Un Mercato Revisioni Italia di giugno che lascia ben sperare. E’ ancora presto per dirlo ufficialmente ma, grazie al rallentamento delle radiazioni, forse siamo arrivati verso la fine della recessione e stiamo entrando in una fase di stagnazione che durerà qualche mese. Intendiamoci: prima della vera ripresa del mercato ci vorranno ancora alcuni anni ma i segnali di miglioramento sembrano esserci.

Il mercato revisioni Italia a giugno si è mosso bene: 1.229.522 revisioni auto e 312.216 revisioni moto.

18.786 revisioni auto in più di giugno 2016 (+1,6%) e 5.118 sopra la previsione 2018 (+0,4%).

Il cumulato resta sempre in crescita, seppure con una lieve flessione rispetto a maggio, e proietta + 128.000 revisioni sopra la previsione di fine anno e circa 57.000 revisioni in più del cumulato 2016.

NOTA: ti ricordo che ci sono però sempre circa 50.000 revisioni in più che appartengono al 2017 e che MCTC ha pensato bene di scaricare sul 2018. 

Senza queste revisioni trascinate avremmo un proiezione reale che darebbe una fine 2018 alla pari col 2016 e sopra la previsione di circa 70.000 unità. 

Mercato Revisioni Auto Italia giugno 2018

Anche le moto e i ciclomotori non sono andate male: 5.919 revisioni in più di giugno 2016 (+1,99%) ma 2.082 in meno della previsione (-0,7%). Poteva andare meglio se non vi fosse stato l’influsso negativo dei ciclomotori. 

A differenza delle auto, il cumulato a giugno è positivo rispetto al 2016 ma resta sistematicamente sotto la previsione.

 

Tra l’altro, la proiezione a fine anno è negativa in entrambi i casi.

Anche a giugno le revisioni moto risentono dell’effetto “faccio la revisione solo quando cavolo mi pare a me” (iniziato ad aprile) che dovrebbe esaurirsi in questo mese di luglio, ma non sparire del tutto. 

Infatti, guardando la proiezione di fine anno, in un mese siamo passati da -25.471 di maggio a -21.472 di giugno, il che mi fa ribadire quanto già scritto nell’analisi dei dati di maggio: è probabile che la differenza tra dato reale e previsione 2018 tenderà a zero per dicembre, cioè che il volume totale di revisionato motoveicoli si attesterà attorno a 1.894.000 revisioni.

Mercato Revisioni Moto Italia giugno 2018

Come sempre, cerchiamo di capire cosa ha impattato sui volumi del mese.

Giorni lavorativi di giugno del Mercato Revisioni

A giugno 2018 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 21 + 4 mezzi sabati, per un totale di 23.

A giugno 2016 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 21 + 4 mezzi sabati, per un totale di 23.

Come già successo a maggio, non abbiamo alcuna influenza in più o in meno legata al calendario, possiamo quindi dire che il revisionato extra è dovuto ad altri fattori.

Vediamo quali partendo, come sempre dai dati del radiato di ACI Auto Trend.

Radiazioni auto in lieve aumento a giugno (ma meno del previsto), in lieve calo le moto.

Lieve crescita per le radiazioni di autovetture: si è registrato un incremento dello 0,6% rispetto a giugno dell’anno precedente, con 118.794 pratiche contro le 118.140 di giugno 2017.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,65 nel mese di giugno (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 65) ed a 0,71 nei primi sei mesi.

Leggera contrazione per le radiazioni dei motocicli con una variazione negativa dello 0,7% e 9.988 motocicli radiati contro i 10.057 di giugno 2017.

Per i veicoli in genere è stato, infine, rilevato un debole aumento dello 0,5%, con 140.002 radiazioni rispetto alle 139.329 del corrispondente mese del 2017.
Fino a giugno 2018 sono stati individuati incrementi del 6,1% per le autovetture, del 10,7% per i motocicli e del 6,6% per tutti i veicoli.

Il dato più interessante tra tutti quelli riportati da ACI è il tasso di sostituzione che, nei primi sei mesi, è stato di 0,71. 

A maggio era di 0,72, il che significa che, sebbene in lieve aumento come dato di giugno su giugno, a livello cumulato da inizio anno le radiazioni stanno progressivamente scendendo e questo va a tutto beneficio del revisionato.

Aggiornando la tabella di calcolo che stima l’impatto del radiato sul revisionato, ancora una volta dobbiamo notare (con piacere) che la previsione delle radiazioni 2018 è stata sovrastimata rispetto alla realtà di 4.244 unità.

