Il recente accordo Stato-Regioni sulla Formazione Ispettori ha dato il via allo scontro che spaccherà sempre di più il mercato della revisione veicoli italiano. Non era difficile da prevedere: con la direttiva 2014/45/UE e il DM 214/2018 era ovvio che sarebbero nati gruppi in contrapposizione, anche aspra, tra loro. Da un lato c’è chi vive il cambiamento delle regole come una iattura, dall’altro invece c’è chi lo vede come una manna dal cielo.

L’inizio della fine. 

E’ il sentimento comune che condividono gli operatori del settore revisioni veicoli, ma con interpretazioni diametralmente opposte: una parte sostiene che la riforma della revisione veicoli sia l’inizio della fine per Centri e Responsabili Tecnici; un’altra parte ribatte che sì, è l’inizio della fine, ma solo per i centri scorretti e i Responsabili Tecnici impreparati. 

Permettimi una seconda (facile) previsione: la diaspora è destinata a diventare sempre più aspra e dura quando, finalmente, saranno emanati i decreti attuativi.

Il mio consiglio da osservatore esterno è questo: fate attenzione a non dividervi stupidamente in tifoserie contrapposte; non ne guadagnerebbe nessuno se non i soliti furbi e opportunisti che, da sempre, tutti dite di voler contrastare. 

Nota: questo articolo nasce dopo avere visto il sondaggio di alcuni giorni fa proposto dagli amici di C.R.A – Centro Revisioni Auto; doveva essere un pezzo solo ma, mentre lo scrivevo, sono seguiti un post per promuovere una raccolta firme a sostegno di un ricorso al TAR del Lazio e un terzo post in cui si dice che la raccolta firme ha il patrocinio dell’AICA, cioè dell’associazione dei costruttori di attrezzature e, infine, un ultimo post di Tecnostrada Formazione che illustra le finalità del ricorso. Pertanto l’articolo sarà diviso in due parti per evitare che diventi inutilmente troppo lungo, più di quanto già lo sarà ciascuna parte.

Al fine di evitare futili e inutili polemiche, premetto che rispetto le opinioni di tutti, anche di coloro che vedono la riforma della Revisione Veicoli come il fumo negli occhi, ma aggiungo che da queste pagine sosterrò sempre le posizioni di chi si batte per il cambiamento e per ridare dignità a una professione che, in oltre 20 anni, ha visto solamente la prevaricazione dei più furbi.

Pertanto, se le mie parole ti disturberanno, puoi semplicemente fare come con la TV: spegnere o cambiare canale, perchè io non cambierò il mio programma.

Il sondaggio di C.R.A. sull’Accordo Stato-Regioni per la Formazione Ispettori

Formazione Ispettori: il questionario sulla pagina FB di CRALo scorso 17 maggio, sulla pagina FB di C.R.A. è stato pubblicato un sondaggio con cui C.R.A. ha voluto misurare il grado di consenso e gradimento tra i Responsabili Tecnici e i Titolari di Centro di Revisione relativamente a due obblighi previsti dall’Accordo Stato-Regioni e alla conseguenza economica di questi obblighi per i futuri Ispettori.

In sostanza, si chiedeva ai partecipanti al sondaggio di esprimere il loro giudizio sul fatto che in futuro saranno necessarie 296 ore di formazione (Modulo A + Modulo B), che sono richiesti 3 anni di esperienza certificata in meccanica motoristica e che il costo dei due moduli assieme sarà di circa 6.000 euro.

Le risposte tra cui scegliere le puoi leggere nell’immagine che vedi a lato (cliccaci sopra per ingrandirla).

Partiamo intanto da un primo dato statistico importante: hanno risposto in 148.

E’ un dato statisticamente significativo? E’ rappresentativo dell’universo? 

