Più basso di due anni fa, molto più basso delle previsioni ma decisamente più alto dello scorso anno per quanto riguarda gli autoveicoli. All’opposto invece i motocicli: tutto molto più alto del passato e del previsto. Un mercato revisioni così rovesciato non lo vedevo da anni.

14.000 revisioni auto in meno rispetto ad aprile 2016; 28.000 in meno della previsione ma, soprattutto, 16.000 i più su aprile 2017.

Mica normale, soprattutto se ti aspetti una crescita di 14.000 sul dato di due anni prima e ti trovi invece una forbice in negativo del doppio.

Mercato revisioni auto aprile 2018

Intanto cerchiamo di capire perchè le revisioni autoveicoli di aprile 2018 sono più alte di quelle di aprile 2017; in fin dei conti, il primo pensiero che mi è passato in mente è che siamo in un anno pari, perciò più basso di uno dispari e siamo in piena fase recessiva. 

E’ vero che anche lo scorso anno il mercato revisioni era in recessione, ma questo è l’anno del picco massimo negativo.

Sono andato a rileggermi l’articolo in cui analizzavo i dati di aprile 2017 (se più tardi vuoi leggerlo, CLICCA QUI) ed ho subito risolto l’arcano: Pasqua, lo scorso anno, è caduta ad aprile e la gente se n’era andata in vacanza, fregadosene bellamente della revisione della loro auto (o moto) e ben 73.000 controlli erano evaporati assieme ai brindisi dei pranzi a base di agnello.

E’ stato allora che ho iniziato a teorizzare l’esistenza delle Revisioni Futtitinni.

Pertanto, non è il mercato di aprile 2018 che è cresciuto su aprile 2017 ma l’opposto: è stato il mercato dello scorso anno che era crollato.

 

Almeno una cosa l’abbiamo appurata.

Per le moto, tanto per cambiare, le cose sono andate alla rovescia: qui c’è stata l’esplosione del revisionato motocicli (i ciclomotori sono andati invece sotto) a livelli veramente importanti, al punto da dimezzare il ritardo da inizio anno sul dato cumulato.

+21.000 su aprile 2016, +11.000 sulla previsione e, addirittura, + 32.000 su aprile 2018 (che è quasi il volume perso lo scorso anno proprio in occasione delle famigerate vacanze di Pasqua, madri delle Revisioni Futtitinni) . 

Mercato Revisioni Moto Aprile 2018

E a proposito di Revisioni Futtitinni: se dai dati di febbario e marzo è evidente che i motociclisti se ne sono fregati di andare al centro di revisione più vicino o di fiducia, ad aprile è altrettanto evidente che il recupero c’è stato, anche se non totale.

Cosa ha influenzato il Mercato Revisioni Italia di aprile 2018.

Diamo un’occhiata ai giorni lavorativi:

Giorni lavorativi aprile 2018: 19 + 4 mezzi sabati, totale 21.

Giorni lavorativi aprile 2016: 20+ 5 mezzi sabati, totale 22,5.

Un giornata e mezza in meno, tra i due anni.

A livello di media giornaliera significa questo:

aprile 2016 – 55.142 revisioni auto/giorno

aprile 2018 – 58.416 revisioni auto giorno

Quindi, quest’anno, tu e i tuoi colleghi, in media, dovreste aver revisionato più auto e commerciali leggeri nei 21 giorni di apertura, rispetto ai volumi giornalieri di due anni fa (lo so che non è stato così per tutti, ho visto i vostri commenti sui gruppi FBm, ma qui stiamo parlando di valore medio).

E questo rafforza la mia convinzione di sempre: i giorni in più o in meno, nella revisione veicoli, sono relativamente influenti (cosa che non avviene, ad esempio, per la vendita del nuovo e dell’usato) perché, se i giorni sono in più, le persone se la prendono comoda e tendono a distribuirsi su un periodo più lungo mentre, se sono meno, come in questo caso, si danno una mossa e si concentrano in un lasso di tempo minore.  