Aggiungendo questo dato alla previsione delle revisioni, otteniamo il totale corretto di 1.228.574 che, confrontato con le revisioni effettive pari a 1.229.522, ci porta a concludere che le revisioni in più rispetto alla previsione, sono dovute per 4.244 veicoli che non sono stati radiati come supposto (o che lo sono stati meno del previsto) e, per 948 unità, ad altri fattori.

Clicca per allargare le tabelle.

Mercato Revisioni giugno 2018: impatto radiazioni

Ripetiamo l’analisi con le moto.

mercato revisioni moto: stima impatto radiato giugno

La previsione e il radiato effettivo sono sostanzialmente in linea, solo un minima differenza di 163 radiazioni in meno del previsto. Sommandole alle revisioni previste per il 2018 otteniamo un volume atteso di revisionato di 258.400 unità. A fine mese l’effettivo mostra un totale di 256.288, pari a 2.112 revisioni in meno.

In pratica avremmo dovuto registrare un risultato ancora migliore del dato effettivo. A cosa possiamo attribuire queste mancate revisioni? Personamente ritengo sia sempre la solita storia: ritardo voluto per opportunismo dei proprietari che aspettano sino a quando fa comodo a loro, ignorando la scadenza di legge. Non sarei sorpreso se, quando i dati di luglio saranno disponibili, avremo un pieno recupero del revisionato mancante a giugno. 

Tra l’altro, questa differenza mi rafforza la convinzione che da qui a dicembre il mercato revisioni moto andrà progressivamente a ridurre il divario tra previsione ed effettivo, sino a chiudere a dicembre molto vicino alla mia stima iniziale.

Immatricolazioni nuovo: Il mercato perde il 7% perché rallentano le KM ZERO. Dopo l’orgia di auto-immatricolazioni dei mesi scorsi, concessionari e OEM hanno diminuito la pressione sulle km zero. Anche il noleggio a breve è tornato nei ranghi, mentre le vendite ai privati si sono stabilizzate.

Veniamo a questo punto a vedere cosa è successo sul mercato del nuovo e, come sempre, riporto i commenti di Dataforce.

A giugno il mercato dell’auto (Passenger Cars) ha confermato la sua presenza in territorio negativo, con un decremento del 7,29%, peggiorando il rosso di maggio (-2,73%). Le nuove targhe di vetture sono state 174.685, contro le 188.430 del giugno 2017. Un calo di quasi 14.000 unità, imputabile a tutti i canali di distribuzione tranne che al noleggio a lungo termine (che cresce del 4%) e ai privati (stabili).

Nell’ultimo mese del primo semestre 2018 le auto-immatricolazioni dei concessionari hanno rallentato, perdendo oltre 1.300 unità, le auto-immatricolazioni degli OEM sono dimezzate, le vendite aziendali dirette hanno perso 13 punti percentuali, i noleggi a breve termine hanno fatto segnare un arretramento ancora più consistente (-28,45%).

La spinta all’immatricolazione di km zero da parte dei concessionari, vigorosa fino a maggio, a giugno è invece crollata del 27,77%, scendendo dalle quasi 5.000 unità di giugno 2017 alle 3.500 dello stesso mese del 2018.

Il saldo del primo semestre 2018 dei privati è sempre in negativo (-31.600 targhe), nonostante l’effimera “ripresina” di aprile e maggio, mentre la loro market share si attesta al 53,84% (2 punti percentuali in meno rispetto ai primi 6 mesi del 2017).

Il noleggio a lungo termine prosegue la sua corsa al rialzo. Il comparto ha fatto registrare un saldo positivo in tutti i periodi del semestre (tranne il leggero calo di maggio). Il long rent ha accresciuto il numero delle immatricolazioni a giugno raggiungendo le 25.325 unità contro le 24.325 del giugno precedente (+4,11%). 

Il settore del noleggio a breve termine a giugno ha rallentato molto: -28,45%, riequilibrando il mercato del semestre che ora presenta un saldo in positivo ma di poco (+2,49%, pari a 3.300 vetture in più rispetto al 2017).

