Quello che sale deve anche scendere. Lo ha detto Isacco Newton, quello della mela. E a febbraio il mercato revisioni italiano, dopo il balzo inatteso di gennaio, è caduto di un volume quasi equivalente. Ancora una volta, però, non sono troppo convinto che tutto sia andato per il verso giusto. Il dubbio che anche questo mese MCTC abbia anticipato l’estrazione dei dati, lasciando alcuni giorni nel server, è forte. Però c’è stata la neve e si è lavorato un giorno in meno del 2016.

Qualcosa non quadra anche questo mese: i numeri che mi ha fornito MCTC mi lasciano ancora una volta perplesso.

Gennaio è partito alla grande – anche se nell’analisi del Mercato Revisioni del mese scorso confutavo questo fatto – mentre febbraio crolla di colpo. 

Non ha senso. Va bene la recessione ma, perfino in una fase negativa, esiste una tendenza di fondo e, nei primi due mesi, questa tendenza non c’è stata e se non c’è significa che qualcosa o qualcuno sta alterando i dati reali.

E allora, vediamoli questi dati.

Febbraio 2018 ha chiuso a 1.110.017 revisioni autoveicoli e 56.223 revisioni motocicli. 

Due anni fa, nel 2016, il mese chiudeva rispettivamente con 1.174.342 revisioni auto e 69.934 revisioni moto.

Questo significa un calo di 64.325 revisioni per gli autoveicoli (-5.5%) e di 13.711 revisioni per i motoveicoli (-19.6%).

mercato revisioni auto febbraio 2018

 

 

mercato revisioni moto febbraio 2018

Quello che però interessa maggiormente è vedere come i volumi effettivi si discostino dalla previsione.

A febbraio registriamo circa 45.000 revisioni auto in meno del previsto e l’aspetto più sorprendente è che questo valore è molto vicino all’aumento di gennaio.

“Magicamente” si torna quasi in equilibrio e, adesso, la differenza tra effettivo e previsione sul cumulato si è ridotta a meno di 5.000 unità.

Altrettanto “magicamente”, questa correzione di rotta, proietta un mercato revisioni auto di fine anno superiore al previsto di circa 30.000 unità, rispetto alle +600.000 di fine gennaio.

Lo stesso accade per i motoveicoli: la differenza tra effettivo e previsto è di circa 10.000 unità in meno, non molto distante dalle 9.000 unità in più del mese scorso.

In questo caso, la proiezione a fine anno passa da +370.000 a un accettabile (per ora) -30.000.

Già questa situazione mi conferma nuovamente che il mese scorso MCTC aveva alterato i volumi di mercato dichiarati.

Vediamo allora se riusciamo a capirci qualcosa di più: a febbraio 2018 giorni lavorativi sono stati 20 + 4 mezzi sabati, per un totale di 22 giorni lavorati; nel 2016 abbiamo avuto 21 giorni lavorativi + 4 mezzi sabati, per un totale di 23 giorni. Quest’anno, quindi, si è lavorato un giorno in meno.

La dato finale, come vedi in tabella, è di 1.110.017.

A parità di giornate lavorative con febbraio 2016, riponderando i volumi sulla media giornaliera, febbraio 2018 avrebbe dovuto chiudere a 1.160.472 revisioni auto, cioè 50.455 in più dell’effettivo e 5.734 sopra la mia previsione che stimava 1.154.738. (Tieni a mente il dato di 1.160.000)

Sulla base di questi valori io ritengo che MCTC, ancora una volta, abbia estratto i dati di febbraio con almeno due giornate di anticipo e abbia poi aggiunto una giornata mancante del mese scorso (considera un valore medio di 50.000 revisioni giornaliere su base nazionale).

Male, molto male.

Vediamo adesso le moto.

Il mese si è chiuso con 56.223 revisioni moto e ciclo. La mia stima dava 66.140.

Sempre a parità di giorni lavorati, le revisioni motoveicoli di febbraio 2018, avrebbero dovuto essere 58.779, cioè 2.556 in più dell’effettivo ma 7.361 sotto la mia previsione.

Qui le cose si complicano un po’, vista la differenza tra i diversi valori.