Considerato il numero di persone iscritte al gruppo C.R.A. al tempo del sondaggio (1.326) direi di sì. Di solito, in casi semplici come questo, si considera la radice quadrata del totale che si vuole analizzare per avere un campione rappresentativo: per il sondaggio di C.R.A. su 1.326 membri basterebbero pertanto 36 partecipanti.

Come detto, siamo invece a 148, cioè 4 volte di più. Possiamo dire allora che la ripartizione delle risposte è rappresentativa e riflette percentualmente in modo realistico la diverse opinioni dei membri del gruppo. 

Attenzione però: non è detto che i membri di gruppi social come C.R.A. rappresentino a loro volta l’intero universo di chi vive e lavora nel mercato delle revisioni veicoli. Anzi, è più facile l’opposto.

Nei vari gruppi social di Responsabili Tecnici di solito trovi i “migliori”, intendendo con migliori quelli più motivati, interessati, preparati, attivi, partecipi; quelli che vogliono condividere le loro esperienze e contribuire a migliorare il settore.

Come sa benissimo chi segue con assiduità quei gruppi FB, stiamo parlando di una minoranza.

Poi c’è il resto del mercato: fatto da indifferenti, menefreghisti, furbi, opportunisti, disonesti; tutta gente a cui dei problemi del settore e dei colleghi non importa una beata fava di nulla.

Quelli che odiano la Formazione IspettoriQuelli sui social non li trovi e le rare volte che compaiono lo fanno nelle vesti di Napalm 51, l’hater seriale inventato da Crozza.

Per questa gente un sondaggio non serve, perchè la risposta non può essere che NO. Questi soggetti nel torbido ci sguazzano da 20 anni e di cambiare delle regole che oggi permettono loro di fare ciò che vogliono non ci pensano di certo.

Quindi, a mio avviso, il sondaggio è sicuramente rappresentativo ma solo di una parte minoritaria degli operatori del settore; la maggioranza è invece quasi certamente contraria al 99,99% al cambiamento, per soli fini utilitaristici e personali.

Se le mie supposizioni precedenti sono corrette, mi permetto di dare un consiglio agli amici di C.R.A. e, in particolare a Federico Caselli, sperando che lo accettino: è evidente che voi siete per il NO ma, per come avete posto la domanda, per come avete formulato le risposte e, soprattutto, per come avete replicato a chi difendeva il suo SI, non avete dato l’impressione che il vostro NO fosse motivato da “nobili ideali” ma piuttosto che le vere ragioni fossero la difesa dello status quo e, soprattutto, dei vostri interessi come formatori.

Chiariamo una cosa: NON è così.

Voi lo sapete, io lo so, ma chi vi legge non è obbligato a saperlo, se non glielo spiegate o se lo fate solo tardivamente, come ha fatto Giuliano Latuga postando le ragioni del ricorso su Tecnostrada Formazione dopo che le polemiche erano diventate roventi e si era arrivati agli insulti.

Attenzione quindi alla comunicazione, specie sui social, dove non esiste la possibilità di modulare tono, intensità e velocità della voce e tutto avviene nella testa di chi vi legge. I concetti, se male espressi, vengono facilmente fraintesi (come è successo a me con l’articolo precedente sulla Formazione Ispettori in cui voi vi siete sentiti tirati i causa e vi siete offesi). 

Formazione Ispettori: raccolta firme contro per ricorso al TAR del LazioQuell’impressione l’avete poi rafforzata – al punto di farla diventare una certezza per molti – col vostro secondo post relativo a una raccolta firme per dare il via a un ricorso presso il TAR del Lazio.

Sicuramente i vostri legali vi hanno detto “Si può fare” e ciò vi è bastato, convinti che avreste trovato un seguito enorme tra la vostra community e, per eccesso di fiducia ed entusiasmo, non vi siete preoccupati di fornire preziose e indispensabili informazioni in merito.

