Diciamocelo con franchezza: l’attuazione del DM 214 del 19.05.2017 è una vera presa per i fondelli. Sorge il dubbio che, per incompetenza, timore di sbagliare e pagarne le conseguenze, disinteresse o, per contro, interessi personali o chissà per che altro ancora, in MCTC di regolamentare la faccenda non freghi nulla a nessuno. E tu vivi nell’incertezza perenne e corri rischi che non dovresti correre, non dimenticando che ce ne sono due, di cui non si parla, che in futuro potranno inguaiarti non poco: la fattura elettronica e il GDPR.

Fossi titolare o Ispettore di un Centro di Controllo, sarei decisamente incavolato nero e molto, molto preoccupato.

Sono passati oltre quattro anni dalla pubblicazione della Direttiva 2014/45/UE e, al momento in cui questo articolo viene scritto, sono trascorsi 18 mesi dalla pubblicazione del DM 214 del 19.05.2017.

Se c’è una cosa che MCTC è riuscita a fare in tutto questo tempo è stato di incasinare la situazione ancora di più di quanto già lo fosse.

Se mi segui da tempo, avrai notato che non ho scritto nulla sul DD che ha bloccato i corsi di formazione per Responsabili Tecnici, né sul contrordine compagni che sembrava li avrebbe sboccati, né sul passo indietro che ha nuovamente congelato la situazione né, infine, sulla scomparsa ufficiale del Sostituto Responsabile Tecnico, perché non previsto dalla Direttiva 2014/45/UE e dal DM 214.

Il motivo è semplice: che altro avrei potuto aggiungere a tutto quanto già scritto dai diretti interessati? Nulla, al massimo cose che potevano solo irritare ulteriormente gli animi.

Mi spiace per gli amici formatori, che ricevono un danno non da poco.

C’è chi ha pure scritto al Ministro Toninelli, chiedendo di intervenire, ma senza successo, evidentemente.

C’è chi chiede alle regioni di sbloccare la situazione, dando l’autorizzazione a riprendere la formazione, dimenticando forse che l’accordo Stato – Regioni è una delle tante pagliacciate che avete dovuto subire in 14 anni dalla sua introduzione: la Provincia di Bolzano dopo pochi mesi aveva organizzato (gratis) i corsi per i suoi centri, la Regione Campania è arrivata buon ultima dopo quasi tre lustri e solo perchè obbligata dal DM 214.

Adesso, grazie al DM 214, è tutto blindato ed è necessario un nuovo accordo ma, fintanto che non ci saranno i Decreti Attuativi non se ne farà nulla e, anche allora, preparatevi al nuovo circo burocratico in cui ogni funzionario con un po’ di potere detterà le sue regole e suoi tempi: 20 regioni x 110 provincie, teoricamente 2.200 varianti sul tema formazione. Fortunatamente, questa volta, entro il 31.12.2022 (ma non siatene troppo certi).

Mi spiace anche per chi voleva acquisire l’abilitazione al ruolo: chi è preparato e serio di certo ha subito e subisce un torto.

Mi spiace meno per chi di tecnica motoristica ne capisce quanto il sottoscritto, ma ha tentato di andare ad arricchire le schiere degli improvvisati della revisione veicoli, quelli che poi vi scrivono sui gruppi FB: “Scusate colleghi, ho un cliente che ha appena fatto un frontale con un TIR e il motore è rientrato di 80 centimetri nell’abitacolo. Il proprietario mi dice che domani ha l’appuntamento con carrozziere. Posso revisionarla lo stesso? Posso dare esito positivo?”.

Mi spiace un po’ anche per i Sostituti RT (ma non tantissimo).

Prescindendo dal fatto che ritengo che chi non ha i requisiti legali per fare l’Ispettore, anche se è un bravissimo meccanico, non dovrebbe poter mettere le mani su un veicolo da revisionare manco per 30 giorni (per me è come dire che un bravo infermiere può sostituire un medico quando questo è assente, ma è una mia opinione personalissima e altamente contestata dai diretti interessati), quello che più mi ha irritato è che, da quando è saltata fuori questa storia, si è scoperto che un sacco di centri avevano trovato il sistema di dichiarare l’intervento del Sostituto per 365 giorni e non per i 30 massimi previsti.