Le demo e le km zero dei concessionari e delle case sono tutte in flessione: complessivamente a giugno sono state 28.355 (contro le 35.581 del 2017). Ma mentre il calo di quelle dei dealer è stato contenuto attorno al 5,5% (sono state 1.362 vetture in meno, comunque un segnale di inversione di tendenza), quelle degli OEM si sono più che dimezzate (passando da 11.291 a 5.427). A queste cifre vanno aggiunte anche le oltre 3.546 immatricolazioni (-28%) che i dealer hanno intestato alle proprie società di noleggio a breve termine, che in gran parte potrebbero confluire nel “calderone” delle km zero. Complessivamente, dunque, la prestazione negativa del mercato dell’auto a giugno (quasi 14.000 unità in meno) è ascrivibile totalmente al calo delle chilometri zero e al rallentamento del noleggio a breve termine, che dopo il forte incremento dei primi mesi è ritornato nei ranghi.

Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, a giugno è continuato il trend negativo, con una perdita dell’8,26%, pari a 1.292 immatricolazioni in meno. Nel mese di fine semestre sono stati targati 14.353 LCV fino a 3,5 ton.

Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte e artigiani) e delle aziende rappresentano il 63,67% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 24,79%.

Anche nel comparto degli LCV c’è stata una flessione delle auto-immatricolazioni da parte dei costruttori (-9,17%) e una ancora più cospicua del dealer (-28,07%). Le immatricolazioni ai privati a giugno sono state 2.598 (in flessione del 17,63%), quelle delle aziende 6.028 (-12,89%), quelle del NLT 3.837 (+11,77%), quelle del NBT 979 (+8,42%), quelle delle demo e dei km zero dei concessionari 802, mentre quelle degli OEM 109.

Le alimentazioni – Il 2018 è un anno di cambiamento nelle scelte dei consumatori: il diesel prosegue il trend di discesa, che si accentua di mese in mese.

A giugno il regresso è stato del 15,85%, mentre cresce il ricorso alle alimentazioni alternative: ibride, elettriche e metano soprattutto. A giugno il gpl ha invece perso 8,39 punti percentuali (nel cumulato annuo il calo è stato del 4,55%). Nel frattempo le auto a benzina sono cresciute del 3,59%.

A giugno sono state immatricolate quasi 20.000 auto diesel in meno e 2.000 a benzina in più. 

Nel semestre la flessione del diesel è del 5,69% (pari a oltre 41.100 automobili nuove in meno). 

In crescita le auto a benzina (+2,18%, 8.200 in più).

Il gpl è in regresso nel cumulato da gennaio a giugno di circa 3.300 unità.

L’elettrico puro vola a giugno raddoppiando le vendite (pari a 513 unità immatricolate). Il saldo da gennaio a giugno indica una crescita dell’83% sul 2017. 

Le auto ibride hanno avuto un incremento a giugno del 18,9%, e del 23,8% nell’anno (pari a 7.300 unità in più). Da gennaio sono state targate oltre 38.000 ibride, cui vanno aggiunte circa 2.000 ibride plug-in. 

Le auto a metano vanno a gonfie vele: sono raddoppiate a giugno e nel cumulato la crescita è del 55,67% (sono circa 29.000 veicoli).

Passando al grafico di comparazione revisioni – immatricolazioni – radiazioni possiamo vedere alcuni segnali interessanti di variazione di tendenza (clicca sopra per allargare l’immagine).

mercato revisioni: trend revisioni-immatricolazioni-radiazioni a giugno 2018

La linea rossa delle revisioni continua la sua corsa laterale ma è evidente l’accentuarsi della fase di calo stagionale, iniziata già a maggio, che toccherà i suoi minimi progredendo nel secondo semestre.

La linea gialla del radiato conferma il rallentamento già visto prima con il valore del tasso di sostituzione a 0,71 e mostra un chiaro andamento laterale che, a questo punto, potrebbe durare per parecchi mesi, soprattutto alla luce di quanto accade nel mercato del nuovo.

E, parlando di immatricolato, la linea blu in flessione deve iniziare a farci riflettere sia sul breve-medio periodo che sul lungo.

Sul breve e medio la buona notizia è che la recessione sta finendo, siamo praticamente entrati in una fase di stagazione lieve e, già dal 2019, grazie a volumi massici di immatricolato recente, inizieremo a muoverci verso una fase di ripresa che diverrà sempre più forte tra il 2020 e il 2021.

Quello che mi preoccupa un po’ è il lungo periodo, dopo il 2022, di cui però ancora non azzardo previsioni per l’alto grado di incertezza statistica.

Già il trend al 2022 mi basta e avanza per farmi venire dei dubbi.

Il tutto nasce dal comportamento delle Case Auto e dei Concessionari.