Diciamo anche che, sicuramente il brutto tempo ha avuto il suo peso, specie al Sud: abbiamo avuto circa 15 giorni di nevicate che hanno bloccato città e paesi e questo, per la revisione, è un male, specie per le due ruote perché la gente sta a casa e non si presenta ai centri.

Purtroppo è molto difficile anzi, direi impossibile, stimare quante revisioni autoveicoli mancanti sono da attribuire alla neve e al ghiaccio.

Restiamo allora sui dati disponibili e, osservandoli, mi viene da pensare che il ragionamento fatto per le auto vale anche per le moto: secondo me MCTC sta spostando di mese in mese circa 9.000 revisioni moto che si sta trascinando dietro da dicembre 2017.

Cerchiamo però di avere qualche conferma in più a questo sospetto.

Le radiazioni stanno crescendo e questo ridurrà i volumi di revisionato ma a febbraio nel Mercato Revisioni è successo altro.

Vediamo cos’altro può avere influenzato il risultato del mese, partendo, come sempre, dalle radiazioni e vedendone l’eventuale l’impatto sul mercato revisioni veicoli a livello nazionale.

Scrive ACI su AUTO TREND: 

Aumento per le radiazioni di autovetture: si è registrato un incremento del 3,5% rispetto a febbraio dell’anno precedente, grazie alle circa 4.700 radiazioni d’ufficio effettuate per conto della Regione Lazio a febbraio ed alle radiazioni per esportazione (infatti le demolizioni sono risultate in calo del 2,9% e le esportazioni in crescita dell’8,6%), con 125.326 pratiche contro le 121.140 di febbraio 2017.

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,79 nel mese di febbraio (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 79) ed a 0,91 nel primo bimestre. (NOTA: il tasso è in forte aumento)

Incremento per le radiazioni dei motocicli con una variazione positiva del 4,3% (anche in questo caso generata dalle 653 radiazioni d’ufficio presentate a febbraio 2018) e 10.242 motocicli radiati contro i 9.822 di febbraio 2017.

Per i veicoli in genere è stato, infine, rilevato un rialzo identico a quello delle autovetture, 3,5%, con 149.418 radiazioni rispetto alle 144.365 del corrispondente mese del 2017.

Fino a febbraio 2017 sono stati individuate crescite del 19,1% per le autovetture, del 44% per i motocicli e del 21,4% per tutti i veicoli.

Aci parla di autovetture e non anche di veicoli commerciali che poi mischia nel dato dei “veicoli in genere”.

Fortunatamente, poi però pubblica anche i dati relativi ai commerciali leggeri e, pertanto, basta una semplice somma con le autovetture per avere il valore complessivo di radiato che interessa a noi: 138.196.

Questo valore mi serve per calcolare la differenza tra quanto avevo stimato io ad inizio anno e ciò che effettivamente è poi accaduto.

Riporto la tabella che ho presentato per la prima volta il mese scorso (clicca per ingrandirla):

mercato revisioni: stima impatto radiato

Te la rispiego brevemente:

il revisionato di un anno è dato dalla somma del revisionato di due anni prima, più l’immatricolato di quattro anni prima, meno le radiazioni dei veicoli che devono andare in revisione nel periodo.

I primi due dati sono noti e certi mentre le radiazioni sono frutto di una stima.

Ora, io ho stimato per il 2018 un totale di 1.622.000 radiazioni autoveicoli e ne ho ipotizzato la calendarizzazione mensile che vedi in tabella; per febbraio il valore è di 144.134 radiazioni auto + commerciali leggeri.

ACI mi dice che le radiazioni a febbraio sono state 138.196, cioè 5.938 in meno della mia stima. 

Le 4.700 radiazioni d’ufficio della Regione Lazio le lasciamo per ora dentro e le consideriamo più avanti.

Sempre a livello di previsione, per le revisioni di febbraio la mia stima dava 1.154.681 autoveicoli.

Se a questo valore aggiungiamo le radiazioni in meno del previsto (+5.938), otteniamo la previsione delle revisioni che avrei ottenuto se avessi saputo in anticipo quante radiazioni ci sarebbero state effettivamente: questo valore è di 1.160.619.

Guarda caso un valore praticamente identico a quello calcolato sopra, quando ho ponderato le revisioni a parità di giorni lavorativi. 

