Caduta inaspettata del mercato revisioni di settembre: migliaia di veicoli in meno rispetto a settembre 2016 e anche rispetto alle previsioni. E’ un problema legato alla crisi dei diesel e ai blocchi degli Euro 2,3 e 4 da parte dei grandi comuni? Però i blocchi sono iniziati ad ottobre, non a settembre e riguardano soprattutto le città del nord. Forse qualcosa sta accadendo ma è troppo presto per dire cosa. L’unica spiegazione plausibile è un’altra ed è banale: basta guardare il calendario.

Oltre 39.000 autoveicoli e quasi 3.200 motoveicoli in meno di settembre 2016. 

Il mercato revisioni Italia di settembre ha chiuso con un volume complessivo di 1.089.711 autoveicoli (-3,5% sul 2016) e 143.904 motoveicoli (-2,2%).

Specie per i primi è tanto, troppo.

E’ vero che le mie previsioni davano un calo sul mese rispetto a due anni fa, ma era un calo di 2.000 auto e 1.800 moto; qui invece i volumi mancanti sono quasi 19 volte il previsto per gli autoveicoli e “solo” del doppio per i motoveicoli.

mercato revisioni di settembre 2018: un tonfo pesante

Non voglio pensare che qualcuno, giù a Roma, si è ricordato di aver infilato a gennaio 50.000 revisioni di fine 2017 e abbia deciso di ripulire i file.

Anche perchè il calo è generalizzato praticamente in tutte le province del Nord e del Centro Italia (con la provincia di Roma in testa) e non tocca invece quelle del Sud.

Addirittura al Nord ci sono province che registrano un calo doppio rispetto alla media Italia.

 

Tendo però ad escludere categoricamente una mossa così stupida, anche perchè richiederebbe svariate ore di lavoro da parte di qualcuno di MCTC e non credo che a Roma ci sia gente che ha molta voglia di perdere tempo su queste cose.

Mercato Revisioni Moto settembre 2018

Parlando con amici titolari di centri di controllo in grandi città del nord, i commenti che ho ricevuto per il calo registrato vanno dalla caduta delle vendite dei diesel – e conseguente corsa a liberarsi dei vecchi Euro inquinanti – al blocco della circolazione dal lunedì al venerdì nelle grandi aree metropolitane.

C’è un ma, anzi due: 1) il calo delle vendite dei diesel va avanti da mesi e se il motivo fosse dovuto alle tante permute di vecchi diesel che non vanno più in revisione, avremmo dovuto registare questo fenomeno anche nei mesi passati: 2) i blocchi del traffico inquinante in città come Milano li hanno comunicati a fine settembre e sono iniziati il primo di ottobre.

Quindi, il motivo, per me è un altro. Almeno per settembre. 

L’unica cosa positiva è che, adesso, la mia previsione di fine anno per gli autoveicoli è praticamente esatta al 99,6% e arriva al 98,4% per i motoveicoli.

Giorni lavorativi di settembre del Mercato Revisioni Italia

A settembre 2018 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 20+ 4 mezzi sabati, per un totale di 22.

A settembre 2016 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 22 + 4 mezzi sabati, per un totale di 24.

Se calcoliamo la media giornaliera, vediamo che a settembre 2016, erano state fatte 47.046 revisioni auto al giorno, mentre a settembre 2018 ne sono state fatte 49.532: la differenza è di 2.487 revisioni in più al giorno.

Significa che, mediamente, ogni giorno di settembre 2018 le revisioni sono state maggiori del 5,3% rispetto a un giorno medio di settembre 2016 ma, ciononostante, non sono state sufficienti e il mese si è chiuso con un meno 3,5%.

Ritardatari che non ce l’hanno fatta? Smemorati di Collegno? Menefreghisti duri e puri?

Oppure, vista l’ultima moda di saltare la revisione al mese dopo la scadenza, appartenenti alla nuova categoria dei “Saltamesisti“? 

Ad ogni buon conto, qui manca almeno una giornata piena di lavoro (o due mezzi sabati).

Questa è l’unica spiegazione plausibile che mi sento di dare per capire il calo del mercato revisioni Italia a settembre anche se, però, non mi spiego perchè il fenomeno si concentra al Nord e al Centro e, soprattutto, nelle grandi città .

