Alessandria, Vignola, Vicenza, Magliano Sabina e, infine, Civitanova Marche: cinque meeting Asso.Car in crescendo. Cinque round con un centinaio di Centri di Controllo delle regioni del Nord e del Centro che hanno confermato la voglia e la necessità di cambiamento, perché gli operatori del settore sono al limite di sopportazione: chi lavora seriamente non ne può più di furbi, disonesti, scorretti, incompetenti. A Civitanova si è sfiorata la rissa quando si è toccato il tema degli sconti. Adesso pausa estiva ma da settembre Asso.Car deve iniziare a tirare fendenti a destra e manca, perchè è questo ciò che vogliono gli associati.

Caldo faceva caldo: un caldo bestia. 

D’altronde sabato 22 giugno a Civitanova Marche si sono superati i 33 gradi all’ombra.

Fortunatamente tirava una forte brezza marina e la sala del Cosmopolitan Hotel era dotata di un impianto di aria condizionata eccellente.

Però non è bastato a raffreddare gli animi dei partecipanti al 5° Meeting Asso.Car: dopo la fine dell’incontro il clima si è fatto rovente e si è andati vicini alla rissa tra alcuni partecipanti.

Il motivo? Gli sconti sulla tariffa ministeriale: da queste parti sono diventati un vero flagello biblico, che ha messo in ginocchio decine di operatori che rischiano di chiudere ma che non ci stanno a morire (imprenditorialmente) a beneficio del più forte (economicamente e finanziariamente) e più spregiudicato commercialmente.

Andiamo con ordine, però.

Il programma era quello già collaudato nei precedenti meeting: arrivo e registrazione dei partecipanti, un breve saluto e un’introduzione ai temi dell’incontro da parte di Piero Rista, Presidente di Asso.Car, che ha spiegato perché è nata l’Associazione, chi sono i soci fondatori e quali sono gli obiettivi che si prefigge, a seguire l’intervento di Luca Donna, Vice-Presidente, che ha illustrato i traguardi già raggiunti, sia in termini di associati che di accreditamento presso il Ministero e MCTC e, infine, la mia parte in cui spiego, dati di mercato alla mano, perchè sostengo Asso.Car.

Se hai letto i precedenti articoli sui meeting che si sono tenuti nei mesi scorsi, sai già praticamente tutto e quindi non serve che io ci ritorni sopra; parliamo d’altro.

Quello che più mi ha colpito è stata l’affluenza.

Partecipanti al 5° meeting Asso.CarDevo essere onesto: considerato il finesettimana estivo, visto il bel tempo e il caldo, sentite le notizie sul traffico con code di ore per recarsi al mare, avrei scommesso che non si sarebbe presentato nessuno e che Piero, Luca ed io ci saremmo trovati con più di mille chilometri sulle spalle (anzi, sotto le natiche) per nulla. 

Avrei scommesso e avrei perso: in una sala con una trentina di posti eravamo in 20; tolti gli organizzatori, gli ospiti erano in 16.

Molti di più di quanti ne avevo contati a Modena e più o meno tanti quanti ce n’erano a Vicenza e Rieti.

Un buon segno, per due ragioni:

    1. la densità di centri è molto maggiore al Nord Italia e pertanto, in proporzione, i partecipanti marchigiani erano molti di più rispetto ai veneti o agli emiliani dei precedenti incontri;
    2. chi si era sobbarcato anche quanche centinaio di chilometri, dopo aver fatto revisioni al mattino e col rischio di trovarsi imbottigliato nel traffico dei vacanzieri diretti sulla costa adriatica, aveva sicuramente delle forti motivazioni per esserci.

E la motivazione più forte – che avevo già riscontrato a Vicenza – era (ed è) la lotta senza quartiere agli sconti selvaggi.

Se non sei delle Marche forse non sai che là gli sconti hanno raggiunto livelli veramente patologici e assurdi: si parla di 40 euro, sotto forma di 20 euro di buoni carburante + 20 euro di sconti in servizi.