Confrontando il dato con le revisioni effettive (1.110.017), per differenza ottengo il valore di -50.602.

Queste sono le revisioni fatte in meno dopo che ho scontato l’effetto delle radiazioni.

Alla luce di quanto sopra, la mia conclusione è questa: a febbraio le radiazioni sono sì aumentate rispetto al 2017 ma hanno avuto un impatto relativo sui volumi di revisionato.

Quasi certamente, sono state fatte effettivamente 1.160.000 revisioni autoveicoli ma MCTC ne ha dichiarate solo 1.110.000 perché ha effettuato le estrazioni in anticipo di un paio di giorni prima della chiusura corretta e ha aggiunto le revisioni non estratte correttamente a gennaio.

A questo punto, possiamo tentare di stimare con maggior precisione quanto MCTC sta “tenendo indietro”.

Lo facciamo considerando le 4.700 radiazioni d’ufficio della Regione Lazio, che consideriamo come radiazioni eccezionali.

Se le storniamo dal totale dell’ultima riga (revisioni anomale in + o – rispetto a quelle effettive), otteniamo 45.900 che, molto probabilmente è il vero valore che MCTC ha mancato di estrarre su febbraio e che dovrà comparire prima o poi spalmato sui mesi a venire. 

Se non te ne sei accorto, ti ricordo quanto ho scritto all’inizio di questo articolo: “A febbraio registriamo circa 45.000 revisioni auto in meno del previsto e l’aspetto più sorprendente è che questo valore è molto vicino all’aumento di gennaio.”

I conti tornano e qualcosa non quadra.

Veniamo alle moto e ripetiamo l’analisi.

mercato revisioni moto: stima impatto radiazioni

Anche in questo caso le radiazioni sono state un po’ di più del 2017 e un po’ meno di quanto stimato da me. 

Ad ogni buon conto, non possono avere influenzato fortemente i volumi di revisionato complessivi.

Sottraendo le 653 radiazioni straordinarie della Regione Lazio dall’ultima riga (-10.963) otteniamo un valore finale delle revisioni -10.130 che è la differenza reale tra quante avrebbero dovute effettivamente essere (67.186) e quante sono effettivamente state (56.223).

Qui possiamo ipotizzare due situazioni: 1) il valore effettivo è corretto e allora quello che manca è imputabile al brutto tempo; 2) il tempo non c’entra più di tanto e allora si torna a dire che MCTC si sta “tenendo indietro” 9.000 – 10.000 revisioni moto di cui si è detto in precedenza.

Nel caso delle moto, io propendo più per la prima ipotesi: il brutto tempo.

MCTC però qualcosa di sbagliato lo sta facendo comunque.

Passiamo ad altro.

Immatricolazioni in calo ma il Mercato Revisioni lo sentirà solo tra quattro anni

Come tradizione, ti riporto i dati di Dataforce che tratta del mercato del nuovo, utile da sapere in funzione dei futuri impatti a 4 anni sul mercato revisioni veicoli.

A febbraio il mercato dell’auto (Passenger Cars), ha chiuso il bilancio in negativo dell’1,3%. 

A contenere il passivo, però sono state, come solito, le quasi 28.000 km zero (e “demo”) immatricolate nell’arco del mese, con una crescita, rispetto al febbraio del 2017, del 15%.

I concessionari hanno auto-immatricolato a febbraio 21.555 vetture (+19,94%). Le Case costruttrici 6.234 (con un calo del 13,04%).

Le nuove targhe di vetture a febbraio sono state 181.819, contro le 184.223 del febbraio 2017.

Circa 2.400 targhe in meno, quindi, nonostante la forte ascesa delle km zero.

Mancano sempre all’appello le vendite di auto nuove ai privati: 7.000 targhe in meno a gennaio, 13.600 a febbraio, a riprova del fatto che i privati stanno orientandosi verso l’acquisto di km zero, che trovano più convenienti rispetto agli sconti praticati sul nuovo, e verso le formule di noleggio a lungo termine, sempre più variegate e attraenti.

Nel secondo mese dell’anno le vendite aziendali (acquisti diretti e leasing) hanno fatto segnare una modesta contrazione: -3,87%, per complessive 7.770 unità immatricolate (313 in meno). 

