Il Mercato Revisioni di maggio registra un balzo notevole verso l’alto. In piccola parte ciò è dovuto a un volume di radiato inferiore al previsto, ma il grosso è dato dalle Revisioni Smemorine e in parte dalle Revisioni Futtitinni. 

Maggio bello ma bugiardo (e non sto parlando del tempo).

Chi ha visto un aumento del revisionato e ha sperato in un cambiamento di rotta del Mercato Revisioni si ricreda: siamo sempre in fase recessiva, anche se meno critica del previsto.

A maggio il Mercato Revisioni Italiaha ha chiuso con un volume di revisionato di 1.375.983 autoveicoli e 277.016 motoveicoli, pari a 42.142 (+3,2%) revisioni auto e 9.549 (+3,6%) revisioni moto in più su maggio 2016.

Rispetto alle previsioni la differenza è maggiore per le auto (+ 48.736 = +3,7%) e inferiore per le moto ( + 2.049 = +0,7%).

L’aspetto più interessante è vedere il dato cumulato a maggio 2018 e, nello specifico, il dato della differenza con le previsioni e con lo storico 2016: le revisioni auto, grazie alla crescita di maggio, salgono a quasi 64.000 in più del previsto e a 28.000 in più del cumulato 2016.

La proiezione, a questo punto, stima 71.000 revisioni auto in più rispetto al 2016 e ben 142.000 rispetto alla previsione.

Ti ricordo però, che ci sono almeno 50.000 revisioni di troppo che arrivano dal 2017 e che MCTC ha registrato solo a gennaio 2018, trascinandole poi per un trimestre intero.

Ad ogni buon conto, anche con questa precisazione, chiudere l’anno con 90.000 revisioni reali in più rispetto al previsto non è qualcosa da disprezzare: vuol dire arrivare a superare i volumi del 2016 di 20.000 unità.

 

Mercato Revisioni Auto Italia maggio 2018

Prima di svolgere la consueta analisi mensile, vediamo anche i dati e il grafico delle moto.

Mercato Revisioni Moto maggio 2018

Anche se aprile e maggio sono andati bene, sia verso il 2016 che rispetto alle previsioni, a livello cumulato siamo ancora sotto di 10.000 revisioni sul previsto. Ma sono confidente che, nei prossimi mesi, verranno recuperate e che quella proiezione a fine anno di -25.000 sulla previsione tenderà a zero.

A questo punto, cerchiamo di capire da dove arrivano queste revisioni in più.

Giorni lavorativi di maggio del Mercato Revisioni

A maggio 2018 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 22 + 4 mezzi sabati, per un totale di 24.

A maggio 2016 i giorni lavorativi del Mercato Revisioni sono stati 22 + 4 mezzi sabati, per un totale di 24.

Per una volta, quindi, non abbiamo alcuna influenza in più o in meno legata al calendario, possiamo quindi dire che il revisionato extra è dovuto al 100% ad altri fattori.

Vediamo quali.

A maggio 2018 radiazioni auto e moto in crescita.

Estratto da ACI AUTO TREND di maggio:

Crescita per le radiazioni di autovetture: si è registrato un incremento del 3% rispetto a maggio dell’anno precedente, con 138.425 pratiche contro le 134.341 di maggio 2017.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,65 nel mese di maggio (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 65) ed a 0,72 nei primi cinque mesi.

Aumento per le radiazioni dei motocicli con una variazione positiva dell’1,8% e 10.020 motocicli radiati contro i 9.847 di maggio 2017.

Per i veicoli in genere è stato, infine, rilevato un aumento del 2,6%, con 160.287 radiazioni rispetto alle 156.290 del corrispondente mese del 2017.

Fino a maggio 2018 sono stati individuati incrementi del 7% per le autovetture, del 13,1% per i motocicli e del 7,6% per tutti i veicoli.

Ecco altri due dati importanti: le radiazioni auto e moto sono cresciute anche a maggio. 

Questo significa che i volumi di revisionato avrebbero potuto essere ancora maggiori se non vi fossero state quelle radiazioni.

Traportiamo allora i dati ACI nella mia tabella di calcolo dell’impatto del radiato sul revisionato.

Mercato Revisioni: impatto radiazioni di maggio 2018 sul revisionato auto

Rispetto alla mia stima iniziale, le radiazioni sono state 4.348 in meno. Ciò significa che, a livello Mercato Revisioni Italia, avremmo dovuto registrare 1.331.512 revisioni auto anzichè 1.327.164. 

Di fatto, ne abbiamo registrate 1.375.983.

