Finalmente delle buone notizie dal fronte Revisione Veicoli: dopo mesi anzi, anni, in cui non ho potuto far altro che darvi notizie negative sul mercato, prevedendo la recessione prima e la stagnazione poi, adesso posso con piacere annunciare che dal 2019 inizia una fase espansiva che durerà almeno sino al 2022. Attenzione però: se non arrivano presto i decreti attuativi del DM 214 19.05.2017 i benefici andranno ai soliti furbi.

Buon 2019! E non lo dico solo per convenzione.

Preparati a quattro anni di crescita.

All’inizio sarà lenta ma poi assisterai a un crescendo rossiniano che, se le mie previsioni saranno confermate dai fatti, diventerà esplosivo nel 2021, andando a registrare volumi di revisionato mai toccati prima.

Stanno infatti arrivando le immatricolazioni del 2015, anno in cui il mercato del nuovo ha ripreso a crescere. 

Nel 2019, per quanto riguarda gli autoveicoli (auto+merci) i veicoli in prima revisione saranno circa 1.743.000; nel 2020 2.069.000; nel 2021 quasi 2.215.000 e 2.155.000 nel 2022 che si sommeranno, ovviamente, al revisionato di due anni prima.

Ti anticipo che ce la giocheremo tutta con le radiazioni dei prossimi anni: se saranno in linea, in termini di tasso di sostituzione con la situazione attuale (cioè ogni 100 immatricolati avremo 76 radiati) i miei dati risulteranno corretti.

Se il tasso di sostituzione dovesse diminuire sotto 76, avremo un ulteriore miglioramento; se dovesse superare 76, allora la situazioni peggiorerà.

Prima di “dare i numeri” dei prossimi quattro anni, lascia che ti spieghi meglio cosa intendo con “ce la giochiamo con le radiazioni”.

Mercato Revisione Veicoli: impatto immatricolazioni

Il grafico che vedi sopra confronta 18 anni di immatricolazioni del nuovo e di radiazioni: a noi, ovviamente, interessano gli ultimi quattro anni, perchè le immatricolazioni del 2015-2016-2017-2018 sono quelle che contano per le previsioni di quest’anno e dei prossimi tre. 

Le radiazioni hanno importanza perchè, ovviamente, riducono il parco circolante esistente.

Se ricordi, siamo entrati in recessione nel settembre 2016, quando abbiamo avvertito l’impatto negativo delle radiazioni che, a settembre 2012, avevano iniziato ad essere superiori alle immatricolazioni (è dove la linea gialla incrocia la linea blu e, successivamente, la supera).

A luglio 2013 avevamo toccato il massimo del divario negativo tra immatricolazioni e radiazioni, con quasi 202.000 veicoli radiati in più di quelli immatricolati e il tasso di sostituzione aveva raggiunto il picco di 114, durato sino a settembre 2013.

Questa differenza l’abbiamo sentita subito, perchè le radiazioni avevano abbattuto le revisioni del 2013 ma, quattro anni dopo, ha ovviamente influenzato le revisioni del 2017, dato che l’immatricolato di quell’anno era stato molto basso.

Ad agosto 2014 le immatricolazioni avevano ripreso a crescere più delle radiazioni e le due curve si erano incrociate nuovamente, dando il via a una ripresa del revisionato che, tuttavia, restava ancora in fase recessiva.

A novembre 2017 finalmente la recessione terminava grazie al fatto che le immatricolazioni raggiungevano il divario positivo massimo con le radiazioni (+689.000) e il loro impatto si è avvertito subito a partire da quel mese ma si avvertità ancora di più a novembre 2021, quando gli elevati volumi del nuovo del 2017 si tramuteranno in revisioni.

Nel 2022 presumibilmente avremo una flessione ma, in questa occasione, le previsioni si fermano al 2021.

Il secondo grafico che segue, che già dovresti conoscere, ti mostra l’impatto reale delle curve di immatricolato e radiato sul revisionato.