In forte crescita il noleggio a lungo termine. Dopo l’exploit del 2017 (che ha fatto registrare un incremento del 20%), il long rent ha aumentato il numero dei contratti del 22% (dopo il +8,5% di gennaio): ha immatricolato 27.721 vetture contro le 22.717 del febbraio precedente.

Il comparto del noleggio a breve termine a febbraio ha fatto registrare un ulteriore balzo in avanti: +17,45%. L’incremento delle immatricolazioni dei rent-a-car a febbraio, nonostante sia questo (ed il prossimo) il mese corretto per l’inflottamento pasquale, non fa il paio con la percentuale di crescita rispetto allo scorso anno (troppo elevata rispetto alla reale domanda di noleggio) e, ancor di più, con le forzature di stock pilotate dagli OEM lo scorso anno su questo canale.

I veicoli commerciali – Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, febbraio si è mantenuto sugli stessi livelli dello scorso anno: +0,22% (sono soltanto 29 targhe in più).

Nel secondo mese del 2018 sono stati targati 13.139 LCV fino a 3,5 ton.

Le immatricolazioni dirette dei privati e delle aziende rappresentano il 64,19% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 25,80%.

Il breve, invece, occupa una quota del 3,26% ma, mentre quest’ultimo è in leggera crescita, il NLT ha perso quasi 2 punti di share.

Massiccio, come sempre, il ricorso alle auto-immatricolazioni da parte dei dealer: oramai costituiscono il 6% dell’intero mercato LCV.

Modesto, invece, il contributo di “demo” e km zero degli OEM: a febbraio soltanto 69 unità.

mercato revisioni: immatricolato febbraio 2018Ultimi tre giorni (clicca per allargare la tabella) 

La dimostrazione che le quote delle auto-immatricolazioni continuano a essere in forte crescita si evince anche dall’analisi delle targhe registrate negli ultimi tre giorni lavorativi di febbraio: il 45% del totale delle immatricolazioni è stato realizzato dal 26 al 28 del mese: sono ben 87.210 targhe “last minute”.

Ma nonostante la pressione di questa forzatura, il mercato dell’auto a febbraio ha chiuso con il segno meno.

La tabella allegata a questo comunicato, che evidenzia i numeri delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni, è costruita secondo lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che con i loro volumi “fanno” l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20%.

Nel secondo mese dell’anno il costruttore che ha targato i maggiori volumi negli ultimi tre giorni è stato Lancia (59,76% del totale delle immatricolazioni), seguito da Alfa Romeo (58,55%) e da Fiat (57,65%). Tra i “virtuosi”, invece, Kia (18,79%), Dacia (23,42%) e Skoda (25,59%).

Sempre secondo tradizione, ti riporto il grafico che mostra assieme le curve di tendenza del revisionato, del radiato e dell’immatricolato.

mercato revisioni -trend revisionato-radiato-immatricolato

Le revisioni (linea rossa) si stanno ancora tenendo sotto la linea di supporto dell’imbuto e si muovono lateralmente;

Le radiazioni (linea gialla) sono in crescita e la proiezione (freccia gialla) mostra un trend in aumento.

Le immatricolazioni* (linea blu), sono da tempo in crescita ma, da inizio anno, stanno rallentando.

*la curva delle immatricolazioni è traslata di quattro anni per evidenziare l’impatto sul mercato revisioni

Interessante vedere come l’andamento sia positivo ma che, per il momento l’impatto di un volume crescente di immatricolato a partire dal 2014 sia vanificato da un volume maggiore di radiazioni che persiste da fine 2016.

Questo movimento procederà, probabilmente, sino a maggio 2020 quando, se non avviene qualcosa di importante, le immatricolazioni saranno finalmente superiori alle radiazioni e potremo dire che la fase recessiva sarà terminata.

Tuttavia, non vedremo drastici cambiamenti di tendenza sino a metà 2021; nel secondo semestre di quell’anno le revisioni dovrebbero aumentare fortemente e l’anno si chiuderà con volumi record.

Nel 2022 avremo una nuova inversione verso il basso (come si può notare dalla curva blu che flette nella parte finale); ciò però sarà dovuto all’effetto anni pari-anni dispari. 