In pratica, tasse escluse, la revisione viene venduta a 5 euro.

Hai voglia a cercare di resistere e contrastare il fenomeno: non puoi.

E, infatti, su 16 titolari di Centro di Controllo presenti, 15 erano incazzati neri. 

Quello che non era incazzato e, anzi, manteneva uno sguardo serafico e la faccia da giocatore di poker, anche davanti alle accuse e agli attacchi dei colleghi, era proprio quello che ha scatenato tutto il casino degli sconti.

La seconda cosa che mi ha colpito è stato l’autocontrollo dei 15 quando, durante la mia presentazione, ho toccato volutamente il tema sconti e buoni carburante.

Grafico sconti presentato al meeting Asso.Car

Quando ho detto che, supponendo un volume di 1.000 revisioni annue, pari a 45.000 euro di fatturato, per recuperare 40 euro di sconto sono necessarie 9.000 revisioni incrementali, solo per andare alla pari, è partita una raffica di commenti, anche pesanti, rivolti verso di me che ero sul palco, ma chiaramente indirizzati “all’odiato collega”.

Fortunatamente nessuno ha trasceso o si è lasciato andare ad atti inconsulti.

Sarebbe bastato però un nulla per far scattare la scintilla che avrebbe dato fuoco alle polveri; sarebbe stato sufficiente rivolgersi al titolare di quei cinque centri (pare che ne abbia aperti altri tre ultimamente) e chiedergli: “Perchè lo fai? E, soprattutto, come lo fai?”.

Fortunatamente sia gli amici di Asso.Car che il sottoscritto, siamo stati sufficientemente intelligenti e accorti nell’evitare di fornire un pretesto alla platea anche perchè, alla domanda “Come lo fai?”, tutti i presenti conoscevano la risposta.

Se mi segui da qualche tempo ricorderai un pezzo scritto nel 2017 dove denuciavo proprio la situazione della provincia di Fano; se non lo hai letto, ti consiglio di farlo, cliccando sul link che trovi qui a fianco (Tariffa di Revisione: ecco come scontare 30 euro, fregando concorrenti e fisco, guadagnandoci due volte.).

Personalmente, avrei posto una sola domanda: “Perché lo fai?”.

Sapendo che non avrei avuto risposta, se non qualche cosa di evasivo che avrebbe imbestialito ulteriormente gli altri, non ho chiesto nulla.

Mi rispondo da solo: quel signore sta applicando quella che io chiamo la “Strategia Amazon”.

Sono certo tu sappia cos’è Amazon e, quindi non è necessario che ti spieghi cosa fa.

La strategia di Bezos spiegata nel meeting Asso.CarQuello che forse non conosci è la stategia messa in atto da Jeff Bezos, il suo fondatore.

Intanto Amazon non è nel business del commercio elettronico ma, semmai, in quello della logistica, per cui Bezos non è mai stato interessato a guadagnare dalla vendita di prodotti fisici (all’inizio i libri e poi, via via, tutto ciò che si può vendere); il suo fine è quello di controllare lo stoccaggio, la movimentazione e, soprattutto, l’intermediazione dei prodotti: è lì che fa il suo vero business.

Se hai fatto acquisti su Amazon avrai notato che, da tempo, le vetrine virtuali non sono più di Amazon ma di migliaia di negozi sparsi per l’Italia (o l’Europa, ma anche oltreoceano) che offrono lo stesso prodotto a prezzi differenti e, di norma, sempre molto bassi. La spedizione può essere fatta da Amazon stessa (se la merce è presente nei magazzini) oppure a carico del venditore.

Qualunque sia la modalità d’ordine e consegna, Amazon intermedia e prende commissioni da tutti e su tutto; chi non ci sta è fatto fuori.

“Hai qualcosa da vendere? Bene, devi passare da me, altrimenti ti faccio fallire tirando giù così tanto i prezzi che tu non potrai durare a lungo.”

Bezos è già ricco di suo e, comunque, è coperto da miliardi di dollari di finanziatori istituzionali e privati che gli consentono di operare in perdita sin dal primo giorno di attività: perde milioni di dollari ma si espande ogni giorno di più (e il suo titolo è andato alle stelle a Wall Street).