Se i giorni fossero stati lo stesso, a parità di media giornaliera, il mercato avrebbe registrato 1.314.000 revisioni autoveicoli, numero decisamente troppo elevato, visto che la previsione dava, al massimo, 1.255.000 revisioni in totale.

In fin dei conti, essendo un obbligo di legge da un lato (che i più, comunque, rispettano) e avendo un dato numero di veicoli immatricolati quattro anni prima nel mese, più quelli già revisionati in passato sempre nello stesso mese (fatte salve le radiazioni), il numero dei veicoli da controllare è quello e non può variare più di tanto in base al calendario (se non in presenza di Revisioni Fantasma, Smemorine e Futtitinni).

In crescita le radiazioni auto di aprile 2018 ma in calo quelle moto.

Vediamo cosa scrive ACI Auto Trend di Aprile:

Crescita per le radiazioni di autovetture: si è registrato un incremento del 2,8% rispetto ad aprile dell’anno precedente, con 108.102 pratiche contro le 105.129 di aprile 2017.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,61 nel mese di aprile (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 61) ed a 0,74 nel primo quadrimestre.

Flessione, al contrario, per le radiazioni dei motocicli con una variazione negativa del 7,7% e 7.489 motocicli radiati contro i 8.117 di aprile 2017.

Per i veicoli in genere è stata, infine, rilevato un aumento del 2,1%, con 125.873 radiazioni rispetto alle 123.290 del corrispondente mese del 2017.

Considerando la giornata lavorativa in più di aprile 2018 rispetto ad aprile 2017, le suddette variazioni diventano decrementi del 2,6% per le autovetture, del 12,6% per i motocicli e del 3,3% per tutti i veicoli.

Fino ad aprile 2018 sono state individuate crescite dell’8,1% per le autovetture, del 16,1% per i motocicli e del 9% per tutti i veicoli.

Quindi, dopo un periodo di calo, le revisioni auto e autoveicoli in genere hanno ricominciato a crescere, mentre quelle dei motocicli proseguono la discesa iniziata qualche mese fa.

Trasportando i valori di ACI nella mia tabella di calcolo che stima l’impatto del radiato sulle revisioni, otteniamo queste informazioni:

Mercato revisioni di aprile: stima impatto radiazioni auto

Nella mia previsione avevo stimato circa 129.000 radiazioni di autoveicoli ad aprile; in realtà sono stati radiati 11.000 autoveicoli in meno, il che implica che il revisionato avrebbe dovuto essere di 1.265.000 unità mentre, come abbiamo visto,il totale nazionale si è fermato a 1.227.000, cioè quasi 39.000 revisioni in meno del dovuto.

Escludendo l’impatto del radiato (perchè meno del previsto), visto il volume che, più o meno, equivale a una mezza giornata intensa o a una giornata media un po’ fiacca, resta come ipotesi più plausibile quella che si tratti di ritardatari che neppure all’ultimo giorno ce l’hanno fatta a venire da voi, sia perché se ne sono dimenticati (parlerei più di Revisioni Smemorine che Futtitinni) o perchè sono i famosi geni alla Archimende Pitagorico che saltano il mese pensando di guadagnare una revisione nel giro di due anni e che ti si sono presentati ai primi di maggio col sorrisino imbecille stampato sulla faccia e lo sguardo di quello che la sa lunga.

Giusto per gradire, così te la stampi o la copi e la metti in bella mostra in accettazione come monito per gli imbecilli, ti riporto una tabella che ho fatto per curiosità personale e che mostra quanto tempo serve per saltare una revisione: 48 anni, pari a 23 revisioni.

Solo dopo 50 anni, dalla 24° revisione, ne hanno fegata una allo Stato (e a te, pensa che danno), ma poi ricomincia tutto da capo.

IMBECILLI! 