La curva blu delle immatricolazioni è traslata di quattro anni rispetto alle altre due (rossa revisionato e gialla radiato).

Mercato Revisione Veicoli: impatto radiato e immatricolato su revisionato

Come vedi, il trend della linea gialla è in netta salita: ciò significa che il tasso di sostituzione tendenzialmente è destinato a crescere e anche di molto, superando quota 80 e, teoricamente, arrivando sino a quota 90 (che sarebbe una vera tragedia).

Tuttavia, nelle mie stime per i prossimi quattro anni ho considerato l’ipotesi – altamente probabile – che il mercato del nuovo subirà un rallentamento nel 2019 e un calo dal 2020 e, conseguentemente, anche se il radiato dovesse aumentare come tasso di sostìtuzione, in valori assoluti sarà comunque ai livelli attuali, se non inferiori.

Va da sè che un possibile calo delle immatricolazioni avrà un impatto quattro anni dopo, non escludendo quindi una nuova recessione nel mercato della Revisione Veicoli. Stiamo comunque parlando degli anni dal 2023 in poi.

Le ipotesi del calo del mercato del nuovo le derivo basandomi sulle previsioni dell’economia mondiale fatta da macroeconomisti internazionali, soprattutto statunitensi, che prevedono un 2019 di rallentamento per l’economia USA e cinese (i due mercati che trascinano tutti gli altri) e una fase di recessione, anche piuttosto lunga e pesante, a partire da fine 2019 – inizio 2020 e che potrebbe andare avanti addirittura per 2-3 anni (quella del 2008 negli USA è durata 18 mesi e circa 24 in Europa, con esclusione di pochi paesi tra cui l’Italia che, diversamente dal resto del mondo industrializzato, non è mai uscita davvero dalla crisi).

Ora, se USA e Cina vanno in recessione, l’Europa e l’Italia non saranno da meno anzi, per quanto riguarda l’Italia , il rischio di una recessione senza precedenti non è affatto da scartare.

Ora, quali sono i mercati che, di solito in recessione, vanno in crisi per primi? Auto ed edilizia. 

Se non vendi autoveicoli, ma ti limiti a ripararli e revisionarli, potrai contenere i danni, ma solo se ti prepari per tempo: le persone, com’è successo in passato, cambieranno meno i loro mezzi e tenderanno a farli sistemare più spesso.

Se saprai sviluppare dei programmi di marketing, con cui tentare di fidelizzare la tua clientela che possiede veicoli anziani, non dico che aumenterai il lavoro d’officina ma non dovresti avere cali significativi. 

Ti consiglio di iniziare a chiedere già da oggi ai tuoi clienti con veicoli di 6-7 anni (e oltre) se hanno intenzione di cambiarli prossimamente o se pensano di tenerli ancora a lungo.

Poi segnati in un file in Excel (o su un’agenda) i nominativi di chi ti ha risposto che non comprerà un nuovo veicoli nei prossimi 3-4 anni (segnati anche marca, modello, chilometri e i lavori fatti) e, tra qualche mese, inizia a contattare quei clienti – telefonicamente, o via mail o con sms – proponendo offerte speciali o esclusive (comunque dedicate e mirate), ad esempio per dei check-up stagionali o per interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria in base al possibile chilometraggio che avranno raggiunto o ai possibili difetti che potrebbero essere comparsi nel frattempo. 

Il vero punto di domanda resta la revisione: aumenterà di certo la richiesta di revisioni facili di mezzi non a norma.

Per questo dico che se MCTC non pubblicherà quanto prima i decreti attuativi del DM 214 è quasi certo che i vantaggi di questa situazione andranno maggiormente ai soliti furbi che fanno passare tutto, danno buoni sconto carburante e se ne fregano del protocollo MCTCNet2.