Amazon può durare decenni ancora, mentre spazzerà via i piccoli e medi imprenditori che non si assoggetteranno alle sue regole (e poi attaccherà i grandi marchi, le catene distributive e i centri commerciali).

Quindi, qual’è la strategia di lungo periodo di Bezos? Vendere e intermediare è la tattica, la strategia è quella di far chiudere il maggior numero di aziende, al fine di occuparne lo spazio fisico e virtuale nel mercato.

L’alternativa offerta a chi non vuole chiudere è quella della totale sudditanza allo strapotere di Amazon.

Quando la stragrande maggioranza dei venditori avrà chiuso o sarà diventata semplicemente un gestore di merce per conto di Amazon, Bezos cambierà la sua strategia, entrerà davvero nel business dell’e-commerce e farà ancora più miliardi di profitti.

Ecco, a mio parere – con le debite distinzioni dimensionali – quello che sta accadendo nelle Marche è una versione de noantri della Strategia Amazon.

Da quanto ho letto, sentito e capito, la piccola rete di cinque centri aperti localmente ruota attorno a una scuola guida che agisce da finanziaria, accollandosi i costi dei buoni carburante dati in omaggio a chi fa la revisione, costi che scarica sul suo Conto Economico. I centri fatturano la tariffa piena e il loro bilancio è perfettamente in utile e in crescita costante, anno dopo anno, grazie a un sempre crescente numero di clienti attirati dalla formula 20+20. La scuola guida, potendo scaricare al 100% il carburante – che è un qualcosa di “strumentale” all’attività – abbatte fortemente il suo utile e, quindi, le tasse da pagare. Ad ogni nuova apertura di centro, il meccanismo viene replicato, a danno dei concorrenti locali.

E’ lecito? Moralmente no, ma formalmente sono strasicuro che il business, da un punto di vista legale, è “bindato”, come suol dirsi.

Non abbiamo a che fare con uno scappato di casa ma con un imprenditore che sa quello che fa e che, certamente, si avvale dei migliori professionisti sulla piazza, dal commercialista, al fiscalista, all’avvocato. Non escludo poi che abbia anche le “giuste” amicizie nei palazzi che contano, a partire dalla provincia.

Non parliamo quindi di uno con l’anello al naso che una mattina si è svegliato e ha detto “Adesso faccio 40 euro di sconto sulla revisione così vengono tutti da me e io faccio un sacco di soldi. Sono furbo, io.”

No, qui abbiamo a che fare con una persona che, a differenza di tanti suoi colleghi-concorrenti ne capisce di numeri e, soprattutto, ne capisce di marketing (e studia quello moderno, il webmarketing) e di strategia a medio e lungo termine.

E la strategia è, a mio avviso, molto semplice:

“Abbatto i prezzi della revisione con offerte che i miei concorrenti non possono eguagliare perchè non hanno il volano economico e finanziario che ho io e vado avanti così, portando via i loro clienti – perchè la gente è stupida e vuole lo sconto e non si preoccupa della qualità della revisione – sino a quando ne ho fatti chiudere il maggior numero possibile. A quel punto, gradatamente, farò risalire i prezzi, sino al valore della Tariffa Ministeriale. Nel frattempo, apro sempre più centri nelle zone più strategiche e li finanzio con il meccanismo collaudato della scuola guida.Tra qualche anno avrò l’intero mercato che conta a mia disposizione, lasciando le piazze minori e marginali ai pochi sopravvissuti che controllerò a mio piacimento: chi alzerà la testa verrà nuovamente massacrato.”

Se quella effettivamente è la strategia, devo dire che sta funzionando, visto che diversi titolari dei Centri di Controllo presenti hanno lamentato cali di volumi e di fatturato pesanti, in un caso anche dell’ordine del 60%.