Il solito atteggiamento furbo di noi italiani: pur di non competere alla pari con gli altri, assumendo chi ha una qualifica di legge e pagandolo il giusto, ce ne inventiamo di ogni per fregare il sistema.

Se, come si legge sempre più spesso, iniziano davvero a scarseggiare i Responsabili Tecnici (non ci credo, ma facciamo finta di sì), allora ben vengano le iniziative come quella di AICC, che ha creato la pagina FB: “Cercasi RT per revisioni veicoli”. 

Di Ispettori veramente qualificati a spasso ce ne sono parecchi, ma il vero problema è che costano di più di un neo abilitato (assunto come apprendista) e, di solito, cercano di tutelare la loro autonomia decisionale (tradotto: si rifutano di passare tutti i veicoli solo perchè il titolare lo pretende, fregandosene delle responsabilità civili e penali in capo al suo dipendente).

Anche sulla storia infinita della revisione dei veicoli pesanti o sulla revisione dei mezzi agricoli, non ho scritto nulla. Che c’è da scrivere se non insulti su questa manifesta incapacità dello Stato di sistemare una situazione arrivata al collasso in un caso (i pesanti) o di produrre finalmente dei Decreti Attuativi per l’altra italica buffonata arrivata alla farsa (i mezzi agricoli)?

Il punto è questo: uno Stato che si è preoccupato solo di tagliare uomini e mezzi a MCTC, una gestione molto discutibile del Dipartimento da parte dell’ultima dirigenza, scandali continui e diffusi in tutta Italia che hanno riguardato molti UMC locali, ha reso la gestione di MCTC un’impresa titanica, al limite dell’impossibile.

Quantomeno per l’attuale Dirigenza che, a mio modestissimo avviso, si sta preoccupando di più di pararsi le chiappe, con provvedimenti estemporanei e che necessitano poi di continui chiarimenti, piuttosto che chiudere una volta per tutte la pratica dei Decreti Attuativi del DM 214, su cui siamo già in abbondante ritardo rispetto al resto d’Europa.

Che faresti tu se fossi al posto dell’attuale Direttore Generale di MCTC, Ing. Sergio Dondolini? 

Sicuramente un profondo conoscitore dei problemi che affliggono la Revisione Veicoli italiana – da quanto mi è stato detto da chi lo conosce dai tempi in cui aveva già ricoperto il ruolo con grande serietà e professionalità.

Da quello che ho capito avrebbe già potuto essere in pensione ma il suo ritiro è stato procrastinato al primo trimestre 2019. 

Te lo richiedo: al suo posto, sapendo che ne hai ancora per pochi mesi, ti sbatteresti veramente per portare a termine le stesura dei decreti, con tutto quello che ne può conseguire o faresti melina sino alla fine del tuo mandato? 

E, ancora, se tu fossi al posto dell’Ing. Scavone, che ha sostituito l’Ing. Baccarini, e ti trovassi catapultato in un mondo di cui non sai nulla, dove la pressione deve essere molto elevata, il rischio di sbagliare altrettanto, dove servono competenze che tu non hai, perchè arrivi dalle dighe, che faresti?

Voci di corridoio mi dicono che l’interessato stia cercando di muovere le sue conoscenze per essere trasferito ad altro dipartimento. Sarà vero? Sarà una bufala? Non lo so, ma se fosse effettivamente così, non mi sorprenderei.

Con tutto il rispetto per queste persone e per i problemi che devono gestire, mi permetto di dire che quello che sino ad oggi è stato prodotto sembra più un tentativo di proteggere se stessi che intervenire in un mercato che sta sprofondando sempre di più nell’illecito e nelle furberie quotidiane. 

Prendiamo l’ultima perla prodotta: la famosa Circolare 26868 del 30/10/2018 che ha creato un caos interpretativo senza precedenti, scarsamente risolto dalla Circolare 28543 del 16/11/2018 – Chiarimenti.

Non starò a ripercorrere la vicenda, perchè la conosci meglio di me.

Se non ne sai molto e vuoi aggiornarti, ti consiglio di leggere gli eccellenti articoli scritti dal tuo collega Diego Brambilla su Revisioniautoblog.com.

Per avere informazioni più tecniche, puoi visitare il Gruppo FB CRA – Centro Revisioni Auto – Supporto Tecnico, dove puoi trovare numerose sintesi di EGAF e commenti esplicativi dei tuoi colleghi esperti di CRA.

