Il Mercato Revisioni Italia a gennaio 2018 è partito alla grande: ben 50.000 revisioni auto in più del previsto. Ma attenzione prima di festeggiare: casualmente a dicembre 2017 mancavano più o meno gli stessi volumi. Revisioni Fantasma? Smemorine? Futtitinni? O più semplicemente MCTC ha chiuso i battenti per le festività prima di completare le estrazioni dei dati e ha caricato i volumi mancanti sul 2018?  

Non era neppure lontanamente prevedibile, eppure è successo: a gennaio sono state registrate 1.216.713 revisioni auto e 60.140 revisioni moto.

A gennaio 2016 erano state 1.179.448 e 54.401, rispettivamente.

Le mie previsioni davano un inizio anno a 1.166.977 revisioni auto e 51.315 revisioni moto.

In sintesi, va registrata una differenza di +37.265 (+3,2%) su gennaio 2016 e +49.736 (+4,3%) sulle mie previsioni per le auto e di +5.739 (+10,5%) sul 2016 e +8.825 (+17,2%) sulle previsioni per le moto.

Mercato Revisioni Auto Gennaio 2018

Mercato Revisioni Moto gennaio 2018

La proiezioni di questi valori danno un revisionato totale di fine anno assolutamente irrealistico, stimando una differenza rispetto alla previsione di quasi 600.000 revisioni auto e oltre 300.00 revisioni moto.

Anche considerando che a gennaio 2018 ci sono stati 23,5 giorni lavorativi (22 + 3 mezzi sabati) contro i 21 di gennaio 2016 (19 + 4 mezzi sabati) è dura accettare un simile risultato

Nota: come sai, io ritengo che, a differenza del mercato del nuovo e dell’usato, nel mercato revisioni i giorni lavorativi non dovrebbero essere rilevanti perché il numero di veicoli da controllare è fisso indipendentemente dal numero di giorni a disposizione – fatte salve possibili revisioni tardive che recuperano il ritardo e aumentano il volume previsto o le radiazioni in calo o crescita che lo alzano o lo abbassano.

Questi valori mi sembravano così strani che, prima di pubblicarli, ho scritto alla Direzione Generale per la Motorizzazione – Divisione 7 – Centro Elaborazione Dati per avere conferma.

Conferma che mi è stata data, addirittura con un commento che mi lascia davvero basito e mi ha fatto scattare il campanello d’allarme per i dati di gennaio:

Ho provveduto a riestrarre il report relativo alle revisioni effettuate nel mese di gennaio 2018 e i dati ottenuti sono analoghi a quelli a Lei inviati (riscontro un leggero aumento dovuto al differimento temporale delle due estrazioni).

Cosa significa l’ultima frase: “Un leggero aumento dovuto al differimento temporale delle due estrazioni“?

Significa che i dati sono stati estratti prima che tutti i dati di gennaio venissero caricati e validati dal sistema informatico (e in effetti MCTC questo mese è stata velocissima a mandarmi i dati).

Questo significa anche che a febbraio verranno caricati i numeri mancanti di gennaio e ciò, dal punto di vista di chi studia il mercato, è una grave manchevolezza perché significa stravolgere tutte le serie storiche e la bontà delle previsioni attuali e future.

E’ come dire: “Vabbè, i dati non sono completi ma chi se ne frega. Tanto chi vuoi che se ne accorga?” 

A questo punto, guardando i valori, mi è sorto un dubbio e sono andato a controllare il 2017.

Mercato Revisioni Auto Dicembre 2017

Come avevo scritto nelle analisi mensili del Mercato Revisioni Italia dei mesi scorsi, c’era quel valore ripetitivo di circa 50.000 revisioni mancanti che mi disturbava da luglio in poi.

Possibile che davvero le Revisioni Futtitinni del periodo estivo non venissero mai recuperate?

E’ piuttosto possibile che MCTC, mese dopo mese, per qualche ragione a me ignota, abbia caricati le 50.000 mancanti del mese precedente e omesso altre 50.000 revisioni di fine mese?

Vuoto per pieno, sono le revisioni che si fanno in tre giorni e tre giorni sono esattamente quelli necessari al sistema per ricevere, validare e archiviare i dati; se chiudi le rilevazioni in anticipo devi poi trasferire il mancante al mese dopo.