Ne segue quindi che l’aumento di 48.736 della prima tabella, è dovuto per 4.348 unità a veicoli non radiati mentre per la differenza di 44.471 si tratta in larga misura di veicoli che sono andati in revisione in ritardo, cioè di Revisioni Smemorine e Futtitinni e forse qualche Fantasma.

Nell’analisi del mese scorso, ipotizzavo che le quasi 39.000 revisioni mancanti (riga “Revisioni anomale in + o – rispetto alle effettive) fossero dovute ai soliti furbi che hanno aspettato sino all’ultimo per poi mancare la scadenza dell’ultimo giorno utile. 

Confermo la mia ipotesi e, pertanto, classifico come Revisioni Smemorine 38.738 revisioni su 44.471.

Ne restano da classificare 5.733. 

Possiamo dire che sono tutte Revisioni Futtitinni?

Visto che, comunque le Revisioni Fantasma non sono scomparse, direi di no.

Ipotizzamo allora che il residuo delle vacanze di Pasqua sia compreso tra il 5% e 10% del totale; di conseguenza possiamo stimare tra 2.200 e 4.400 il volume di Futtitinni arrivate in revisione a maggio.

Il resto, tra 1.300 e 3.500 circa, potrebbero essere Revisioni Fantasma.

Se dovessi dare un giudizio personale, sarei più propenso a ipotizzare un maggior numero di Futtitinni rispetto alle Fantasma.

Venendo alle moto, la situazione è questa:

Mercato Revisioni Itlaia: impatto radiato moto su revisionato maggio 2018

Le radiazioni effettive sono sostanzialmente in linea con le previsioni: una differenza minima di 368 moto radiate in meno della stima.

Evitando di ripetere tutti i passaggi di calcolo, arriviamo subito alle revisioni in più di quelle che avrebbero dovuto essere: 1.681. 

In questo caso direi che sono tutte revisioni di ritardatari dei mesi precedenti che stanno arrivando con calma nei vostri centri, quindi direi che nelle moto prevalgono le Futtitinni (per i motivi che tutti sappiamo).

Immatricolazioni nuovo: a maggio continua la “ripresina” dei privati, il noleggio a lungo termine si prende una pausa, le km zero continuano a volare, ma solo per i concessionari, che spingono anche sull’acceleratore delle “demo” uso noleggio (triplicate rispetto al maggio precedente).

Come sempre, riporto il comunicato stampa di Dataforce sul mercato del nuovo che, pur non avendo ovviamente un impatto immediato sul revisionato, ci fornisce importanti informazioni sul trend futuro del Mercato Revisioni. 

A maggio il mercato dell’auto (Passenger Cars) è ritornato in territorio negativo con un decremento del 2,73%.

Le nuove targhe di vetture sono state 199.303, contro le 204.898 del maggio 2017.

Un calo di oltre 5.500 unità, imputabile alle auto-immatricolazioni delle Case automobilistiche (dimezzate) e al noleggio a lungo termine che è arretrato in misura doppia rispetto alla media del mercato.

Nel quinto mese del 2018 le auto-immatricolazioni dei concessionari sono invece cresciute di circa 2.500 unità, mentre le vendite aziendali dirette sono allineate allo scorso anno (9.500 contro 9.700) e i noleggi a breve termine pure (23.300 rispetto a 22.700).

La spinta all’immatricolazione di km zero da parte dei concessionari (circa 19.000 targhe contro le 16.500 del maggio precedente) si è tradotta anche nell’aumento delle “demo” di noleggio a breve termine dei dealer, che in realtà è probabile che possano confluire nel calderone delle km zero (3.865 a maggio 2018, soltanto 1.261 nello stesso mese del 2017).

Il saldo dei primi 5 mesi 2018 dei privati resta sempre in negativo (-31.600 targhe), nonostante la “ripresina” di aprile e maggio, a causa dei risultati in rosso di gennaio, febbraio e marzo, mentre la loro market share si attesta al 53,51% (era al 56,73% nei primi 5 mesi del 2017).

Pausa di riflessione del noleggio a lungo termine, dopo l’abbuffata dei primi mesi di quest’anno: -5,33%. Il long rent ha diminuito il numero delle immatricolazioni a maggio raggiungendo le 27.742 unità contro le 29.304 del maggio precedente. Da inizio anno la crescita del noleggio è comunque vigorosa: esattamente 10 punti percentuali, pari a 12.442 vetture in più.

Il comparto del noleggio a breve termine a maggio ha confermato le immatricolazioni sugli stessi livelli dello scorso anno: +2,53%, confermando il trend di aprile e portando il volume delle immatricolazioni 2018 a oltre 121.000 unità (+9.000 rispetto al 2017). Il saldo positivo è di oltre 8 punti percentuali.