Io mi limito solo a sottolineare alcuni punti, partendo dalla Circolare 26868.

ATTESTATO DEL SUPERAMENTO DEL CONTROLLO
Relativamente all’attestato di superamento del controllo si comunica che la fase sperimentale può ritenersi conclusa.

I primi attestati prodotti non riportano il chilometraggio, che può comunque essere visionato presso il portale dell’automobilista o eventualmente con richiesta presso l’UMC di competenza.

A tal proposito occorre evidenziare come fino all’adeguamento dei sistemi informatici tale valore non risultava immediatamente visibile all’utente e pertanto non era contestabile.

Inoltre la modalità di acquisizione del dato era stata avviata per mera sperimentazione e pertanto non è disponibile una sequenza storica attendibile dei dati precedenti al 20 maggio 2018

A partire dall’entrata in vigore del D.M. 214 tale dato assume valore probante ed è reso consultabile sul portale dell’automobilista.

A regime, prima dell’immissione del dato, letto dal contachilometri, sarà necessario controllare l’attestato della precedente revisione per valutare eventuali incongruenze tra i dati.

Per come la vedo io, questa faccenda della fase sperimentale è una paraculata di prima classe. Senza questo escamotage, sicuramente MCTC avrebbe potuto essere attaccata su tutti i fronti da parte dei commercianti specializzati nella truffa dei contachilometri schilometrati. 

Ecco perchè prima c’erano tre dati storici, poi uno, poi ancora tre per qualche settimana, poi ancora uno e solo in futuro si potrà vedere lo storico (dal 20 maggio 2020, suppongo).

I loro legali avrebbero avuto gioco facile a contestare le passate rilevazioni dei chilometri da parte dei Responsabili Tecnici che, per inciso era obbligatorio rilevare già dal 2010 secondo la Circolare Prot. n° 29832 del 2 aprile 2010 “ Nuovo sistema revisioni”, a firma dell’Ing. Baccarini (grazie Diego Brambilla per l’informazione sul tuo blog).

Come noto, la maggioranza dei Responsabili Tecnici ha ignorato le indicazioni e continuato ad inserire in modo arbitrario, spesso fantasioso, i chilometri dei veicoli in revisione, rendendo nulla qualsiasi contestazione da parte di un’eventuale autorità giudiziaria.

Il periodo di prova ha di fatto messo una pietra tombale sul passato, trasferendo l’onere della veridicità dei chilometri di primo acchito ai Responsabili Tecnici e, adesso, anche all’utenza.

Pertanto si invitano sia gli ispettori che gli utenti a prestarvi particolare attenzione.

Qualora il veicolo fosse stato sottoposto a sostituzione o riparazione del contachilometri in data successiva alla pubblicazione della presente circolare, il proprietario è tenuto a presentare una dichiarazione di installazione a regola d’arte dell’officina che ha eseguito il lavoro, riportante il chilometraggio segnato prima della sostituzione e che andrà sommato a quello visibile.

Se tale intervento fosse stato effettuato in data antecedente si dovrà acquisire una dichiarazione sostitutiva.

Altre fattispecie dovranno essere giustificate dal proprietario con adeguate motivazioni, essendo l’unico responsabile della corretta tenuta del contachilometri.

All’atto della consegna della carta di circolazione l’ispettore dovrà evidenziare all’utente il dato chilometrico rilevato e farlo controfirmare per accettazione sulla domanda di revisione o sul modello TT2100. 

A partire dal 19 novembre 2018 se il proprietario del veicolo fosse assente durante la revisione, dovrà fornire una delega a controfirmare il dato chilometrico alla persona effettivamente presente, unitamente alle fotocopie dei documenti di identità.

Apparentemente tutto molto semplice ma, come hai toccato con mano per settimane, la situazione si è ingarbugliata oltre ogni possibile aspettativa: “E se il contachilometri è stato sostituito senza aver tenuto nota dei vecchi chilometri? E se il lavoro è stato fatto in nero e non c’è traccia? E se chi mi porta il veicolo è il meccanico, il concessionario, il conducente di un’auto in leasing o a noleggio intestata a una società? E se chi porta l’auto si rifiuta di firmare?” e via così con altre mille domande lecite.

Servivano risposte in merito e, dopo essere stata bombardata di richieste, l’Amministrazione ha replicato spiegando come fare, ma solo per la firma della delega.