Da mesi, d’altronde (e i miei abbonati lo sanno bene) i dati da Roma arrivavano con una tempestività mai vista, tant’è che ero riuscito a ottenere di pubblicare i miei report QuattroDueDue in media entro il 10 del mese contro il 15 di solo due anni fa, quando i dati MCTC me li faceva avere tra l’8 e il 10 del mese.

Tra l’altro esiste già un precedente: nel febbraio 2014 MCTC aveva registrato un valore molto più basso dei valori storici di quel mese che ha influenzato tutta l’analisi del mercato revisioni due anni dopo.

Pertanto, pur lasciando il dato così com’è, io propendo per un valore di almeno 61.000 revisioni in meno su gennaio e 61.000 in più su dicembre 2017 e, visto che a gennaio ritengo ne siano state caricate solo 50.000, mi azzardo a dire che febbraio registrerà almeno 11.000 revisioni in più del previsto.

Tra l’altro, se ci fosse stato veramente un tale aumento, il mercato in qualche modo lo avrebbe avvertito, invece i diversi centri da me interpellati mi hanno tutti, dico tutti, dichiarato di avere subito un calo rispetto a gennaio 2016 dell’ordine del 2-3%, più o meno in linea con le mie previsioni e con l’aggiunta di una maggior (nuova) concorrenza locale che ha sottratto loro volumi. 

Per le moto e motocicli la situazione è più difficile da determinare perché a dicembre 2017 mancavano ben 46.000 revisioni sul previsto ma oramai sono arrivato alla conclusione che chi ha una moto o un ciclomotore va in revisione se e quando se ne ricorda, dato che non esiste una regolarità statistica oramai consolidata.

Mercato revisioni moto 2017

Guardando i dati di cumulato della riga “differenza con le previsioni del 2017” mi viene da dire che le quasi 9.000 revisioni in più di gennaio altro non sono che revisioni di dicembre che, se fossero state debitamente registrate, avrebbero tenuto la differenza tra effettivo e previsioni attorno a – 37.000 che, probabilmente, è il vero calo del mercato revisioni moto dello scorso anno.

Però, tornando alle revisioni di gennaio, facciamo finta che MCTC non si sia sbagliata e che queste sono davvero tutte revisioni che sono arrivate nei centri a gennaio (ma i centri non se ne sono accorti).

In fin dei conti, sempre più articoli di cronaca locale riportano della pesca a strascico che le Polizie Locali stanno facendo con i vari Targa System, mietendo sempre più vittime tra gli automobilisti privi di revisione che, successivamente, pagata la multa, vanno a farla al centro più vicino.

A dicembre, probabilmente, in occasione delle feste natalizie le persone si sono mosse e, pur sapendo che dovevano fare la revisione, se ne sono sbattute allegramente le palle e sono partite per venire poi beccate dai dispositivi di rilevamento targhe, finire sanzionate e andare a fare la revisione meste e incazzate a gennaio.

Però, prima di poter dire ciò, visto che sono malfidente quando si parla di numeri, vediamo cosa è successo dal lato delle radiazioni a gennaio 2018.

Scrive ACI sul suo report mensili Auto Trend:

Inizio d’anno in ampio aumento per le radiazioni di autovetture: si è registrato un incremento del 34,4% rispetto a gennaio dell’anno precedente, grazie in particolar modo alle quasi 30.000 radiazioni d’ufficio effettuate per conto della Regione Lazio a gennaio (infatti le demolizioni sono risultate in crescita dell’8% e le esportazioni di quasi il 19%), con 166.437 pratiche contro le 123.829 di gennaio 2017 (Nota: che diventano 184.293 considerando anche i commerciali leggeri).

Il tasso unitario di sostituzione è stato pari ad 1,02 nel mese di gennaio (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 102) ma al netto delle radiazioni d’ufficio sarebbe stato pari a 0,84.

Crescita esplosiva per le radiazioni dei motocicli con una variazione positiva dell’86,5% (anche in questo caso generata dalle quasi 7.000 radiazioni d’ufficio presentate a gennaio 2018) e 17.160 motocicli radiati contro i 9.201 di gennaio 2017 (Nota: che diventano 21.038 considerando anche i ciclomotori).

Per i veicoli in genere è stato, infine, rilevato un rialzo del 39,1% con 203.134 radiazioni rispetto alle 145.986 del corrispondente mese del 2017.

Considerando la giornata lavorativa in più di gennaio 2018 rispetto a gennaio 2017, le suddette variazioni positive calano a +28,3% per le autovetture, +78% per i motocicli e +32,8% per tutti i veicoli.