Oltre a ciò il vostro ricorso è patrocinato e verrà presentato dall’A.I.C.A, l’Associazione Italiana dei Costruttori di Attrezzature: non propriamente il partner ideale per presentarsi come difensori degli interessi dei centri di revisione e, soprattutto, degli Ispettori (ma di questo ne parlerò più approfnditamente nella seconda parte).

Avete fatto parecchi errori strategici e tattici e, dai commenti dei vostri follower, è evidente che la maggioranza della vostra community ha capito ben altro e si è espressa in modo fortemente negativo. 

Inoltre, ho avuto la netta sensazione che la “vittoria” dei SI con questa percentuale bulgara vi abbia spiazzati parecchio e che voi vi aspettavate un ben altro risultato.

Formazione Ispettori: botta e risposta Questa sensazione si basa su due vostri commenti, in particolare quello sferzante dell’amico Federico, che riporto qui (il secondo, lo riporto più avanti).

Caro Federico, permettimi di dirti che replicare in modo stizzito e aggressivo contro chi si è espresso per il SI, non è il modo migliore per interagire con una larga parte della tua community

La risposta di Argante Casale al tuo post ne è la riprova.

Non solo afferma che, potendo, avrebbe dato il voto ad entrambe le risposte SI (e non solo alla prima) ma ribalta la tua accusa di voler difendere l’orticello affermando che “ovviamente ai formatori e a chi vende attrezzature (della professionalità) poco importa.”

Caro Federico, direi che ti sei fatto un autogol, e quasi certamente ti sei alienato le simpatie di molti iscritti alla pagina C.R.A..

L’obiezione che formatori e rivenditori di attrezzature sono scesi in campo solo per i propri interessi personali non è isolata ma la si ritrova più volte in tanti altri post di riposta.

Tu inviti i tuoi lettori a leggere i risultati.

Ok, facciamolo.

I risultati del sondaggio: schiacciante vittoria dei SI

Intanto contiamo le risposte a ciascuna domanda:

  • 85 sono favorevoli perchè vedono nella Formazione Ispettori un modo per porre un freno a nuove aperture;
  • 33 sono favorevoli perchè ritengono la Formazione Ispettori un mezzo importante per lavorare bene e meglio;
  • 23 sono contrari perchè considerano la Formazione Ispettori una minaccia per i centri esistenti e futuri, a causa degli alti costi;
  • 3 sono contrari perchè considerano la Formazione Ispettori un onere eccessivo e ingiustificato per poter accedere alla professione;
  • 3 sono contrari perchè considerano la Formazione Ispettori uno spreco di tempo ed esagerata per quanto riguarda il tirocinio.
  • 1 non sa.

In sintesi, escludendo l’agnostico, abbiamo 118 membri del Gruppo C.R.A. favorevoli alla Formazione Ispettori e solo 29 contrari.

Detto in modo più efficace: l’80% ha votato SI mentre solo il 20% ha votato NO.

Tutti a difesa dell’orticello? Tutti interessati solo a non fare aprire altri centri e a chiuderne di esistenti? Nessuno che sia veramente interessato alla formazione?

E anche se fosse?

Da anni ci stiamo dicendo tutti (tranne costruttori e rivenditori di attrezzature) che i centri sono troppi e ciò ha comportato una degenerazione del settore che sta danneggiando sempre di più chi vuole esercitare la professione in modo onesto e corretto.

Essere a favore di un provvedimento che, finalmente, può fermare la proliferazione dei centri che dura da 20 anni e che renda meno facile l’accesso alla professione di Ispettore, anche se è basato su meri interessi personali non implica il far parte di una casta.  

E poi, vogliamo davvero dirci che quelli che hanno risposto NO lo hanno fatto per il bene della categoria? Ma daì.

Basta leggere i commenti per capire che sono in difesa di interessi ancora più personali di quelli che hanno votato il SI. 

Formazione Ispettori: sono contro perchè non ho fatto il vecchio corso e adesso sono fregatoNe riporto uno che mi ha veramente lasciato basito (cliccaci sempre sopra per ingrandirlo).