La prima cosa che mi ha colpito è questa frase:

“Premesso che la Circolare prot. n. 26868 del 30 ottobre 2018 ha lo scopo di tutelare l’operato degli ispettori e di responsabilizzare l’utenza sulle nuove disposizioni relative alla lettura del chilometraggio, si conferma che la responsabilità del proprietario può essere delegata.”

Tutelare l’operato degli Ispettori! Grande! Si preoccupano per te e per i tuoi colleghi!

UAHUAHUAHUAH!!!

Vogliono responsabilizzare l’utenza!

UAHUAHUAHUAH!!!

Diciamoci la verità: è un bel modo per mettere le mani avanti per quello che arriva alla fine del comunicato.

Prima però ti spiegano chi può firmare la delega:

Al fine di semplificare e uniformare l’azione dei centri di controllo pubblici si specifica che gli ispettori abilitati potranno accettare anche la firma dei seguenti soggetti:

  • quelli previsti dalla Circolare n. A15/2000/MOT prot. n. 261/MN del 21 aprile 2000;
  • l’utilizzatore in caso di leasing o noleggio a lungo termine;
  • un familiare che autodichiari tale rapporto;
  • l’autista in caso di imprese di trasporto o flotte aziendali con autodichiarazione del rapporto di lavoro.

E’ stato predisposto un modello di autodichiarazione che si allega alla presente.

Perfetto: viene il tizio che ha preso l’auto in leasing o a noleggio a lungo termine e può firmare al posto della società. In fin dei conti è lui che guida quel mezzo e che fa i chilometri. Che problema ha a firmare i chilometri che registro? 

Viene un parente del proprietario del veicolo? Bene, basta che si qualifichi e mi mostri un documento e può firmare.

Intanto un piccolo quesito a cui non non trovato risposta (forse me lo sono perso sui vari gruppi FB): ma il privato che viene con la macchina della moglie, marito, figlio, figlia, eccetera, che ne sa, a oggi, della delega? E quando viene e scopre che deve tornare a casa a far firmare il pezzo di carta al suo familiare intestatario del mezzo, non si incavola come una bestia per il tempo perso in più?

E se comunque è al corrente della faccenda (il mio caso, che a dicembre devo far fare la revisione all’auto di mia moglie), che fa? Dove recupera la delega? Ti telefona e gli mandi una scansione via mail del documento da compilare e firmare? Altro tempo perso per te che, almeno nel 50% dei casi, dovrai spiegare a un analfabeta funzionale cosa deve fare.

E i meccanici? I concessionari? Non rientrano nelle tre categorie di soggetti sopraindicati e neppure tra quelli previsti dalla Circolare n. A15/2000/MOT prot. n. 261/MN del 21 aprile 2000.

Siamo certi che firmeranno un documento che dimostra che loro hanno fisicamente portato un veicolo in revisione?

Specialmente quando è noto che molti meccanici pretendono lo scontrino fiscale (e non la fattura), perché così possono darlo al/alla cliente, facendo finta che la revisione l’ha fatta lui (o lei), se non buttarlo via tranquillamente appena lasciano il centro di controllo, perché si perda traccia di tutti i lavori in nero fatti prima della revisione? 

Non stiamo a far finta che non sia vero; quanto meno lo era fino a quattro anni fa quando gestivo centri di revisione diretti per la mia ex azienda. Fuori dal portone d’ingresso ogni giorno c’erano mazzetti di scontrini fiscali da raccogliere assieme alle foglie degli alberi.

E se i meccanci si rifutano di firmare la delega, come sta già accadendo, che si fa?

Ecco la risposta di MCTC: 

I centri di controllo privati, avendo un carattere d’impresa di natura privatistica come richiamato dalla succitata circolare del 21 aprile 2000, che non ritengano di uniformarsi alle indicazioni fornite, possono adottare i comportamenti previsti dalle loro procedure interne, ferma restando la gestione in autonomia di eventuali contestazioni.

DM 214 Decreti AttuativiCapito? Magari tu vuoi uniformarti alla Circolare ma hai tanti meccanici che ti portano i mezzi dei loro clienti e che ti dicono chiaramente “Io non firmo e se mi obblighi, vado altrove dove non mi rompono le palle con questa menata burocratica.”