Pertanto, a leggere quanto dichiara ACI, verrebbe da supporre che le radiazioni hanno avuto un notevole impatto sulle revisioni e che queste, anziché salire, sarebbero dovute calare.

Una nuova tabella che inauguro quest’anno ci aiuta a stimare l’impatto del radiato e a calcolare quante revisioni anomale ci sono state rispetto alla previsione (clicca sulla tabella per allargarla).

Mercato Revisioni _ Stima impatto del radiato sul revisionato auto gennaio 2018

Provo a spiegartela prima di discuterla: come sai il revisionato di un anno è dato dalla somma del revisionato di due anni prima, più l’immatricolato di quattro anni prima, meno le radiazioni dei veicoli che devono andare in revisione nel periodo.

I primi due dati sono noti e certi mentre le radiazioni sono frutto di una stima.

Ora, io ho stimato per il 2018 un totale di 1.622.000 radiazioni autoveicoli e ne ho ipotizzato la calendarizzazione mensile che vedi in tabella; per gennaio il valore è di 140.721 radiazioni auto + commerciali leggeri.

ACI mi dice che le radiazioni a gennaio sono state 184.293, cioè 43.572 in più della mia stima. 

E’ vero che ci sono state 30.000 radiazioni d’ufficio ma di quelle ne teniamo conto alla fine.

Sempre a livello di previsione, per le revisioni di gennaio la mia stima dava 1.166.977 autoveicoli.

Da qui sottraiamo le radiazioni in più del previsto (-43.572) e otteniamo la previsione delle revisioni che avrei ottenuto se avessi saputo in anticipo quante radiazioni ci sarebbero state effettivamente: questo valore è di 1.123.405.

Confrontando il dato con le revisioni effettive (1.216.713), per differenza ottengo il valore di 93.308.

Queste sono le revisioni fatte in più dopo che ho scontato l’effetto delle radiazioni.

Quindi la mia conclusione è questa: il Mercato Revisioni Italia è in realtà calato a causa di un maggior numero di radiazioni nel mese di gennaio, confermando che siamo nella fase acuta della recessione, però il totale è aumentato per effetto di revisioni del 2017 non fatte o, come ritengo io, non registrate correttamente da MCTC per un totale di circa 63.000 unità.

Perché 63.000? Veniamo alle radiazioni d’ufficio della Regione Lazio: 30.000.

Non so a cosa si riferiscano ma non essendo distribuite a livello nazionale, probabilmente si riferiscono a veicoli della regione che non esistono più ma che restavano da tempo immemore nei registi dell’ACI. 

Sottraiamo questo valore dal totale di 93.000; otteniamo 63.000 che, guarda caso è quasi pari alle 61.657 revisioni in meno  con cui si è chiuso dicembre 2017.

L’ulteriore differenza di circa 1.400 revisioni potrebbe essere data effettivamente da Revisioni Fantasma, Smemorine o Futtitinni.

Infine, dato che gennaio 2018 è superiore al previsto di quasi 50.000 revisioni e che MCTC mi scrive che da una seconda estrazione è emerso un valore più alto, credo proprio che a febbraio ci troveremo almeno 11.000 revisioni in più rispetto a quelle che saranno in effetti state fatte nel mese.

NOTA per gli abbonati: a questo punto tenete buona la previsione che trovate nella Sezione 1a e la relativa calendarizzazione della Sezione 1b e ignorate la proiezione della Sezione 2.

Ti è venuto mal di testa a seguirmi? Sapessi a me a cercare di capire cosa diavolo era successo.

Ovviamente solo a febbraio sapremo se ho intuito giusto o se ho scritto solo delle boiate pazzesche.

Brevemente le radiazioni moto e il loro impatto sul revisionato.

Non ti ripeto tutto il ragionamento. Mi limito a dire che ci sono state 13.401 revisioni di troppo e che queste potrebbero essere parte delle 46.493 mancanti a dicembre 2017. Se però tolgo le 7.000 radiazioni d’ufficio della regione Lazio, scendo a 6.400. A questo punto mi mancano 40.000 revisioni da spiegare. Purtroppo non ho una soluzione, tranne notare che storicamente, un 2% dei motociclisti, specie i ciclomotoristi, non fa la revisione nell’anno di competenza. 

Avrai forse notato che questa volta non sono partito dall’analisi delle immatricolazioni da quella delle radiazioni.

Il motivo è che le immatricolazioni non influiscono sul revisionato attuale – se non nella misura che sono accompagnate da permute che poi si trasformano in radiazioni – ma su quello futuro a quattro anni.