Ah, dimenticavo, ai furbi, fai presente che dopo 12 revisioni sono solo a metà strada e che hanno guadagnato solo un anno, dato che la revisione si fa ogni due (clicca sulla tabella per ingrandirla).

mercato revisioni: numero di revisioni traslate di un mese necessario per saltarne una

 

Velocemente le radiazioni moto:

Mercatoo revisioni: stima impatto radiazioni moto aprile 2018

Anche in questo caso avevo sovrastimato il radiato che, invece, abbiamo visto essere in calo. Aggiungendo alla previsione originaria circa 1.700 radiazioni che non ci sono state, otteniamo che le revisioni avrebbero dovuto essere 208.000 circa mentre, in reatà, sono state quasi 218.000. La differenza è spiegabile come recupero parziale dei mesi precedenti. 

Immatricolazioni nuovo: ad aprile i privati tornano a comprare, le case auto spingono sulle targhe mentre i dealer diminuiscono le km zero e aumentano lo loro demo uso noleggio.

Come prassi consolidata, riporto il comunicato stampa di Dataforce con le solite interessanti informazioni, utili e strategiche soprattutto per chi ha capito che il domani lo si costruisce studiando l’oggi, specie se si parla di revisioni.

Ad aprile il mercato dell’auto (Passenger Cars) è ritornato in territorio positivo con un incremento del 6,45%.

Le nuove targhe di vetture sono state 171.725, contro le 161.320 dell’aprile 2017. 

Un incremento di oltre 10.000 unità, questa volta ascrivibile totalmente alla “parte sana” del mercato: privati (+5,54% pari a oltre 5.000 auto nuove in più) e noleggi a lungo termine (che sono cresciuti di 4.200 unità, +21%).

Nel quarto mese del 2018 le auto-immatricolazioni dei concessionari sono calate di oltre 1.000 unità, mentre quelle degli OEM sono cresciute di quasi 2.000, in gran parte riconducibili ai lanci di nuovi modelli o di versioni aggiornate. Peccato però che le 1.135 km0 in meno dei dealer vengano più che compensate dalle loro 1.374 demo uso noleggio in più, portando quindi il saldo del mese delle km0 e demo a +2.117 targhe rispetto ad aprile 2017.

Il saldo quadrimestrale dei privati resta sempre in negativo (-33.000 targhe), dopo i risultati in rosso di gennaio (-7.000 targhe), febbraio (-13.600) e marzo (-18.300) mentre la loro market share risale leggermente, perché ora si attesta al 52,72% (era al 57,3% nel primo quadrimestre del 2017).

Nel quarto mese dell’anno le vendite aziendali (acquisti diretti e leasing) hanno fatto segnare un leggero disavanzo (-2,1%) per complessive 7.596 unità immatricolate (163 in meno).

Prosegue a ritmi molto sostenuti la crescita del noleggio a lungo termine, in linea con l’aumento dello scorso anno: +21%. Il long rent ha aumentato il numero delle immatricolazioni ad aprile raggiungendo le 24.202 unità contro le 20.002 dell’aprile precedente.

Tra le categorie di distributori di NLT, ad aprile gli operatori “captive” (cioè quelli controllati dai Costruttori) hanno ottenuto un saldo positivo sostanzialmente in linea con il comparto (+20,15%), mentre gli operatori generalisti Top hanno fatto segnare una performance appena migliore: +22,26%. Da inizio anno la crescita è stata di quasi 15 punti percentuali.

Il comparto del noleggio a breve termine ad aprile ha confermato le immatricolazioni sugli stessi livelli dello scorso anno: +2,42%, portando il volume delle immatricolazioni del quadrimestre a superare i 100.000 autoveicoli. Nel cumulato 2018 i rent-a-car viaggiano a una media incrementale del 10%. 