Premetto che, come tutti voi, non conosco la situazione di Domenico che posso solo “dedurre” da quanto scrive. Spero di aver capito male.

Domenico fa revisioni da 10 anni ma non è RT perchè non ha fatto il corso da 32 ore e adesso è in difficoltà perchè per diventare Ispettore dovrebbe sobbarcarsi quello da 300 ore. Secondo lui chi ha fatto la norma avrebbe dovuto distinguere tra chi fa revisioni da anni e chi non le ha mai fatte e, chi le fa da anni anche senza la qualifica da RT, avrebbe dovuto venire comunque esentato dal fare il corso. Adesso Domenico è nella cacca perchè è da solo in azienda e senza abilitazione.

Avrei alcune domande per Domenico: se non sei RT ma fai revisioni da 10 anni, in che ruolo le hai fatte? Come addetto alla linea? E chi firma i referti (o meglio, firmava, visto che adesso dici di essere solo)? Un socio abilitato RT che ora non c’è più? E quindi adesso come ti comporti? Chi firma, oggi? Se, adesso che sei solo, continui a fare le revisioni – da quanto sinteticamente scrivi non si deduce il contrario – dovresti sapere che sono tutte illecite (perchè non sei RT) e quei veicoli dovrebbero venire richiamati, le revisioni annullate e tu sanzionato (e non è da escludere che anche quelle del passato potrebbero essere contestabili).

Hai avuto 10 anni di tempo per fare il corso e ottenere l’abilitazione: perchè non lo hai fatto?

Mancanza di tempo? Mancanza di voglia di sacrificare qualche fine settimana? O forse perchè c’era l’ex-socio RT e spendere soldi per un corso per abilitare anche te lo giudicavi un esborso inutile? 

In fin dei conti, dopo 10 anni di revisioni, avresti potuto passare l’esame a occhi chiusi, non credi? Do per scontato che, pur non avendo fatto il corso, tu ti sia studiato qualche manuale, conosca il protocollo MCTCNet2 e i controlli da fare e magari sia pure abbonato ad EGAF.

Forse non sapevi che la scadenza per l’abilitazione a RT era il 20 maggio 2018?

Difficile da credere, perchè la cosa era nota da tempo, grazie alle comunicazioni dei pecoroni che vi rappresentano, a quelle dei fornitori di attrezzature e software e ai tanti articoli e post in rete, inclusi quelli di ORV. 

Forse speravi nel solito “aggiustamento” all’italiana che avrebbe lasciato le cose come stavano? Non è andata così, mi spiace.

Non ti sembra un po’ assurdo e irrealistico pensare che lo Stato avrebbe detto: “Non hai fatto il corso da 32 ore, non hai sostenuto e superato l’esame, non sei qualificato come RT, fai le revisioni abusivamente da 10 anni ma, suvvia, non stiamo a fare di tutta l’erba un fascio: vai pure avanti così.”?

Non ti sei mosso quando potevi, però, per te, adesso la colpa della tua situazione attuale ovviamente non è tua.

Il tragico è che ben cinque persone la pensano come te e hanno messo like al tuo post.

Chiudiamola qui e veniamo adesso ad analizzare alcuni dei 55 commenti al sondaggio: ovviamente, dati che sono troppi, mi limiterò a due o tre al massimo.

Parto con Francesco Garau che ha votato la seconda risposta: “SI , ritengo necessaria una formazione del genere per svolgere correttamente il nostro lavoro” e che, nei commenti, ha cercato di argomentare il suo voto.

“Un corso per panificatore dura 200 ore, uno per pizzaiolo 300, OSS  siamo a 1000. E poi ovviamente c’è un tirocinio che si deve fare in azienda. Mi pare che certificare un veicolo sia oggettivamente più delicato e quindi il monte ore è sotto certi aspetti ancora insufficiente.”

