

Ciò mi aveva portato a pensare che fosse una conseguenza del processo di “de-dieselizzazione” in atto soprattutto nell’area metropolitana di Milano e che molti dei veicoli mancanti non fossero altro che permute giacenti nei piazzali dei concessionari, in attesa di venire spedite in altre regioni dove il diesel si vende ancora o esportate verso l’Est Europa o Nord Africa.

Poi, però, un’analisi più approfondita mi ha portato a notare che anche nel Centro Italia vi sono cali vistosi, in alcuni casi anche di più che al Nord: il Lazio, ad esempio, perde un 10,5% con cali del 13% a Frosinone, 11% a Rieti, 10,4% a Roma e 11% a Viterbo. Solo Latina “si salva” con solo un -7,8%.

Il Sud, con l’esclusione della Sardegna, è decisamente distante da questi cali, con una perdita media del 4,5%. In Sardegna il calo è del 7,2% a livello regionale ma le provicne di Cagliari, Nuoro e Ogliastra calano rispettivamente del -13%, -9,8%, 9,2% sulla previsione.

Quindi, l’ipotesi del calo dovuto alla scomparsa progressiva dei diesel può avere un fondamento ma non è dimostrabile in questa occasione.

Facciamo quindi altre supposizioni.

Da tempo sappiamo che sta crescendo il numero di automobilisti che tendono a presentarsi nei centri di revisione il mese successivo a quello dell’effettiva scadenza.

E’ possibile che stiamo assistendo a incremento esplosivo di Revisioni Saltamese e che questo numero stia raggiungendo proporzioni allarmanti? 

Se fosse così, però, dovremmo comunque avere dei volumi sostanzialmente costanti, dopo una prima fase iniziale: a un certo punto, le revisioni che saltano al mese successivo dovrebbero stabilizzarsi come volumi e venire compensate da quelle del mese precedente, saltate al mese attuale. Ma così non è o, almeno pare non essere.

Peccato che MCTC non abbia mai previsto un protocollo in cui, all’atto della revisione, venga confrontato e segnalato il mese del controllo con quello di immatricolazione e, quindi, della reale scadenza.

Questo non tanto per finalità sanzionatorie, quanto per avere una statistica sugli spostamenti della revisione tra mesi e cercare di capire se si tratta di dimenticanza dell’utenza o di scelta consapevole. 

Una terza ipotesi potrebbe essere legata all’aumento dell’anzianità del parco circolante e, quindi, a un maggior numero di veicoli in cattive condizioni i cui proprietari, consci della pessima manutenzione dei loro mezzi, volontariamente decidono di non recarsi presso un centro per evitare di sostenere costi di riparazione in officina.

Ci sono davvero così tanti imbecilli in Italia che preferiscono rischiare una multa salata per non fare la revisione?

Possibile, in un Paese come l’Italia, ma decisamente stupido e inutile, soprattutto per il gran numero di telecamere sparse per l’Italia che controllano le targhe e che, in tempo reale, permettono di sapere se un dato veicolo ha fatto la revisione entro la scadenza o se l’ha omessa e, nel caso, sanzionarlo.

Basta leggere le decine di articoli di cronaca locale dei media di provincia che, ogni settimana, riportano di centinaia di veicoli pizzicati dai vari Targasystem per rendersi conto che sfuggire agli occhi elettronici è diventato praticamente impossibile.

Ultima supposizione che mi viene in mente: giugno è il mese delle tasse.

Forse, molta gente, dovendo pagare le imposte, si è trovata a corto di denaro e ha deciso di non fare la revisione, sebbene si tratti solo di 66,88 euro.

Che non sia un effetto collaterale della fattura elettronica che, pare, stia riducendo l’evasione fiscale? Sono ironico e sarcastico, perchè, se fosse così, sarebbe davvero un notizia da comunicare ai giornali e TV.

Quale che sia la possibile spiegazione, se a luglio la situazione rientrerà e assisteremo a un sostanziale recupero del revisionato autoveicoli, allora potremo tranquillizzarci e dire che è stato solo un fenomeno transitorio ed episodico.

Se però, per il terzo mese consecutivo dovessimo registrare un altro calo – soprattutto considerando che luglio è il mese più forte dell’anno, almeno a livello nazionale – allora credo che dovremo iniziare a preoccuparci e, anche se sappiamo tutti che sarebbe solo tempo sprecato, iniziare a segnalare a MCTC il fenomeno.

Vedremo.

Andamento dei Centri Auto e Centri Moto a gugno 2019

Chiudo, come sempre, con le informazioni sull’andamento dei centri in Italia.

Direi che la situazione di calma piatta continua anche a giugno: solo 11 nuovi centri aperti.

Mercato Revisioni: andamento centri auto a giugno 2019

Sicuramente, sino a quando la questione dei corsi per Ispettori non sarà risolta, credo che il mercato manterrà questo trend di crescita estremamente lento.

Veniamo ai centri moto: qui il numero di nuovi centri è maggiore ma, personalmente, non ritengo si tratti solo di nuove aperture bensì, almeno per 1/3, di centri già esistenti che hanno aggiunto anche la linea moto (o hanno sostituito la vecchia linea auto con una universale) e hanno richiesto la relativa autorizzazione.

Mercato Revisioni Moto: andamento centri a giugno 2019

Capisco che chi ha aggiunto la linea moto lo abbia fatto per mettersi alla pari coi colleghi/concorrenti ma resto sempre dell’idea che si tratti di un investimento inutile, visti i volumi e, quindi, i potenziali ritorni.

Bene, questo è quanto per il mese di giugno.

Alla prossima.

 

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