Molte sono state le demo e km0 dei concessionari e delle case (oltre 28.000 le vetture in tutto il mese), in aumento rispetto allo scorso anno (+8,15%), con un calo delle km0 in proprietà dei dealer (-6,49%), che questo mese sembra abbiano deciso di utilizzare le demo a noleggio per raggiungere gli obiettivi imposti (+123%), e un aumento del 25,5% delle auto-immatricolazioni delle case auto.

I veicoli commerciali – Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, aprile ha perso oltre 1.000 immatricolazioni, pari al -8,60%. 

Nel quarto mese del 2018 sono stati targati 11.379 LCV fino a 3,5 ton.

Le immatricolazioni dirette dei privati (ditte e artigiani) e delle aziende rappresentano il 64,07% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 24,56%.

Il breve, invece, occupa una quota del 4,94%. Ma mentre quest’ultimo è in leggera crescita (+,05%), il NLT si mantiene sui livelli dello scorso anno.

Massiccio, come sempre, il ricorso alle auto-immatricolazioni da parte dei dealer (+34,13%): oramai costituiscono quasi il 6% dell’intero mercato LCV. Modesto, invece, il contributo di “demo” e km zero degli OEM: ad aprile soltanto 169 unità, con una flessione del 32,4%.

Le immatricolazioni ai privati a marzo sono state 2.165 (in flessione del 15,46%), quelle delle aziende 4.897 (-10,05%), quelle del NLT 2.764 (sostanzialmente stabili: -0,5%), quelle del NBT 712 (-22,19%), quelle delle demo e dei km zero dei concessionari 841.

Ultimi tre giorni – Come sempre, le immatricolazioni dell’ultima ora sono state una valanga: il 47,06% del totale delle immatricolazioni è stato realizzato il 26, 27 e 30 del mese(anche sabato 28 in verità…): sono ben 86.168 targhe “last minute”.

La tabella allegata a questo comunicato (clicca sopra per ingrandirla), che evidenzia i numeri delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni, è costruita secondo lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che con i loro volumi “fanno” l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20%.

Nel terzo mese dell’anno il costruttore che ha targato i maggiori volumi negli ultimi tre giorni è stato Alfa Romeo (66,55% del totale delle immatricolazioni), seguito da Lancia con percentuali similari (66,18%) e da MINI (62,76%). Tra i “virtuosi”, invece, Suzuki (16,51%), Volvo (18,77%) e Dacia (22,50%).

Vediamo a questo punto quale sarà il possibile impatto futuro di queste immatricolazioni per il mercato revisioni veicoli tra quattro anni, utilizzando il grafico che incrocia i valori del revisionato (linea rossa), del radiato (linea gialla) e dell’immatricolato (linea blu, traslata di 4 anni).

Mercato revisioni: trend curve revisioni-radiazioni-immatricolazioni

Come vedi, le revisioni (line rossa) continuano a muoversi lateralmente e continueranno a farlo per molto tempo.

Soprattutto se le radiazioni (linea gialla) manterranno il trend attuale: non sono molto elevate ma sufficienti per smorzare i benefici di un un accumulo di immatricolazioni che si faranno via via più consistenti (linea blu).

La proiezione al 2022 calcola attualmente un volume di ben 626.000 autoveicoli che andranno ad impattare sul nostro mercato da qui ad aprile 2022.

C’è però il problema delle radiazioni che mi lascia perplesso: se osservi la linea di tendenza (gialla punteggiata) vedi che anch’essa è destinata a crescere.

Temo che nei prossimi anni assiteremo a un massiccio smaltimento di veicoli datati che ridurrà, di conseguenza, i benefici dei crescenti volumi di immatricolato attuali. 

Temo che, nei prossimi anni, i veicoli maggiormente radiati saranno i diesel, a causa della campagna anti particolato a cui sono oggetto ultimamente.