C’è chi ha visto precipitare le revisioni da 10.000 all’anno a poco più di 3.000. C’è chi ha dovuto licenziare un Responsabile Tecnico dopo aver perso 3.000 revisioni (guarda caso proprio il volume che, in altre occasioni, io indicavo come la soglia che rappresenta 1 posto di lavoro perso o guadagnato in un mercato iperaffollato e ipercompetitivo come il nostro). C’è chi teme di essere il prossimo a dover ridurre a sua volta il personale.

Tutto perchè c’è un “collega” che non guarda in faccia a nessuno e che, pare, sia impossibile da fermare.

Piccola nota personale: quell’imprenditore è abbonato da anni ai miei report QuattroDueDue e, evidentemente, sa come usarli visto che apre in zone strategiche e dove i volumi sono maggiori. Ci pensino tutti coloro che dicono “Ma a me non servono, io conosco il mercato e poi non saprei come utilizzarli.” Loro dormono mentre gli altri agiscono, forti della conoscenza dei miei numeri.

Bene, torniamo al meeting.

Visto che il problema degli sconti era il più sentito, secondo te, qual’è stata la domanda diretta fatta ad Asso.Car? La domanda che giustificava una trasferta a Civitanova Marche un sabato pomeriggio di un giugno assolato e rovente?

“Pensate di contrastare il fenomeno degli sconti? E se sì, come?”

Piero Rista ha dato questa risposta:

“Asso.Car è nata anche per contrastare gli sconti della Tariffa Ministeriale.

Non solo perchè la Tariffa è fissa e perché è diventata insufficiente a coprire i costi sempre più crescenti che i Centri di Controllo devono sopportare (e noi ci batteremo per un congruo aumento entro il 2020), ma perchè i buoni carburante, gli omaggi e pure gli sconti su servizi accessori o di officina, sono tutte forme di concorrenza sleale inaccettabile e noi daremo battaglia a tutti coloro che non rispettano il mercato e la concorrenza.

“Quindi anche contro “quel” signore?” – Ha incalzato uno dei presenti, indicando il collega degli sconti. 

Certo, anche contro di lui. Ma possiamo farlo solo se saremo in tanti e se saremo uniti. Da soli avete visto che non andate da nessuna parte. Qualcuno ha detto di aver provato a fare un esposto, denunciando alla P.A. la situazione. Cos’è accaduto, invece? Che il controllo sono andati a farlo a lui! Questo perchè siete soli e piccoli ed è facile attaccarvi individualmente per mettervi a tacere. Se invece sarà Asso.Car a muoversi a livello istituzionale e anche legale, voglio vedere se ci saranno ritorsioni da parte di qualche dirigente o funzionario.”

Come Osservatorio Revisione Veicoli ho preso atto dell’impegno formale della Direzione di Asso.Car e non mancherò di ricordarglielo nei prossimi mesi e di monitorare l’attività di rappresentanza e tutela degli associati promessa nei cinque incontri avuti coi Centri di Controllo del Nord e Centro Italia.

Come consulente di Asso.Car, sarà anche compito mio fare in modo di incalzare e tenere sotto pressione le istituzioni preposte al rispetto delle regole che disciplinano la Revisione Veicoli e, soprattutto, sarò ben felice di mettere a disposizione di Asso.Car, aggiornandola se necessario, la lettera con cui chiedevo al Garante della Concorrenza e del Mercato di pronunciarsi una volta per tutte e in modo inequivocabile sulla liceità di scontare la Tariffa Ministeriale in qualsivoglia forma.

Quando ho scritto come ORV non ho ricevuto risposta alcuna, manco un “vaffa”, perchè ORV non rappresenta nessuno se non se stesso.

Magari ad Asso.Car una risposta si sentiranno in obbligo di darla e se non lo faranno, magari Asso.Car potrebbe portare il caso prima sui giornali e poi anche davanti a un giudice.

So che non sarà facile ma bisogna provarci.

Ma prima bisogna crescere di numero per avere un peso specifico sempre maggiore per dare voce a una categoria specifica di centri, all’interno del mercato della Revisione Veicoli.