Bene, a questo punto vediamo ai numeri che, di certo, sono la parte che ti interessa sapere di più.

Mercato Italia della Revisione Veicoli: come si è chiuso il 2018 e le previsioni dal 2019 al 2021.

Partiamo con la tabella coi volumi previsti, divisi tra autoveicoli e motoveicoli, subito dopo ti mostro il grafico che, di sicuro, ti piacerà parecchio.

Revisione Veicoli: previsioni 2019-2022

Non penso vi sia nulla da spiegare su come leggere e interpretare la tabella: mi limito a ricordarti la formula per il calcolo del volume di revisionato.

IMMATRICOLATO DI 4 ANNI PRIMA + REVISIONATO DI 2 ANNI PRIMA – (RADIATO DELL’ANNO PRIMA + STIMA RADIATO ANNO IN CORSO)/2

I dati del revisionato sono quelli ufficiali MCTC, quelli dell’immatricolato e del radiato sono di ACI, la stima del radiato dell’anno in corso è compito di chi fa le previsioni.

Graficamente ecco come andrà:

Revisione Veicoli: previsioni 2019-2022

Le celle blu riportano i dati effettivi, quelle gialle le previsioni: non male, eh?

Come puoi vedere la curva sta nuovamente cambiando il suo trend, uscendo dal canale trasversale del periodo recessione -stagnazione, per inserirsi nel canale ascendente della fase di ripresa.

A scanso di equivoci, ti specifico che più si va in là con gli anni, più aumenta l’errore statistico.

Basandomi sull’esperienza passata, mi sento di dire che la bontà della previsione è del 99,5% per il 2019, del 99% per il 2020, del 98,5% per il 2021 e del 98% per il 2022. 

Tradotto in numeri, il 2019 potrebbe essere più basso per un valore attorno alle 75.000 unità, il 2020 per 145.000, il 2021 per 225.000 e il 2022 per 300.000.

Ovvero, se le radiazioni aumenteranno sensibilmente secondo il trend che mostrano attualmente, il 2019 potrebbe chiudersi con un volume complessivo di 14.260.000 revisioni, il 2020 con 14.282.000, il 2021 con 14.737.000 e il 2022 con 14.704.000.

Ad ogni buon conto, la bontà della previsione a quattro anni è marginale, perchè ciò che conta davvero è la tendenza e questa è inequivocabilmente di una forte crescita.

Anzi, permettimi di evidenziare che il 2022 potrebbe essere l’anno più forte di sempre perchè, in passato, non sono mai stati superati i 15.000.000 di revisioni autoveicoli.

Vendendo ai motoveicoli, anche qui la tendenza è di crescita, anche se c’è da dire che per i motoveicoli non è corretto parlare di vera recessione o stagnazione per il recente passato.

Ci sono state entrambe, questo sì, ma in forma molto più lieve rispetto agli autoveicoli, tant’è che le moto hanno sempre mantenuto un trend positivo mentre erano i ciclomotori che andavano a sparire progressivamente.

Il picco che vedi nel 2011 è dovuto al passaggio dal targhino alla targa per i ciclomotori che c’è stato, se ben ricordo, a febbraio di quell’anno. 

Poi, chissà com’è, i ciclomotori sono scomparsi dai radar. Personalmente ritengo perchè i proprietari se ne fregavano della revisione prima e se ne sono fregati bellamente anche dopo, malgrado la registrazione obbligatoria in Motorizzazione.

Tutto bene, quindi? Ci aspetta un radioso futuro?

Sulla carta sì, ma a livello generale perchè il discorso può cambiare – e di parecchio – a livello del singolo.

Se andiamo infatti a vedere cosa accade sul fronte delle nuove aperture di centri di revisione e, per conseguenza, a livello del revisionato medio procapite, il futuro è meno roseo.