Visto che ORV ha come motto “Conoscere il presente, anticipare il futuro”, ti riporto, per chiudere questa parte dell’analisi, le parole del Country Manager di Dataforce Italia, Salvatore Saladino che danno interessanti indicazioni sulle tendenze in atto sul mercato del nuovo e che avranno un impatto sul tuo lavoro come Ispettore tra qualche anno:

Spiace constatare che la pressione esercitata dai media (includendo fra questi anche alcuni comunicati di noti operatori) abbia ormai fatto presa sui consumatori che (sbagliando) stanno abbandonando il miglior motore che l’industria europea abbia mai costruito.

Continua quindi la flessione del diesel, anche se meno accentuata rispetto a marzo.

Da segnalare che le ibride crescono a ritmi serrati (+47%), ma costituiscono soltanto il 3,23% del mercato.

Anche le auto a impatto zero (si fa per dire, lo sappiamo…) sono in forte ascesa (+77%), ma dall’inizio dell’anno sono state immatricolate solamente 1.371 auto elettriche.

Realisticamente, in Italia siamo lontanissimi dall’affermare che la svolta elettrica sia alle porte.

Diventa anche lecito chiedersi chi pagherà gli enormi investimenti (non solo di comunicazione) che le case auto stanno facendo per costruire vetture, intere gamme, senza una reale domanda da parte del cliente finale.

“Reale domanda”, non “curiosità, coscienza ecologica e “fascino”… Ad aprile i privati hanno mostrato segni di ripresa (+5,54%), ma il nostro forecast prevede circa 60.000 auto in meno su questo canale.

L’apparente rallentamento della corsa alle km zero dei dealer va pesato con la forte spinta sul canale delle loro demo uso noleggio che, va detto, vanno quasi tutte considerate alla stessa stregua.

Da segnalare infine il cambiamento dei gusti degli automobilisti italiani che, stregati ormai dal fenomeno SUV, stanno sempre più trascurando gli acquisti delle berline a 2-3 volumi di tutti gli altri segmenti, soprattutto A-B-C, con buona pace di consumi ed emissioni che, a parità di motorizzazione/tecnologia costruttiva, sono ovviamente inferiori sulle berline standard rispetto ai più voluminosi e pesanti SUV”.

Pertanto, preparati: meno diesel, più ibride ed elettriche (anche se ancora poche), più SUV e meno berline.

Domanda provocatoria per i nostri burocrati a Roma che stanno dormendo nella grossa per la 2014/45/UE:

“Ma se il diesel è sempre più schifato e vietato, specie nelle grandi città, sarà proprio necessario sostituire l’opacimetro con qualche apprecchio al laser o altra tecnologia che misura anche i NOx?

Visto che quella del 1° gennaio 2023 è la vostra scusa preferita per procrastinare l’attuazione della Direttiva, non è che i centri di controllo possono procrastinare l’acquisto dell’apparecchio che sostituirà l’opacimentro, in attesa di capire come sarà il parco circolante diesel?

(Oh, voglio sentire una standing ovation per questa domanda. Lo so, non verrà da parte di chi produce e vende attrezzature, ovvio. Mi scusino gli amici interessati, ma mi è venuta spontanea).

E, come sempre, chiudiamo l’analisi del Mercato Revisioni Italia di aprile 2018 con l’andamento dei centri di revisione auto e moto.

Mercato revisioni: centri auto ad aprile 2018

Niente di particolare: pare che 20 nuove aperture sia diventato un standard. Se continua così, a fine anno sarete “solo” lo 0,6% in più.

Mercato revisioni: centri moto aprile 2018

Lieve frenata per i centri moto: 15 in tutto ad aprile.

Restano comunque sempre in numero maggiore come crescita cumulata nel 2018 rispetto ai nuovi centri auto. 

Previsione a fine anno: +102 nuove aperture, pari a +1,7%.

Io resto sempre dell’idea che, a meno che uno lavori in città dove le due ruote sono veramente tante, specie scooter, mettere anche la linea moto sia un investimento che non verrà mai ripagato.

Però fate voi, i soldi sono vostri.

Questo è tutto per aprile. 

Alla prossima.

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