Riporto un concetto espresso da Luca Donna che mi è piaciuto molto:

“Asso.Car nasce per risolvere i problemi concreti dei Centri di Controllo, non per dare un posto a qualcuno che vuole fare il lobbista per professione perchè, tra i soci fondatori, non c’è nessuno che ha voglia di fare il rappresentante di categoria a vita.

Quello lo lasciamo ad altre organizzazioni.

Se Asso.Car raggiungerà i propri scopi sociali, potrà anche decidere di chiudere, qualora la sua funzione e utilità dovessero venire meno.  

Ma oggi non è ancora il momento per pensare a tirare i remi in barca, al contrario: oggi è imperativo che Asso.Car cresca come numero di associati e che faccia sentire la loro voce.”

Voglio essere onesto, riportando anche il pensiero condiviso “fuori onda” con Piero Rista e Luca Donna: far sentire la voce dell’associazione e degli associati non sarà facile soprattutto perchè oggi la situazione politica è quantomai nebulosa: il governo giallo-verde andrà avanti? Se sì, per quanto? Cadrà a breve e andremo a nuove elezioni? Nuove elezioni significa nuovi parlamentari e nuovi parlamentari significa un nuovo Ministro del MIT e una nuova IX Commissione Trasporti. 

E poi c’è la situazione della MCTC (o delle MCTC): a Roma non si sa che fine abbia fatto l’Ing. Dondolini, Direttore Generale della Motorizzazione Civile. Doveva andare in pensione a febbraio, poi a marzo, poi a maggio, poi….boh. Sparito nel nulla, dissolto nella canicola romana. E l’Ing. Scavone e i decreti attuativi? Qualcuno ne ha notizia? E che dire delle situazioni delle varie Direzioni Generali Territoriali della Motorizzazione Civile? Falcidiate da Quota 100, a quanto pare. Con chi si va a parlare se vanno tuuti in pensione e non c’è più nessuno come interlocutore? 

No, non sarà facile ma, da settembre, bisognerà iniziare ad agire e, se necessario, iniziare a menare fendenti a destra e manca perchè qualcuno si muova e dia delle risposte.

Intanto vanno ingrossate le fila di Asso.Car con nuove adesioni, puntando alla “loro” Quota 100.

Per informazione, a giugno 2019 i soci sono 62, in rappresentanza di 89 Centri di Controllo.

Pochi? Tanti? Dipende dai punti di vista. Io so solo che a maggio di un anno fa erano in 9 e nessuno li conosceva e dava loro credito.

In poco più di un anno di strada ne è stata fatta parecchia; certo, sono stati fatti errori di inesperienza ma con intelligenza e umiltà sono stati riconosciuti, capiti e corretti.

Questo è il merito e il credito che, personalmente, dopo 5 meeting in giro per l’Italia, mi sento di riconoscere ai soci e dirigenti di Asso.Car.

Intelligenza, umiltà, perseveranza, capacità di ascolto dei soci e reattività pronta e decisa sono state doti fondamentali per arrivare sino a qui ma, adesso è il tempo di aggiungere almeno altre due qualità: aggressività e sfrontatezza

Da settembre bisogna andare a snidare politici e dirigenti pubblici e metterli sotto pressione, senza tregua e senza troppi riguardi: servono cambiamenti certi e radicali del settore. Serve una Tariffa che garantisca l’equo guadagno previsto dalla normativa. Serve che questa storia degli sconti e degli omaggi finisca per sempre. Serve che la revisione e chi la fa tornino ad avere un’utilità sociale e un valore civico in questo Paese che, ogni giorno che passa, si sta messicanizzando sempre di più.

Quello che non serve sono azioni pro domo loro come i ricorsi al TAR del Lazio per proteggere rendite di posizione.

Tutto il resto è filosofia sul sesso degli angeli.

Alla prossima.

P.S: Vuoi sapere se poi sono finiti a fare a cazzotti? No, c’è solo stato un forte alterco tra alcuni dei presenti e il collega sotto accusa, sono volati alcuni insulti ma la cosa è finita lì. 

 

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