Le demo e le km zero dei concessionari e delle case hanno avuto un andamento altalenante: complessivamente a maggio sono state 26.185 (contro le 31.466 del 2017). Ma mentre quelle dei dealer sono cresciute del 15% (sono circa 2.500 vetture in più), quelle degli OEM si sono più dimezzate (passando da quasi 15.000 a 7.200). A queste cifre, però, vanno aggiunte anche le oltre 3.800 immatricolazioni che i dealer hanno intestato a uso noleggio, che vanno ormai considerate alle stessa stregua delle km zero.

I veicoli commerciali – Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, a maggio è continuato il trend negativo, con una perdita del 7,54%, pari a 1.201 immatricolazioni in meno.

Nel quinto mese del 2018 sono stati targati 14.721 LCV fino a 3,5 ton.

Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte e artigiani) e delle aziende rappresentano il 64,34% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 24,51%. Il breve, invece, occupa una quota del 5.04%. Ma mentre quest’ultimo è in leggera crescita (+,05%), il NLT si mantiene sui livelli dello scorso anno.

Massiccio, come sempre, il ricorso alle auto-immatricolazioni da parte dei dealer (+35,86%): oramai costituiscono oltre il 5% dell’intero mercato LCV.

Modesto, invece, il contributo di “demo” e km zero degli OEM: a maggio soltanto 97 unità, con una flessione del 71%. Le immatricolazioni ai privati a marzo sono state 2.921 (in flessione del 12,68%), quelle delle aziende 6.583 (-8,24%), quelle del NLT 3.685 (sostanzialmente stabili: -2,69%), quelle del NBT 753 (-3,46%), quelle delle demo e dei km zero dei concessionari 682.

Le alimentazioni – Il 2018 continua a confermarsi un anno di cambiamento nelle scelte dei consumatori: il diesel prosegue il trend di discesa, che si accentua di mese in mese.A maggio il regresso è stato del 9,68%, mentre cresce il ricorso alle alimentazioni alternative: ibride, elettriche e metano soprattutto.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia ha così commentato i dati di maggio: “Le tendenze del 2018 mostrano alcuni consolidamenti, ma anche molte novità.

Se è ormai assodato che gli automobilisti italiani hanno ormai sposato i Suv, che crescono in tutti i segmenti di mercato a svantaggio delle auto con carrozzerie più tradizionali (a maggio 15.000 suv dei segmenti B-C-D/E in più, e 15.000 berline, station wagon e monovolume degli stessi segmenti in meno), purtroppo la colpevole disinformazione mediatica sta portando il diesel ad accusare di mese in mese una flessione più accentuata (arrivata a maggio quasi al 10%). Senza una seria lobby degli operatori di settore verso gli organi di governo, la gran parte dei consumatori andrà dietro alle chiacchiere dei media e di alcuni sindaci, danneggiando sé stessi, l’ambiente e un indotto economico prezioso. Fa invece piacere segnalare il ritorno del gradimento sull’auto a metano, a svantaggio del gpl: se nel 2017 il rapporto era di 4 a 1 a favore del gpl, adesso ogni 2 auto a gpl se ne immatricola 1 a gas naturale”.

Per evitare di “allungare” troppo la pagina, da questo mese ho deciso di omettere la tabella dell’immatricolato degli ultimi 3 giorni, anche perchè ha scarso impatto sulle revisioni future, visto che si ha un mese intero a disposizione e che, quasi certamente, buona parte dell’immatricolato degli ultimi tre giorni finirà per venire revisionato tra quattro anni “il mese dopo la scadenza”, perchè, come sai, i clienti sono FURBI.

Ho evidenziato tre informazioni molto importanti, a mio avviso:

  1. la crescita dei SUV in tutti i segmenti: non sarebbe male se avessimo le tariffe francesi che, per quel tipo di carrozzerie fanno pagare molto di più. Chissà se le varie associazioni di categoria riusciranno a convincere il MIT a una revisione radicale della Tariffa Ministeriale, introducendo fasce di prezzo differenziate per segmento.
  2. la crescita del metano: mi sa che tra quattro anni vedremo spesso sui gruppi FB un sacco di Ispettori postare domande del tipo “Raga, un’auto con revisione bombole scaduta ma con prenotazione in un’officina SFBM, la posso fare?
  3. l’inarrestabile crollo del diesel: ricordo ai milanesi che, dal 2019, verranno banditi da Milano città tutti i diesel sino a Euro3, negli anni successivi si aggiungeranno gli Euro4 e poi gli Euro5. Per le altre città, non so.

Vediamo a questo punto quale sarà il possibile impatto futuro delle immatricolazioni di maggio 2018 sul mercato revisioni veicoli 2022, utilizzando il solito grafico che incrocia i valori del revisionato (linea rossa), del radiato (linea gialla) e dell’immatricolato (linea blu, traslata di 4 anni).