Passiamo adesso ai dati del radiato di ACI Auto Trend.

Crescita senza sosta per le radiazioni di autovetture e questo sta abbassando ulteriormente i volumi futuri di revisionato. 

A settembre 2018 si è registrato un incremento del 2,2% rispetto a settembre dell’anno precedente, con 120.161 pratiche contro le 117.542 di settembre 2017.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,92 nel mese di settembre (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 92) ed a 0,74 nei primi nove mesi.

Lieve contrazione per le radiazioni dei motocicli con una variazione negativa dello 0,4% e 9.453 motocicli radiati contro i 9.491 di settembre 2017.

Per i veicoli in genere è stato, infine, rilevato un incremento del 2,1%, con 139.823 radiazioni rispetto alle 136.899 del corrispondente mese del 2017.

Considerando la giornata lavorativa in meno di settembre 2018 rispetto a settembre 2017, le suddette variazioni diventano crescite del 7,3% per le autovetture, del 4,6% per i motocicli e del 7,2% per tutti i veicoli.

Fino a settembre 2018 sono stati individuati incrementi del 6,3% per le autovetture, del 9,4% per i motocicli e del 6,6% per tutti i veicoli.

Si segnala che è proseguita a settembre, in modo più pesante, la contrazione delle prime iscrizioni di autovetture con alimentazioni diesel, che è stata del 28% rispetto allo stesso periodo del 2017 (anche le vetture a benzina sono diminuite ma solo dell’1%); è risultata in calo altresì la quota di auto diesel sul totale, passando dal 56,2% di settembre 2017 al 49% di settembre 2018.

Considerando il periodo gennaio-settembre, la flessione è stata del 7,3% con l’incidenza sul totale che è scesa al 53,2% dal 56,6% dei primi nove mesi del 2017.

Diversamente, le vetture usate alimentate a gasolio hanno riportato una crescita del 3,1% a settembre 2018 e del 6% nel periodo gennaio-settembre 2018: esiste ancora un parco di circa 16.900.000 auto diesel di cui in qualche modo gli automobilisti devono liberarsi, viste le politiche di demonizzazione verso questo tipo di alimentazione considerata particolarmente inquinante.

Hai visto il dato del tasso di sostituzione? Schizzato a 92 a settembre e arrivato a 74 da gennaio. Preoccupato? 

Io no, per ora: accade ogni anno che nell’ultimo trimestre questo rapporto punti verso 100.

Significa che Case Auto, concessionari e commercianti hanno iniziato ad accelerare lo sgombero di stock in eccesso nei piazzali.

Però, come vedrai più avanti, non è una cosa buona per le revisioni che verranno nel 2022, perché scendono ancora.

Iniziamo intanto a valutare l’impatto delle radiazioni si settembre sul revisionato del mese.

Clicca sulle tabelle per allargarle.

Mercato revisioni settembre: impatto radiazioni auto

Partiamo dagli autoveicoli: nelle mie previsioni ho sovrastimato le radiazioni che sono state di fatto 6.717 in meno.

Aggiungendo questo valore alla previsione delle revisioni ottengo la previsione corretta da cui sottraggo il volume effettivo di revisionato.

Sorpresa: mancano 44.000 revisioni all’appello, cioè 5.000 in più rispetto all’effettivo di settembre 2016 e, guarda caso, giusto il doppio dei volumi mancanti che sono emersi dal calcolo della media giornaliera.

Questo volume mi convince ulteriormente che siano stati proprio i due giorni lavorativi in meno rispetto a settembre 2016 ad avere avuto un peso determinante per il calo dei volumi di revisionato.

mercato revisioni settembre oto2018: impatto radiazioni m

Per i motoveicoli la differenza tra previsioni ed effettivo è minima però, in ogni caso, mancano all’appello più di 3.000 revisioni che, anche in questo caso, sono attribuibili alle due giornate in meno.

È ARRIVATA LA STANGATA: -25%, E CROLLA IL DIESEL (-36%). A settembre, il comparto automotive ha “bruciato” un quarto delle vendite rispetto allo stesso mese dello scorso anno, interrompendo il suo trend positivo e passando in territorio negativo nel cumulato annuo (-2,68%). Tutti i canali sono in flessione.

Titola così Dataforce il comunicato stampa relativo al mese di settembre.

