Piccata risposta ad Asso.Car da parte di un titolare di un Centro di Controllo con officina annessa. Era a commento dell’articolo del 1° Meeting di Asso.Car ma, per come è scritto, merita un pezzo a sè nel blog, sia per i toni civili usati, anche se a tratti aspri, che per le argomentazioni addotte. Prima pubblico ciò che mi ha scritto Andrea, poi darò la mia riposta nella seconda parte. Sai cosa mi piace di tutto ciò? Che le coscienze inziano a smuoversi. E voglio pensare che il mio contributo inizi a dare i suoi frutti. 

Buongiorno, sono un piccolo imprenditore proprietario di un CENTRO DI CONTROLLO con officina in cui ricopro anche la mansione di responsabile tecnico revisioni.

Al di là delle belle parole dal tono distensivo che si possono leggere in questo post, trovo in realtà offensivo e forviante che il concetto basilare che questa associazione (che lei appoggia e che ha il diritto appoggiare) sta cercando di fare passare in modo per nulla velato è che i centri di controllo con officina (ossia quei soggetti additati di essere concorrenti sleali) siano TUTTI una manica di delinquenti pronti a derubare l’ignaro cliente che ha la sfortuna di incappare in queste “tane” per fare la revisione, inventandosi difetti inesistenti, utilizzando subdolamente specchietti per le allodole in modo da attrarli nelle proprie grinfie per (ovviamente) spennarli, fregando i meccanici che gli portano i veicoli arrivando addirittura a cercare di sottrargli la clientela e, dulcis in fundo, trattare i propri RT dipendenti al pari di sguatteri.

Basta d’altronde dare una breve occhiata al loro sito per capire il livello di aggressività che hanno deciso di tenere nei riguardi dei centri di controllo che hanno l’officina annessa requisito che, è bene ricordarlo, era una condicio sine qua non per poter aprire i primi centri di revisione privati.

Ma siamo sicuri che i centri da voi arbitrariamente definiti “puri” siano questi paradisi in terra?

Ma siamo sicuri che i centri da voi arbitrariamente definiti “puri” siano il migliore e unico modello possibile da seguire?

Ma siamo sicuri che i centri da voi arbitrariamente definiti “puri” siano esenti da conflitto di interesse?

Ma siamo sicuri che i centri di controllo con annessa officina meccanica (che per me e per la legge italiana con buona pace dei signori di ASSO.CAR sono, al pari di quelli “puri”, semplicemente CENTRI DI CONTROLLO e basta) possano essere addirittura definiti “sleali” per il solo fatto di poter in alcuni casi risolvere in sede gravi difetti e contribuire dunque a salvare vite umane (facendo tra l’altro risparmiare al cliente la doppia revisione)?

Ma soprattutto a questi signori glielo ha per caso ordinato il medico di aprire un centro puro?

Dobbiamo davvero credere alla favoletta che uno dei motivi sia riconducibile anche ad una questione di impegno sociale?

Non sarà perché magari sputano fuori dal centro 40/50 macchine al giorno a 45,00 euro netti CAD?

Muovono una gran fetta del revisionato? E allora, sarebbe questa la garanzia di revisioni fatte a regola d’arte?

Vede egregio Dott. da Lisca lei dovrebbe saperlo, laddove intercorre uno scambio di denaro tra un soggetto e un privato che eroga un servizio c’è sempre un conflitto di interessi.

Esso può assumere forma differente a seconda della struttura dell’azienda che eroga tale servizio ma non è che se, come nel nostro caso, un centro non ha l’officina ne è esente mentre un centro con l’officina ha decine di conflitti di interesse.

Parlando di sicurezza stradale, secondo lei ha più difficoltà a “dire di no” o a bocciare un veicolo, un centro con officina che quindi ha meno difficoltà a diversificare i propri introiti o un centro che vive solo di quello?

Anche questa è una interessante tipologia di conflitto di interesse fino ad ora non ancora menzionata (chissà perché).

Io sono una persona intellettualmente onesta quindi secondo il mio punto di vista hanno meno difficoltà a dire di NO le persone per bene e basta.

Chiaramente, anche di fronte ad interlocutori faziosi, maliziosi e ovviamente di parte, mi sento il diritto di andare oltre ciò che per il mio stile di vita è pura normalità, avanzando un dubbio comunque sia oggettivamente esistente.

E ancora, chi può vietare ad un centro “puro” di contattare direttamente i clienti di un meccanico, magari scavalcandolo?