Lo avevo già scritto nei commenti di maggio:

Il mio timore, leggendo i commenti di Dataforce, è che nel breve le immatricolazioni caleranno, non tanto e solo perchè saremo nel secondo semestre, ma perché i vari operatori tireranno il freno su demo e km zero.

Ci ho azzeccato (ancora una volta) e lo ribadisco: se il mercato del nuovo rallenta (e continuerà a farlo come accade oggi) anche nelle sue componenti “artificiali” delle KM Zero e delle Demo (che si traducono in usato freschissimo nel giro di poco tempo), tra quattro anni, dopo un periodo di euforia con volumi veramente stratosferici attorno a metà 2021, rischiamo di trovarci nuovamente in una fase, se non recessiva, quanto meno stagnante dal 2022 in poi.

Tutto si giocherà quindi sull’andamento delle radiazioni: se dovessimo restare agli attuali livelli, allora i volumi attesi nella sconda metà del 2022 saranno ancora molto elevati; se però, dovessimo nuovamente muoverci verso un tasso di sostituzione di 0,75 (e oltre), allora qualche timore sulla tenuta dei volumi medi procapite inizierà a venirmi di certo.

Mancano ancora tanti anni, è vero; ma io non mi stancherò mai di ripetere che chi fa impresa per davvero (il che significa non limitarsi ad alzare la saracinesca e aspettare che entri qualcuno), ha il dovere di anticipare il mercato con strategie di medio-lungo periodo che lo proteggano.

L’altro aspetto su cui mi ragionare è quello relativo alle nuove alimentazioni, in particolare le ibride e le elettriche pure: fossi un titolare di Centro di Controllo o un Ispettore, cercherei di saperne sempre di più su come vanno revisionate.

Magari potrebbero essere le stesse associazioni di categoria – sia le storiche CNA, Confartgianato e CasArtigiani che le più recenti AICC e Asso.Car – a darsi una mossa per i loro iscritti, contattando le Case Auto e chiedendo informazioni tecniche a riguardo.

Andamento dei Centri Auto e Centri Moto a giugno 2018 

Chiudiamo come sempre l’analisi del Mercato Revisioni Italia con i dati della numerosià dei centri auto e moto a livello nazionale.

Mercato Revisioni Italia: centri auto giugno 2018

La crescita continua, anche se a giugno le nuove aperture sono state le più basse da febbraio a oggi. 

Non ne sono convinto, ma non è da escludere che il rallentamento sia dovuto alla recente decisione del MIT di sospendere tutti i corsi per Ispettori e di bloccare la figura del Sostituto del Resposnabile Tecnico.

Personalmente ritengo che con i tanti corsi fatti negli anni da tanti enti o società di formazione, i Responsabili Tecnici abilitati in Italia siano più che sufficienti a coprire il fabbisogno di tutti i centri esistenti più tutti quelli che verranno da qui ai prossimi due anni, almeno.

Il problema, forse, è che questi RT vivono in zone lontane da quelle dove devono aprire i nuovi centri e la distanza non incentiva.

Oppure magari sono anche in zona ma chi apre non fa la giusta offerta economica per attirarli oppure propone la solita assunzione come apprendista, ricevendo un giusto rifiuto.

Qualunque sia la ragione, per ora prendiamo atto di un rallentamento delle aperture di Centri Auto.

Mercato Revisione Italia: centri moto a giugno 2018

Per i Centri Moto, invece, non si può parlare di rallentamento: anzi, confrontando le aperture Auto – Moto, si capisce che almeno 3 centri già esistenti hanno aggiunto o cambiato le attrezzature, inserendo anche la revisione dei motoveicoli.

Per chiudere, segnalo che questo mese non si è ripresentato il campanello d’allarme che aveva attirato la mia attenzione a maggio.

Se non lo ricordi, si trattava del primo calo nel numero complessivo di centri da 21 anni a questa parte: erano solo due centri in meno, ma non era mai successo prima.

Tuttavia, non abbasso ancora la guardia, per un motivo semplice: non so se te ne sei accorto ma la proiezione del numero di centri auto a dicembre 2018 è di 8.801, mentre a fine giugno il dato ufficiale è di 8.803.

Tutto è possibile però se i miei algoritmi danno una flessione a fine anno un motivo ci sarà.

Per due unità in meno non mi danno l’anima per capirlo, ma me lo segno e mi riprometto di tenere la faccenda sotto osservazione.

Alla prossima.

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