A settembre il mercato dell’auto (Passenger Cars) ha accusato una pesante flessione: -25,26%.

Le nuove targhe di vetture sono state 125.052, contro le 167.309 di settembre 2017.

Un calo di oltre 42.000 unità, cui hanno contribuito tutti i canali di distribuzione: meno accentuata la flessione dei privati (-15,95%), più elevata quella delle vendite aziendali dirette (-28,47%), ingente e identica per i due comparti del noleggio (lungo e breve, attorno al 38%).

Le auto-immatricolazioni dei dealer sono scese del 16,64%, quelle dei costruttori addirittura dell’88%. Mentre il saldo annuale delle auto-immatricolazioni dei concessionari rimane in territorio positivo (+10,78%), quello degli OEM è in rosso di 32,77 punti.

Il cumulato annuo dei privati fa segnare una perdita di quasi 40.000 unità (-4,64%) mentre la loro market share si attesta sotto al 55% (-1,13% rispetto ala quota del 2017).

Flessione complessiva quasi identica per il mercato delle vendite dirette del comparto business: -3,94%, pari a circa 3.000 auto in meno rispetto allo scorso anno.

Dopo due quadrimestri da incorniciare, la pesante battuta d’arresto del noleggio a lungo termine (-38,08%) dimezza l’incremento annuo, che scende dall’oltre 11% al 5,5% di fine settembre.

Il comparto ha fatto registrare un saldo positivo in tutti i mesi dell’anno, tranne un leggero calo a maggio e la batosta di settembre. Il long rent ha comunque accresciuto il numero delle immatricolazioni nei 9 mesi di circa 11.000 unità. Tra le categorie di distributori di NLT, lo scorso mese gli operatori “captive” (cioè quelli controllati dai Costruttori) e i generalisti Top hanno fatto registrare una flessione similare: rispettivamente -36,3% e -39,95. Nei primi 9 mesi questo canale ha comunque già immatricolato 211.000 unità.

Il settore del noleggio a breve termine a settembre è calato in egual misura: -38,56%. Il canale del RAC ha immatricolato solamente 6.207 vetture contro le 10.102 dello scorso anno. Con questa forte flessione, il bilancio del 2018 passa dal segno positivo al pareggio: il canale ha immatricolato 347 automobili in più del 2017.

Le demo e le km zero dei concessionari e delle case presentano un andamento differente, pur nel calo generalizzato: complessivamente a settembre sono state 22.854 (contro le 35.566 del 2017).  Nel cumulato 2018, le km zero dei dealer sono ancora in crescita, grazie ai risultati dei mesi precedenti: +10,78%, pari a 17.600 unità in più). Quelle dei costruttori sono in flessione del 32,72% (pari a -27.000 unità).

I veicoli commerciali – Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, a settembre è peggiorato il trend negativo, con una perdita del 26,23%, pari a 4.060 immatricolazioni in meno.

Nel nono mese del 2018 sono stati targati 11.420 LCV fino a 3,5 t. Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte e artigiani) e delle aziende rappresentano quest’anno il 63% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 25,45%. Il breve, invece, occupa una quota del 5,66%.

Nel comparto degli LCV continua la fortissima flessione delle auto-immatricolazioni da parte dei costruttori (-75,21%: in pratica sono quasi azzerate) e un accentuato ridimensionamento di quelle dei dealer (-38,17%).

Le alimentazioni – Settembre è stato il mese in cui anche l’Italia ha seguito la tendenza del resto d’Europa: l’alimentazione diesel è precipitata del 36,77% nelle preferenze degli italiani.

In un solo mese sono state immatricolate oltre 40.000 in meno, ossia tante quante quelle mancanti nel bilancio provvisorio di tutto il resto dell’anno.

Non che a settembre le altre alimentazioni tradizionali se la siano passata molto meglio: le benzina sono calate del 6%, le vendite di auto a gpl sono diminuite del 23,85%, quelle delle vetture a metano del 56,88%.

Invece le elettriche sono cresciute del 120% e le ibride del 23,6%.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia ha così commentato i dati di settembre:

“Archiviare questa flessione così pesante non sarà facile: il mercato ha perso una vendita su quattro rispetto al 2017.

