Vuoi sapere come omaggiare i tuoi clienti con buoni carburante da 30 euro e oltre? Vuoi fottere i tuoi concorrenti locali abbassando la tariffa di Revisione a tal punto che loro non potranno reagire, neppure volendo? Vuoi metterlo in quel posto a Stato e Fisco, abbattendo le tasse sul reddito? Ma soprattutto: vuoi guadagnarci due volte da questa operazione? Ecco cosa devi fare.

Dì la verità: quanto ti mandano in bestia quelli che offrono sconti od omaggi a chi fa la revisione?

Soprattutto quelli che regalano buoni carburante a botte di 10 – 15, persino 20 euro come se fossero noccioline?

Quello che non capisci è com’è possibile farlo; com’è possibile “starci dentro”, perché tu, con tutta la tua buona volontà, non potresti regalare somme simili, anche se lo volessi. 

Ti sei sempre detto: “Eh, il trucco è semplice: prima scontano la tariffa ma poi fanno pagare le riparazioni e, come minimo, vanno alla pari. Magari si inventano pure dei difetti inesistenti, tanto molti clienti non capiscono nulla di auto.” 

Poi, un giorno, lo sconto sulla Tariffa di Revisione va oltre ogni limite ipotizzabile e arriva a 30 euro e chi lo fa è un centro senza officina, un c.d. “centro puro”.

E allora lì inizi a scervellarti, perché un centro puro non può recuperare con l’officina, visto che non ce l’ha.

E anche se ce l’avesse le riparazioni non possono certo limitarsi alle lampadine o ai tergicristalli; devono essere di parti di ricambio importanti e costose e non è sempre facile inventarsi riparazioni costose su tutte le vetture.

Tu sai che il trucco c’è anche in questo caso e che, anzi, quasi sicuramente s’è sotto una mezza truffa, però non ci arrivi a vederla o a immaginarla, perché, se sei come me, non riesci a pensare in termini disonesti.

Parlo per me: sarà colpa di mia madre, che mi ha inculcato il concetto di onestà, o di mio padre, che mi parlava di etica (sì, lo so, roba da fessi, in Italia), non so. Il risultato è che io non sono mentalmente predisposto a fregare il prossimo.

Pertanto, quando ho saputo che due centri della provincia di Fermo davano addirittura 30 euro per ogni revisione, sono andato fuori di testa, perché non riuscivo a trovare il bandolo della matassa.

Continuavo a non capire come fosse possibile lavorare con soli 15€ lordi senza andare in fallimento nell’arco di qualche mese.

Hai voglia a fare conti. ” Allora: se scontano 30 euro, per recuperarli devono incrementare i loro volumi del 200%, cioè di 3 volte, solo per pareggiare la situazione di partenza. Impossibile da un punto di vista del Conto Economico e del loro mercato provinciale, specie in una congiuntura come l’attuale.”

Poi, finalmente, grazie all’aiuto del centro che incazzato nero, aveva postato la foto di un sms con i 30€ di carburante in omaggio dato da questi due centri, ho capito l’arcano e, adesso, lo spiego anche a te.

Se seguirai le miei facili istruzioni, non dovrai più preoccuparti di far quadrare i conti: centro pieno, revisioni a tariffa piena e concorrenti annientati. Garantito!

La ricetta segreta della Banda Bassotti per scontare la Tariffa di Revisione di 30€, guadagnare comunque 45€ per ogni revisione e fare pagare ai contribuenti l’omaggio regalato ai clienti. 

Tariffa di Revisione: il trucco della banda BassottiPremetto una cosa importante: non farò nomi.

Né dei furbetti coinvolti nel giochino, né del centro che mi ha inviato la documentazione con cui ha denunciato la faccenda a MCTC e Provincia.

Il motivo è semplice: nel primo caso, pur essendoci a mio avviso tutti gli estremi della frode fiscale, non ho intenzione di trovarmi impegolato in una denuncia e in un processo; nel secondo, voglio rispettare la privacy del tuo collega.

Non è che tiro il sasso e nascondo la mano.