Personalmente mi sembra un’argomentazione,  oltre che pacata nei toni, molto razionale, logica e oggettiva: per fare professioni (apparentemente) più semplici, servono centinaia di ore di formazione e un adeguato tirocinio. Certificare un veicolo (prego, notare la scelta del verbo certificare che Francesco ha usato) è più complesso e critico che fare una pizza (perchè c’è in ballo la sicurezza delle persone, mia nota personale) e quindi le tante criticate 296 ore, forse, sono addirittura poche.

Formazione Ispettori: i pizzaioli non hanno bisogno di un diplomaE qui riporto il secondo commento di C.R.A. che, personalmente, ho trovato poco pertinente.

Pizzaioli, panificatori, parrucchiere, estetiste, OSS, sono paragoni azzardati solo perchè non vi è un obbligo di un titolo di studio?

Al di là del fatto che il vostro ricorso – da come lo ha spiegato Tecnostrada Formazione – ha un suo cardine proprio sull’inadeguatezza di alcuni titoli di studio ammessi per diventare Ispettore – concetto che mi trova assolutamente d’accordo come ho già espresso in passato e che tratterò meglio nella seconda parte – vi faccio notare che chi faceva quegli esempi professionali si riferiva alla durata dei corsi necessari per essere abilitati, non hai diplomi.

Prendiamo una figura di cui non sapevo nulla: l’OSS.

Quanti sanno chi è e cosa fa un OSS? Io pensavo fosse solo un nuovo acronimo per chiamare gli infermieri ma mi sbagliavo: OSS significa Operatore Socio Sanitario e qualifica una persona che assiste chi non è in grado di essere autosufficiente.

Leggo su Wikipedia:

“Il suo compito è quello di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali, finalizzate al recupero, al mantenimento e allo sviluppo del livello di benessere.

Può lavorare, come dipendente o autonomo, in strutture pubbliche e private, può inoltre lavorare anche presso enti privati quali RSA, Onlus, centri psichiatrici, case famiglia o altri soggetti a carattere sanitario, socio sanitario o sociale.

Capito chi è un OSS?

Te la faccio semplice: è uno di quelli che, quando vai in ospedale, vedi imboccare, lavare, vestire, pulire le persone ricoverate che, da sole, non sono in grado di farlo.

“La qualifica di OSS si consegue al termine di un percorso formativo della durata complessiva di 1.000 ore, composte rispettivamente da 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e 450 di tirocinio, comprensive di esame finale.

Capito? 1.000 ore per essere qualificato a dare e togliere la padella e pulire il culo al vecchietto ricoverato in ospetale o nella casa di riposo.

E qui ci si straccia le vesti per 296 ore (con lo sconto del 20% sulla frequenza e zero obbligo di esame per il Modulo A) per diventare Ispettore di Centro di Controllo? 

Mi direte: “Non è ciò che intendevamo col sondaggio e con la raccolta firme, in cui si parla espressamente di riduzione del monte ore della Formazione Ispettori e non di tornare alle 32 ore!”

Va bene ma, come detto in precedenza, dovevate spiegarlo prima e meglio, tant’è che anche chi ha votato per il NO evidentemente non lo sapeva e, nei suoi commenti, fa trasparire ben altre motivazioni.

A Francesco risponde infatti Pasquale Landi che ha dato il suo voto alla risposta “NO, la ritengo eccessiva rischia di distruggere il mercato delle revisioni, esponendo a rischi e spese enormi sia titolari che dipendenti”.

Per inciso, oltre ad essere titolare di un centro di revisione, Landi vende attrezzature, fa assistenza e organizza corsi di formazione: “forse” ha qualche interesse personale in ballo, che non ha nulla a che fare con le ragioni che, successivamente, sono state spiegate da Giuliano Latuga.