Revisione Veicoli: trend crescita centri dal 2019 al 2022

Sebbene meno marcata del passato, la tendenza delle due curve rimane costantemente in crescita: i centri auto dovrebbero arrivare a 9.700 nel 2022, mentre quelli moto (che stanno crescendo con un rateo maggiore) potrebbero sfiorare le 7.500 unità tra quattro anni.

Ma nulla esclude che potrebbero essere anche di più: se io vendessi attrezzature, sfrutterei al massimo il grafico della crescita dei volumi, magnificando il potenziale di 15.000.000 di revisioni autoveicoli e di 2.000.000 di revisioni motoveicoli per convincere sempre più meccanici a mettere una linea universale e ad aprire il loro centro.

Ovviamente tacerei sul numero crescente di concorrenti e, soprattutto, non direi nulla sui volumi medi procapite che risulteranno dall’essere in troppi.

La parte meno divertente della previsione è che, a livello del singolo centro, le cose non miglioreranno anzi, potrebbero peggiorare se davvero la concorrenza si intensificherà come prevede il modello matematico.

Revisione Veicoli: volumi medi procapite autoveicoli

Per uno strano caso – dovuto sicuramente al criterio che ho utilizzato per stimare le immatricolazioni e le radiazioni future – le revisioni medie procapite sono incidentalmente identiche per gli anni dispari e per quelli pari.

Anche in questo caso è un aspetto marginale: ciò che davvero conta è la tendenza che, come vedi, è piatta.

Ovvio, non sarà così per tutti: ci sarà chi guadagnerà parecchi volumi ma ci sarà pure chi ne perderà, malgrado un mercato in forte crescita.

Tu fai le tue considerazioni sulla tua situazione personale e prova ad immaginare come potrà andare per te: in entrambi i casi – ossia, andrà meglio o andrà peggio – ti consiglio di studiare un piano di azione per massimizzare la crescita in un caso o limitare le perdite nell’altro.

Per i motoveicoli, invece, i volumi medi procapite (già di per sè bassi) sono in netto calo, proprio perchè la tendenza a mettere anche la linea moto è in aumento rispetto alla sola linea auto.

Revisione Veicoli: volumi medi procapite motoveicoli

Chiudo questo articolo tornando sul tema Decreti Attuativi del DM 214.

E’ evidente che il MIT e MCTC se la stanno prendendo con calma e questo non va bene.

L’intero sistema è in stallo, bloccato su tutto: Ispettori, Formazione, Requisiti, Classificazione delle Carenze (o meglio, spiegazione su come valutarle in modo oggettivo e non soggetivo), Certficato di Controllo, attrezzature necessarie e obbligatorie in futuro e così via.

Il 1° gennaio 2023 arriva domani e non si può accettare che i centri affrontino un mercato in crescita per quattro anni senza regole o, meglio, con regole vecchie creando così una situazione di incertezza, se non di caos, in cui solo i furbi ci sguazzano.

Tra l’altro, adesso è pure passata la modifica all’Art.80 del C.d.S che apre la revisione dei pesanti anche ai centri privati.

Personalmente ne sono terrorizzato: sapendo quanti deliquenti ci sono là fuori, pronti a tutto pur di fare fatturato.

So che molti sono già attrezzati da anni con la linea per i veicoli di massa superiore ai 3,5t perchè sono dei professionisti seri della riparazione dei veicoli industriali e sanno com’è fatto un camion o un pullman e la revisione la faranno in modo corretto. 

Ma quanti sono quelli che manco sanno da che parte iniziare a guardare un pesante ma che adesso ci stanno facendo un pensierino se mettere o meno le attrezzature per la revisione?

Stranamente la modifica all’Art.80 del C.d.S. non è frutto di una battaglia delle Associazioni di categoria dei centri di controllo ma di ANITA, cioè di un’associazione di autotrasportatori.

E’ vero, la situazione della revisione veicoli dei pesanti era tragica, con ritardi di oltre sei mesi per i controlli che mettevano, di fatto, fuori legge migliaia di mezzi.