Come ho scritto già più volte, chi si sarà preparato per tempo in termini di organizzazione e marketing e agirà in anticipo, avrà un vantaggio competitivo non da poco; gli altri staranno a guardare.

Ciò che non smette di crescere nel Mercato Revisioni è il numero dei centri

Chiudiamo l’analisi, come sempre, dando un occhio all’andamento dei centri in Italia.

mercato revisioni: andamento centri auto febbraio 2018

L‘avevo detto lo scorso mese: quel meno quattro era solo un fatto “tecnico” e non dovevamo farci illusioni che, finalmente, il mercato iniziasse a ridimensionarsi.

Molto probabilmente parecchi centri erano solo temporaneamente fermi per lavori di ammodernamento ed erano in numero superiore ai nuovi ingressi di gennaio; da qui la somma in negativo.

Adesso tutti o quasi tutti sono rientrati sul mercato, assieme ad altri 16 nuovi operatori e il trend ha ricominciato a salire.

D’altronde non c’è da sorprendersi: avere un centro di revisione sembra essere la panacea di tutti i mali per i meccanici che credono, così, di ottenere chissà quali aumenti di lavoro e di fatturato.

mercatoo revisioni: andamento centri moto febbraio 2018

Per i centri moto la crescita non si è mai interrotta neppure per motivi tecnici: a febbraio ne sono entrati altri 17 o, più probabilmente, si tratta di centri che già operavano con le auto e che hanno messo la linea moto per ampliare l’offerta.

Bene, questo è quanto.

Hai notato che ci sono dei banner pubblicitari? Ti spiego perché.

Per anni ho respinto l’idea di avere pubblicità sul mio blog; questione di indipendenza e terzietà.

Osservatorio doveva vivere grazie agli abbonati ai report QuattroDueDue, agli studi personalizzati di Ingiusto Vantaggio, alle consulenze e ad altri importanti progetti come il circuito Revùltra che, per ora, sono nel congelatore perché lanciarli costa ma, soprattutto, perché temo che non verrebbero capiti per la loro natura rivoluzionaria.

Purtroppo, lo dico con rammarico e amarezza, le cose non stanno andando come avevo pianificato e sperato.

Non mi sorprendo se i centri piccoli non considerano l’abbonamento; in fin dei conti non sono loro il mio target principale.

Mi sorprendo invece dei molti centri medio-grandi e grandi che mi seguono da tempo e che sono perfettamente in target.

Questione di soldi? Non credo proprio.

Quando hai un centro – se non due o tre – focalizzato al 100% sulla revisione veicoli e fai migliaia di revisioni all’anno, 97 euro non sono un problema, non possono esserlo.

Mi capita spesso di vedere pubblicità di questi centri che investono migliaia di euro in marketing.

Vado a vedere il loro sito e la loro pagina Facebook e noto che sono esattamente clienti target come il 90% di chi è già abbonato: migliaia di revisioni all’anno, uno o più centri che fanno davvero revisioni e che non sono un’appendice di un’officina, pianificazione dell’attività di marketing a livello territoriale e adeguati investimenti in comunicazione.

Ma poi vedo dai miei Data Base che loro non sono abbonati.

Come se l’analisi del mercato fosse un qualcosa di inutile e poco importante per loro e non riesco a capacitarmi: eppure i loro “pari” stanno ottenendo benefici dai miei dati altrimenti, perché i primi che si sono abbonati quando è nato QuattroDueDue starebbero rinnovando l’abbonamento per la quarta volta, quest’anno?

E’ anni che mi tormento il cervello nel tentativo di capire il perché di questo rifiuto ma non ci sono ancora arrivato.

Alla fine sono invece arrivato davanti a un bivio: o getto la spugna, ringrazio chi mi ha dato fiducia e saluto tutti, oppure cerco altre strade per generare fatturato.

Alla fine ho ceduto alla pubblicità, se voglio che Osservatorio continui a vivere (e io voglio che viva).

Per ora quelli che vedi sono banner miei ma spero di avere presto degli inserzionisti.

Se non funzionerà neppure questa strada allora vi saluterò tutti quanti per davvero.

Alla prossima.

 

 

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