Formazione Ispettori: la riforma non va bene perchè i costruttori di attrezzature sono in crisiChe dire di questa affermazione? “Sappiate che i costruttori di attrezzature sono in forte crisi e rischiano di chiudere. A quel punto, chi vi darà i ricambi?”.

Se chi costruisce attrezzature chiude, facilmente chiuderà anche chi quelle attrezzature le vende, ne vende i ricambi e fa la manutenzione e i controlli periodici alle linee di revisione.

Non commento la situazione dei costruttori e dei rivenditori: lo farò nella seconda parte.

Qui mi limito a dire che se c’è qualcuno che ha tutte le ragioni per difendere il proprio orticello sono proprio loro. 

Formazione Ispettori: il tirocinio è assolutamente immotivatoLandi, tuttavia, non boccia in toto la Formazione Ispettori ma si concentra maggiormente sul tirocino che definisce “assolutamente immotivato“.

 

Formazione Ispettori: la posizione di GarauInutile per Francesco Garau citare episodi vissuti di persona in cui l’ignoranza del Responsabile Tecnico o del meccanico era manifesta, anche su concetti tecnici banali ed elementari per argomentare l’importanza del tirocinio; la posizione di Landi non cambia.

 

Capisco che ci sono delle situazioni davvero poco edificanti, resta il concetto che eventuali corsi di abilitazione debbano essere eseguiti in modo serio così come gli esami. Detto questo onestamente per svolgere questa attività non bisogna mica avere conoscenze ingegneristiche, basta solo attenersi al rispetto delle regole ed avere la conoscenza di tutto ciò che è inerente alla sicurezza. Quindi riepilogando: bene il diploma ad indirizzo tecnico, bene il corso con ore ridotte almeno della metà di quelle decretate ed esame, ma le ore di tirocinio sono assolutamente insensate.” 

Non servono conoscenze ingegneristiche? Basta il rispetto delle regole e la conoscenza di ciò che ha a che fare con la sicurezza? Bene diploma ad indirizzo tecnico? Corso ridotto almeno della metà? Tirocinio insensato?

Scusate ma, almeno tra formatori -promotori della raccolta firme, mettetevi d’accordo: manco un punto che coincida con quello che spiega Latuga nel post in cui illustra le ragioni del ricorso.

Vorrei chiudere questo articolo già molto lungo ribabendo l’allarme che lancio nel titolo e di cui si vendono già segnali inquietanti:

“Attenti, vi state dividendo in tifoserie contrapposte”.

C’è una sequenza di post tra Landi e Garau che lo dimostra (cito sempre loro due perchè sono stati tra i più attivi).

Il primo incalza il secondo chiedendogli se è già RT abilitato e, quindi, se è già Ispettore d’ufficio.

La risposta positiva viene commentata con un “l’avevo intuito” che sott’intende “Facile per te dire SI al sondaggio, tanto la cosa non ti tocca perchè non devi fare il corso nè sborsare 6.000€”.

Al che il secondo chiede al primo se è un formatore, sapendo già che la risposta sarebbe stata affermativa, sottointendendo quindi a sua volta: “Facile per te dire di NO, nonostante tu sia ANCHE titolare di un centro di revisione, vendi attrezzature, fai le manutenzioni e organizzi corsi. Il tuo vero business è quindi un altro ed è a rischio.” 

Formazione Ispettori: si rischia lo scontro tra fazioni contrapposteEcco, si parte da domande apprentemente innocue, a cui seguono facili illazioni, che sottintendono pericolose accuse di essere mossi solo da interessi personali (in cui, personalmente, nei limiti del ragionevole non ci vedo nulla di male).

E, a quel punto, parte la rissa.

Per onestà intellettuale, Garau e Landi sono rimasti a un livello di confronto educato, pacato e civile.

Bravi entrambi.

Ma quanti scadono facilmente nell’insulto e nello scontro da stadio tra tifoserie nemiche?

Alla prossima.

Fine della prima parte.

 

 

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