E tu, a quel punto che fai? Abbozzi, per non perdere altri clienti a favore dei furbi che delle regole se ne strabattono già da anni e chini la testa.

In questi giorni ho parlato con dei titolari di grossi centri, alcuni proprietari di più di un centro.

Sai che mi hanno detto tutti loro, nessuno escluso?

“Io non faccio firmare nulla ai meccanici, sennò li perdo tutti.”

Quindi la responabilità dei dati del contachilometri torna tutta sulla tua testa, perchè quella bella frase “ferma restando la gestione in autonomia di eventuali contestazioni”, tradotta in lingua volgare significa “fai come vuoi, ma poi son cazzi tuoi.”

Sai inoltre cosa implica, secondo me, quella frase, apparentemente generica?

Che, essendo Incaricato di Pubblico Servizio, quindi parificato a un Pubblico Ufficiale, nel caso riscontrassi che il contachilometri è stato alterato volutamente, adesso hai davvero l’obbligo di fare denuncia ai sensi di due articoli del Codice Penale:

Art.640 c.p. – Truffa

Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro.

La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 309 a 1.549 euro:

1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico [omissis]

La dottrina prevalente propende per una interpretazione estensiva della norma, quindi comprensiva di qualsiasi simulazione o dissimulazione o subdolo espediente posto in essere per indurre taluno in errore, anche se si tratta di silenzio o reticenza, se costituiscono violazione di uno specifico obbligo giuridico di comunicazione.

 

Art.362 c.p. – Omessa denuncia di reato

L’incaricato di un pubblico servizio, che omette o ritarda di denunciare all’Autorità indicata nell’articolo precedente un reato del quale abbia avuto notizia nell’esercizio o a causa del servizio, è punito con la multa fino a 103 euro.

E tu rischi per un figlio di puttana che vuole fregare il prossimo e chiede a te di prendere i suoi rischi?

Ma perchè non hanno detto più semplicemente:

“Chi porta il veicolo in revisione ha l’obbligo di qualificarsi e firmare per conferma che i chilometri erano tot e che l’ispettore li ha caricati esattamente. Chi si rifiuta deve dare una valida giustificazione che va riportata dall’Ispettore sul documento. L’Ispettore può decidere se fare la revisione o meno, salvo inviare in ogni caso il documento anche se non firmato. La responsabilità dei dati del chilometraggio è comunque del proprietario del veicolo.”

Visto che la truffa dei contachilometri schilometrati è europea (altrimenti perchè prevedere i controlli nella Direttiva 2014/45/UE), come fanno gli altri Stati Membri?

Informarsi? Ma scherzi?

Noi abbiamo la revisione più bella del mondo. Siamo pure andati in Giappone (a spese dei contribuenti) a spiegare a nipponici come funziona MCTCNet2.

E ancora, che accadrà da gennaio 2019, quando diventerà obbligatoria la fatturazione elettonica per le partite IVA?

Le officine si rifiuteranno di accettare anche quella (sempre per coprire il loro nero), obbligandovi a un nuovo falso ideologico nel senso che in fase di registrazione non potrete più inserirli come committenti ma sarete costretti a scrivere i dati del proprietario che non c’è fisicamente e che, quindi, potrà sempre negare che la firma sul documento non è la sua? 

C’è già chi ha scritto sui gruppi FB: “Tanto dalle mie parti i controlli non esistono!”

E che accadrà quando la GdF verrà a farti visita per vedere se sei in regola con la GDPR?

Quanti centri sono davvero in regola con la nuova normativa della privacy? Pensi che davvero basti quello che ti ha dato il commercialista? O il programmino della tua software house? Io dico di no, perchè i documenti devono essere personalizzati e dei moduli stardard non bastano. Ma anche bastassero, come gestirai i dati sensibili di chi ti firma le delega?

Chi firma ti dice: nome, cognome e grado di parentela e, in più, sigla un documento con effetti di natura penale. 

Come li gestisci? Come li conservi? Per quanto tempo? A quali soggetti puoi comunicarli?

La chiudo qui, perchè il pezzo è già bello lungo.

Tanto per cambiare, con la scusa di tutelarti ti hanno fregato una volta di più.

Il dramma è che i furbi e i disonesti continueranno a fregarsene e a portarti via altri clienti e chi se la prende in quel posto sei ancora una volta tu che vuoi fare le cose in regola.

Alla prossima.

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