E’ comunque sempre interessante sapere con anticipo come potrà essere il Mercato Revisioni di domani (in fin dei conti il motto di Osservatorio Revisione Veicoli non è forse “conoscere il presente, anticipare il futuro“?).

Riporto allora l’estratto del comunicato stampa di Dataforce per il mercato del nuovo di gennaio 2018.

A gennaio il mercato dell’auto (Passenger Cars), ha chiuso il bilancio in positivo del 3,54%, confermando il trend di crescita del 2017, sebbene in tono leggermente minore rispetto ai mesi passati.

Ma a far volgere il mercato verso il segno “più” sono state soprattutto le quasi 27.000 km zero (e “demo”) immatricolate a gennaio, con una crescita, rispetto al primo mese del 2017, del 27%.

I concessionari hanno auto-immatricolato a gennaio 18.524 vetture (+29,10%). Le Case costruttrici 8.237 (+24,75%).

Le nuove targhe di vetture a gennaio sono state 177.965, contro le 171.875 del gennaio 2017.

Oltre 6.000 targhe in più, quindi, anche se l’incremento, come detto, è ascrivibile in gran parte alle km zero.

Mancano invece all’appello le vendite di auto nuove ai privati: una contrazione che inizia a essere allarmante (-6,4%, cioè oltre 7.000 targhe in meno), a riprova del fatto che i privati stanno passando in massa all’acquisto di km zero, che trovano più convenienti rispetto agli sconti praticati sul nuovo.

Nel primo mese dell’anno, invece, le vendite aziendali (acquisti diretti e leasing) sono andate bene: +17,08%, per complessive 8.528 unità immatricolate. 

In crescita anche il noleggio a lungo termine. Dopo l’exploit del 2017 (che ha fatto registrare una crescita del 20%) il long rent a gennaio ha aumentato il numero dei contratti dell’8,5% (quindi circa il doppio rispetto al mercato nel suo complesso): ha immatricolato 24.234 vetture contro le 22.336 del gennaio precedente.

Il comparto del rent-a-car a gennaio ha fatto registrare l’ennesima impennata: +32,75%.

L’incremento delle immatricolazioni del noleggio a breve a gennaio appare comunque anomalo considerate lo forti operazioni di stock pilotate dalle case auto dalla scorsa estate su questo canale, vetture per lo più rimaste ferme nei piazzali.

A gennaio, ci si sarebbe atteso un risultato inferiore rispetto al 2017, ipotizzando che una parte di questo stock venisse “inflottato” nel business del breve, invece vediamo molte più targhe… Dove sono finite tutte le vetture delle forzature 2017 nel canale RAC, forse vendute a commercianti senza nemmeno fare un giorno di noleggio? Esportate? Ne sapremo qualcosa di più nei mesi a venire.

Passando all’analisi del comparto veicoli commerciali leggeri, gennaio è stato il mese del ritorno all’attivo: +8,41%. Nel mese d’esordio del 2018 sono stati targati 12.480 LCV fino a 3,5 t. (circa 1.000 in più).

Le immatricolazioni dirette dei privati e delle aziende rappresentano il 63,7% delle vendite totali, mentre il noleggio a lungo termine ha raggiunto una market share del 27%.

Il breve, invece, occupa una quota del 2,45%%. Ma mentre quest’ultimo è stabile, il NLT ha perso quasi 3 punti di share.

Massiccio, come sempre, il ricorso alle auto-immatricolazioni da parte dei dealer: +34,8% a gennaio, e ancora più elevato il ricorso alle km zero da parte delle Case: +658%, ma si tratta di piccoli numeri.

Ultimi tre giorni – La dimostrazione che le quote delle auto-immatricolazioni continuano a essere in forte crescita si evince anche dall’analisi delle targhe registrate negli ultimi tre giorni lavorativi di gennaio: il 41,94% del totale delle immatricolazioni è stato realizzato dal 29 al 31 del mese.

Delle 80.000 targhe “last minute”, ben 45.000 sono state assegnate il 31: il che conferma la tendenza dei costruttori di forzare la mano per ottenere a tutti i costi un gennaio col segno più.

La tabella allegata a questo comunicato, che evidenzia i numeri delle immatricolazioni degli ultimi tre giorni, è costruita secondo lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che con i loro volumi “fanno” l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20%.