La spiegazione del bicchiere mezzo pieno è quella dell’attesa dei modelli aggiornati secondo le specifiche dei test WLTP omologati per ottemperare alle normative Euro 6c/d-Temp, la cui produzione è partita con un po’ di ritardo per molti costruttori (taluni hanno dovuto fermare per settimane le catene di montaggio), che si è tradotta in uno slittamento dei tempi di consegna. Il contemporaneo smaltimento delle vetture Euro 6b, di cui erano rimasti stock piuttosto limitati, non ha bilanciato la mancanza di prodotto aggiornato.

La spiegazione del bicchiere mezzo vuoto, è invece quella sottesa all’indagine formale aperta dalla commissaria UE Margrethe Vestager per valutare se BMW, Daimler e VW (Volkswagen, Audi, Porsche) si siano accordate, violando le regole Ue, per evitare di farsi concorrenza nello sviluppo della tecnologia per pulire le emissioni di benzina e diesel delle auto.”

Ah però, e bravi i tedeschi. E poi dicono di noi italiani.

Lasciamo l’analisi del mercato del nuovo e i mastruzzi dei teutonici e torniamo alle revisioni e chiudiamo con il solito raffronto grafico della comparazione revisioni – immatricolazioni – radiazioni.

 

mercato revisioni: confronto immatricolazioni radiazioni e revisioni

Come il mese scorso, il mio suggerimento è di osservare con attenzione la linea gialla delle radiazioni e quella blu dell’immatricolato traslato di quattro anni.

E come il mese scorso, il mio suggerimento è di iniziare a riflettere su quanto accade sul mercato del nuovo e dell’usato per quanto riguarda il diesel, l’elettrico e l’ibrido e sul fatto che, anche se le immatricolazioni sono in flessione, le radiazioni mostrano un incremento, dato principalmente dai diesel che iniziano a venire ritirati dal mercato.

Ricorda quanto scrive ACI Trend: ci sono 16.000.000 (diconsi sedici milioni) di veicoli che i comuni italiani non vogliono più vedere circolare nelle loro strade e che nei prossimi anni rischiano di finire all’estero o nei centri di raccolta per la demolizione.

In quanti anni scompariranno? E con che ritmo annuo? Queste sono le domande chiave a cui cercare di dare risposta che, per ora, non c’è ancora.

Io mi limito a dire di monitorare con attenzione il fenomeno perchè il rischio è che, da un anno all’altro, vi troviate con qualche milione di revisioni in meno e, visto che siete troppi, allora saranno davvero uccelli senza zucchero per i più. 

Se fossi il rappresentante di un’associazione di categoria inizierei a ragionare su cosa fare per evitare la spesa inutile di nuovi opacimetri, chiederei di introdurre piuttosto gli analizzatori di NOx e mi batterei (assieme alle associazioni delle Case Auto) per fare in modo che questa campagna di demonizzazione del diesel si attenuasse (portando validi ragionamenti scientifici), dando tempo al parco circolante di ricostituirsi con alimentazioni diverse, ritenute meno inquinanti.

Andamento dei Centri Auto e Centri Moto a settembre 2018

Chiudiamo il Mercato Revisioni Italia di settembre con i dati dei centri auto e moto a livello nazionale.

Intanto una notizia che non so in quanti già sapete: a settembre avete bucato il tetto degli 8.900 centri operativi in Italia.

8.903 per l’esattezza.

Te lo dico perchè le mie tabelle riportano i numeri separati tra i centri che fanno revisioni auto e di quelli che fanno (anche) moto che, ovviamente, sono meno del totale generale (perchè vi sono parecchi centri che fanno solo moto).

Dopo l’accelerata di agosto, a settembre avete solo 18 nuovi compagni di merende.

La cosa che mi lascia basito è che, andando a guardare dove hanno aperto alcuni di questi centri, ho scoperto che in diversi si trovano in comuni di ben 400 anime, con il nulla attorno per svariati chilometri.

Però, che diamine, “io, il centro di revisione tutto mio, lo sogno da anni!”

Mercato revisioni centri auto a settembre 2108

mercato revisioni centri moto settembre 2018

Per le moto, i vostri nuovi amichetti sono solo 14 e si aggiungono ai 22 di agosto.

Dai, forza, dateci dentro: se tutto va bene (per dire), a botte di 20 nuovi centri in media al mese, per marzo 2019 sarete arrivati a 9.000.

Alla prossima.

 

 

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