Però, al di la delle belle parole, io temo che i reali interessi ad aprire ai privati siano altri.

“ANITA ritiene che soltanto con l’apertura delle revisioni annuali al settore privato sia possibile far fronte ai ritardi cronici registrati nelle Motorizzazioni che in qualche Provincia hanno raggiunto ritardi considerevoli. Servizi efficienti offerti sia dalla Pubblica Amministrazione che da strutture private adeguatamente controllate, possono coesistere per una maggiore efficienza del sistema Paese.”

Strutture private adeguatamente controllate? Sì, come no. Ci crediamo tutti.

Nessuno mi toglie dalla testa che il vero obiettivo degli autotrasportatori sia quello di spendere meno (non sarà più necessaria l’uscita dell’ingeniere della Motorizzazione, con relativo esborso) ma, soprattutto, quello di mettere pressione sull’Ispettore tanto quanto, se non di più, di quello che avviene oggi con i proprietari dei veicoli che tu e tuoi colleghi revisionate quotidianamente.

Già me lo immagino il padroncino e, ancora di più, l’azienda di autotrasporto con una grossa flotta, dire al titolare del centro di controllo:

“O me li passi senza troppe storie o io, da domani, vado da un altro per le riparazioni e le manutenzioni del mio parco mezzi”.

L’unica riflessione positiva che mi viene da fare è questa: ma allora, le modifiche all’Art.80 del CdS sono possibili.

Quello che i vertici di MCTC ci hanno raccontato per decenni, di quanto sia difficile e complesso cambiare le norme, era solo una grossa panzana che ci siamo bevuti come poveri scemi per anni.

No, dico, ma ci rendiamo conto che un’ANITA qualsiasi – che sarà pure di Confindustria ma che nel mercato della revisione veicoli non dovrebbe mettere becco – ha ottenuto in poco tempo che si inserissero nella legge di bilancio 2019 i commi 1049 e 1050?

E adesso sbandiera la cosa ai quattro venti come:

“Un importante risultato – dichiara il Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner – che premia la costanza e la tenacia con la quale abbiamo spinto per ottenere questa soluzione, che rappresenta un ulteriore passo di avvicinamento dell’Italia alle prassi in atto negli altri Stati UE, condizione che per ANITA costituisce un punto centrale della politica dei trasporti del Paese.”

Com’è che le vostre Associazioni di categoria se ne stanno buone e zitte? 

Per chi, provocatoriamente me lo chiedesse, sì, anche Asso.Car.

Hai letto qualche commento in merito? Io no.

LA PRIORITA’ E’ IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ NEL SETTORE DELLA REVISIONE VEICOLI.

Se ANITA l’ha fatto e l’ha ottenuto, allora CNA, Confartigianato, Casartigiani (e anche Asso.Car e AICC, ovviamente) adesso non hanno più scuse e possono anzi, devono, chiedere a loro volta cambiamenti significativi del Codice della Strada, proponendo modifiche che permettano il ripristino della legalità, facendo piazza pulita (o almeno un po’ di sana pulizia) del marcio che appesta da due decenni il mercato della Revisione Veicoli in Italia e che non è più sopportabile nè accettabile.

Il resto, Tariffa Ministeriale in primis, è secondario se non addiritura aria fritta.

Bene, questo è quanto.

Direi che ce n’è abbastanza su cui riflettere.

Breve inciso sulle previsioni che ti ho mostrato: anche se, alla fine, i volumi non saranno esattamente quelli calcolati (e non lo saranno di certo), quello che devi fare, a mio avviso, è di prepararti a cogliere tutte le opportunità che la crescita (quella, ripeto, è certa) ti offrirà.

Cosa puoi fare? 

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Questa volta ci conto (se non lo fai, scusa, ma sei proprio irrecuperabile e allora continua pure a navigare alla cieca).

Alla prossima.

 

 

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