Chiudo quindi questa parte dell’analisi con un grafico composito che ho utilizzato la prima volta il mese scorso e che ho deciso di adottare da oggi in poi, perché mostra come potrebbe essere il mercato revisioni Italia nei prossimi quattro anni.

Mercato Revisioni trend

L’impatto delle radiazioni (linea gialla) è evidente e sta iniziando progressivamente a equilibrare i volumi di immatricolato accumulatisi negli ultimi anni grazie soprattutto alle auto-immatricolazioni di concessionari e case auto (linea blu).

D’altronde non è una novità, perché lo avevo predetto da tempo che questo allegro andazzo non poteva durare per sempre.

Dal grafico mi viene da confermare la previsione di anno record per il 2021 (anche se il volume è attenuato rispetto alle precedenti previsioni di fine anno) mentre è altamente probabile che il 2022 sarà invece un anno di assestamento.

Chi saprà attrezzarsi per tempo ne beneficerà, chi continuerà ad operare come fa oggi si troverà a pedalare in salita.

Il motivo è noto: i centri saranno di più di quelli attuali e vanificheranno i benefici di un mercato revisioni ricco.

Vediamo pertanto, in chiusura, come si sono comportati i centri auto e moto a gennaio.

Allora, a livello totale siete arrivati a 8.746 però, come sai, io preferisco scindere i centri tra auto e moto per avere un dato più realistico.

Mercato Revisioni - Centri auto a gennaio 2018

I centri revisione auto a gennaio 2018 erano 8.696 contro gli 8.700 di fine 2017.

Non farti però ingannare dal calo di 4 unità rispetto a dicembre: non è iniziato il calo che tutti ci augureremmo (salvo ovviamente chi produce e vende attrezzature o software).

Personalmente ritengo si tratti solo di centri che hanno temporaneamente sospeso l’attività, probabilmente perché stanno istallando anche la revisione moto.

Che l’aggiunta di una linea di revisione moto sia diventata quasi un obbligo per molti me lo dice la tabella che segue e che indica i centri di revisione moto a gennaio.

Mercato Revisioni - centri moto a gennaio 2018

Come puoi vedere mentre i centri auto segnano un meno 4, quelli moto sono cresciuti di 8 unità.

Certo, rispetto al 2017 siamo ben lontani dai 20 e passa nuovi centri aperti ogni mese (e dai 30 per le auto).

Però non mi illudo che la crescita si sia arrestata anzi, mi aspetto una nuova ondata di aperture: mi è infatti capitato di recente di leggere due articoli dove si parlava di due network di officine che hanno come strategia per i loro associati l’inserimento del centro di revisione.

Ennesima riprova che i manager dell’aftermarket di revisioni non ne capiscono nulla ma, trovandosi probabilmente a corto di idee per portare clienti in officina, non sanno fare di meglio che consigliare ai loro affiliati di aprire un centro di revisione.

Ma di questo magari ne parlo meglio in un altro articolo ad hoc.

Per oggi direi che è sufficiente.

Ti saluto ricordandoti che sarebbe molto utile per il tuo lavoro avere i dati a livello provinciale e comunale e non solo accontentarti di una sintesi del mercato revisioni a livello nazionale.

Il perché è ovvio: ogni provincia si muove in modo differente tant’è che la situazione descritta sopra in certe aree del Paese non si è verificata o è stata differente.

Ti ricordo che l’abbonamento a QuattroDueDue costa solo 8,08€ al mese ma che il valore che ti offro è enormemente superiore.

Scrivo questo fondamentalmente per dovere e rispetto verso Osservatorio Revisione Veicoli, anche se sono certo che sarà l’ennesimo messaggio inutile che rivolgo ai titolari di centro di revisione che mi leggono, soprattutto ai molti che  fanno migliaia di revisioni all’anno e che dei miei dati ne avrebbero bisogno come il pane.

Io ce la metto tutta per darti del valore ma se tu lo rifiuti sistematicamente prima o poi dovrò gettare la spugna perché sto iniziando a sentirmi un po’ stupido a continuare a produrre e proporre qualcosa che interessa solo una sparuta minoranza lungimirante.

Purtroppo, mentre scrivo queste parole, so già che anche questa volta il mio invito non smuoverà gli animi, oramai fossilizzati in una quotidianità che non consente di uscire dalla propria zona di confort e non ammette cambiamenti di prospettiva né innovazioni nel modo di lavorare.

Peccato.

Alla prossima.


 

 

 

 

 

 

 

Condividi

Condividi questa pagina con i tuoi amici