Mercato Revisioni: impatto immatricolato 2018 su revisioni 2022

La linea rossa del revisionato prosegue il suo movimento laterale e ha iniziato a muoversi verso il basso, dato che maggio, salvo sorprese, è stato il mese con i volumi più alti dell’anno a livello nazionale (vedi tabella ad inizio articolo). Da giugno in poi, gradualmente, assiteremo al naturale calo dei volumi del secondo semestre.

La linea gialla del radiato si sta comportando come avevo previsto il mese scorso: pur muovendosi ancora lateralmente, mostra una lieve tendenza all’aumento. Se il trend continuerà così, magari accentuandosi, va da sè che i futuri benefici attesi di un grande volume di revisioni a partire dal 2022 verranno ridimensionati, forse anche sensibilmente.

A titolo di promemoria, ad aprile il volume “accumulato” di immatricolato extra revisionabile nel periodo gennaio-aprile 2022 era di 626.000 unità; un mese dopo è sceso di a 625.000. Sono solo 1.000 in meno ma il periodo va adesso da gennaio a maggio 2022.

La linea blu dell’immatricolato (che ti ricordo è traslata di quattro anni per evidenziare l’impatto nel tempo), dopo il balzo del mese scorso, si è messa “piatta” e, probabimente,  resterà così per molti mesi.

Il mio timore, leggendo i commenti di Dataforce, è che nel breve le immatricolazioni caleranno, non tanto e solo perchè saremo nel secondo semestre, ma perché i vari operatori tireranno in freno su demo e km zero.

Dato che i privati non sono molto motivati a spendere di più, visto che possono risparmiare almeno un 20% su una km zero, fintanto che le scorte di “finto usato” non saranno quasi esaurite, dubito che Case, concessionari e gestori di flotte si preoccuperanno di autoimmatricolarsi nuovamente migliaia di vetture.

Forse solo verso dicembre ciò accadrà ma solo perché i manager dovranno raggiungere le quote e i budget necessari per prendere il bonus di fine anno.

Per chiudere, la solita analisi del Mercato Revisioni Italia con l’andamento dei centri di revisione auto e moto a maggio 2018.

Mercato Revisioni: centri auto maggio 2018

Lieve incremento dei nuovi centri auto rispetto ai mesi scorsi: 28 contro una media di 20, con una proiezione di fine anno a 8.784, cioè solo 84 in più rispetto a fine 2017.

Sarebbe la crescita più bassa da anni, con sicuri mal di pancia dei miei amici che le linee le vendono e, penso, anche per i costruttori.

Adesso che il DD 211 stabilisce che non si possono fare più corsi per Ispettori sino a data da destinarsi, temo (per loro) e spero (per te e i tuoi colleghi) che nei prossimi mesi vedremo una brusca frenata nelle nuove aperture.

Mercato Revisioni: centri moto maggio 2018

Analoga crescita per i centri moto: 28 nuovi centri a maggio 2018, con una proiezione a fine anno di 6.216 centri a livello nazionale, pari a 132 in più rispetto a fine dicembre 2017.

Evidentemente, chi ha messo la linea, ha deciso di mettere l’universale per poter fare anche revisioni moto che, ricordo, sono molto meno delle revisioni autoveicoli e che, così facendo, diventano sempre meno a livello di media procapite. Ma se a uno piace spendere soldi che non torneranno, va bene così.

Breve nota prima di salutarti: secondo i dati trasmessimi da MCTC, i centri in Italia in totale, a maggio erano 8.805 (io, nelle mie analisi, divido sempre tra auto e moto mentre questo è il numero complessivo). 

Bene, ad aprile erano 8.807, cioè 2 in più.

E’ la prima volta da decenni che il numero totale di centri tra un mese e l’altro cala.

Cosa significa? Sicuramente che il saldo tra centri aperti e chiusi, per la prima volta, è negativo cioè che i centri che hanno deciso di terminare l’attività sono stati di più di quelli che hanno aperto. 

Visto che i centri auto e moto aperti a maggio sono stati in entrambi i casi 28, significa che i centri chiusi sono stati 30.

E’ un segnale di controtendenza? E’ il segnale che molti, finalmente (scusami per quel finalmente, ma finalmente sì), stanno gettando la spugna perchè non c’è più spazio per tutti e i conti non tornano (come ho sempre sostenuto)?

Forse sì, o forse no. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi.

Di certo è un campanello d’allarme e io, come sai, ai campanelli di allarme presto sempre attenzione.

Ti terrò aggiornato.

Alla prossima.

 

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