Mi corregga se sbaglio, e se sbaglio mi scuso in anticipo e attendo una correzione, ma mi pare di avere capito che per questa associazione non sarebbe vietato possedere anche un’officina purché separata fisicamente e fiscalmente dal centro (o forse solo fiscalmente, non saprei).

Se ciò fosse vero (in caso contrario attendo una rettifica) come la mettiamo con questa storia?

E i Responsabili Tecnici dipendenti cui va il mio rispetto e il mio pensiero poiché, pur non provandolo direttamente sulla mia pelle, mi rendo conto della vitaccia che fanno alcuni di essi alle prese con titolari ottusi e imbecilli dovendosi distreggiare tra esiti “pericolosi” e contratti capestro, siamo sicuri che certi episodi avvengono solo nei centri di controllo con officina?

Io che sono RT e titolare di un centro di controllo con officina non mi invento i difetti.

Io che sono RT e titolare di un centro di controllo con officina non fotto i clienti ai meccanici che mi portano i veicoli e mi fanno mangiare (tant’è di tanto in tanto può capitare che mi mandino direttamente i loro clienti).

Io che sono RT e titolare di un centro di controllo con officina quando mi imbatto in una difettologia grave o pericolosa porto il proprietario del veicolo in linea e pretendo che se ne renda conto con i suoi occhi (anche di fronte al classico “ma io non ci capisco nulla …”).

Io che sono RT e titolare di un centro di controllo con officina non accetto di sentirmi tacciare di slealtà da altri centri di controllo (che non è detto siano stinchi di santo) per il solo fatto che il MIO centro di controllo ha per l’appunto annesso l’officina meccanica.

Io che sono RT e titolare di un centro di controllo con officina non ho aperto su consiglio del mio commercialista per pagare meno tasse (anche perché è molto più facile che un commercialista, visto l’attuale sistema fiscale non so fino a che punto possa consigliare di ampliare l’officina con le revisioni).

Io non accetto di entrare nel calderone degli orrori di questi signori per dargli modo di far credere ai miei clienti di essere migliori di me e si ricordi, un centro che cerca di fregare la clientela inventandosi lavorazioni inesistenti prima o poi la purga perché se qualcuno dovesse accorgersene gli farebbe fare la fine dell’appestato.

Potevate fare la guerra al vero marciume, quello che infetta l’eccellenza, che fa rischiare incidenti stradali e amplifica la crisi e avreste avuto il mio appoggio invece, con rammarico mi tocca constatare che il tanto sbandierato nuovo corso sia in realtà una sorta di scontro tra guelfi e ghibellini ignorando però che sia da una parte che dall’altra esistono persone per bene e disgraziati.

PECCATO, la sicurezza stradale, fine UNICO della revisione periodica ne avrebbe senz’altro beneficiato.

p.s. capisco che sarebbe una ulteriore fonte di guadagno ma, revisioni straordinarie, collaudi/scollaudi impianti di alimentazione secondaria e ganci traino, forse è meglio lasciarli alle MCTC assieme ai mezzi pesanti.

Brevi considerazioni prima di rispondere ad Andrea.

Credo che migliaia di titolari di centri di controllo con officina annessa si riconoscano nelle sue parole e nutrano nei confronti di Asso.Car lo stesso sentimento di rammarico.

Quello che appare evidente è il disagio di una categoria (indipendentemente che si parli di centro di controllo con o senza officina annessa) che, iper-regolamentata per quanto riguarda requisiti, protocolli, regole, adempimenti, non è mai stata, di fatto, organizzata né da un punto di vista normativo né da un punto di vista corporativo in un modo che si prevenissero le situazioni di degrado che oggi tutti noi abbiamo sotto gli occhi.

Alla fine, a mio avviso, era più che logico e prevedibile che si sarebbero creati gruppi contrapposti all’interno dello stesso mercato e che questi gruppi si sarebbero trovati su fronti opposti e, spesso, inconciliabili.

Asso.Car covava sotto la cenere da anni, alimentata dalla miopia delle associazioni di categoria storiche che, con il mantra “Una categoria non può essere criminalizzata per poche mele marce.”, di fatto hanno chiuso gli occhi davanti a un cesto di mele in cui quelle guaste stavano aumentando a dismisura, infettando anche molte altre ancora buone e, così facendo, hanno fomentato il rancore di chi non si vedeva rappresentato perchè non esercitava direttamente anche l’attività di autoriparazione.

Detto, ciò, ecco la seconda parte di questo post, con la mia risposta ad Andrea, che ringrazio ancora per avermi scritto e per come lo ha fatto.

 

 

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