Il fatto è che non ho né tempo né denaro per una causa legale e poi, ho visto come la denuncia del tuo collega non solo non ha sortito alcun risultato utile ma anzi, gli si è addirittura ritorta contro (poi vedrai come).

Però di come è articolato il meccanismo truffaldino, quello sì, te lo voglio raccontare.

Se poi, i soggetti coinvolti dovessero mai leggermi e riconoscersi e attaccarmi, allora non avrò la minima remora a pubblicarne i nomi, visto che, venendo allo scoperto avranno dimostrato di avere la coscienza sporca e di confermare quanto scritto qui.

Quindi, venendo al punto: come puoi omaggiare 30 euro ai clienti, guadagnarne comunque 45 per revisione e far pagare il tutto allo Stato?

Primo passo: costituire la Banda Bassotti

Ricorda: devi avere una squadra affiatata attorno a te. Ecco cosa ti serve:  

  1. 1 centro di revisione con propria Partita IVA, meglio se “puro”; se i centri sono due, il business raddoppia ma servono ulteriori membri della banda, dei punti 2) e 3);
  2. 1 scuola guida con propria Partita IVA che possieda decine di autovetture, magari pure autotreni e corriere. Meglio se le scuole guida sono più d’una, collegate tra loro, in modo da disporre di più veicoli;
  3. 1 Agenzia Pratiche Auto che fornisca i dati delle vetture in scadenza revisione e i numeri di cellulare degli automobilisti a cui inviare gli SMS promozionali. Meglio se le Agenzie sono tante, così aumenta il numero di nominativi da contattare;
  4. 1 stazione di servizio compiacente a cui indirizzare i clienti per l’utilizzo del buono carburante;
  5. 1 piattaforma di web marketing, con cui inviare gli SMS che promettono i buoni carburante a fronte della revisione fatta nel centro (o nei centri) di cui al punto 1). Quello usato dalla banda è: Freello.com )
  6. 1 commercialista “scafato”;
  7. 1 o più agganci giusti, nei posti giusti.

 Secondo Passo: non improvvisare ma crea la giusta sequenza

Anche in questo caso, ti elenco passo-passo le azioni da fare; seguimi con attenzione:

  1. L’Agenzia Pratiche Auto estrae da suo Data Base l’elenco dei veicoli in scadenza di revisione, creando un file con le targhe e i numeri di cellulare dei clienti;
  2. L’Agenzia, per conto della scuola guida, invia il file alla piattaforma di web marketing assieme al testo dell’SMS che può essere di questo tipo: “30€ di BUONO se prenoti REVISIONE (MODELLO AUTO) (TARGA) da NOME DEL CENTRO – Numero di telefono – Buona giornata Scuolaguida PINCOPALLO”;
  3. La piattaforma effettua gli invii di SMS e fattura la campagna alla scuola guida;
  4. Il cliente interessato telefona al tuo centro per prenotare la revisione e lascia i suoi dati per riceve il buono appena fatta la revisione;
  5. Arrivato al centro, il cliente ti paga la Tariffa di Revisione piena (66,88€) e riceve un buono carburante da 30€ intestato alla stazione di servizio e timbrato dalla scuola guida;
  6. Il cliente si reca alla stazione di servizio, firma il buono e lo consegna al benzinaio che provvede al rifornimento;
  7. Successivamente il benzinaio registra l’importo sulla carta carburante della scuola guida, dove vengono segnati i rifornimenti delle vetture usate per le lezioni di guida e degli altri veicoli utilizzati per uso professionale (non promiscuo) e, a fine mese, emettere fattura alla scuola guida;
  8. La scuola guida registra sia la fattura della campagna SMS che del carburante. Entrambi i costi sostenuti sono INTEGRALMENTE DEDUCIBILI perché i primi sono costi di marketing mentre i secondi sono inerenti all’attività specifica della scuola guida.

Terzo passo: tirare le somme e vedere chi guadagna e chi perde

A fine anno vanno tirate le somme, in modo da capire chi ha guadagnato (e quanto) e chi a perso. Questo serve anche per affinare la strategia per l’anno successivo.

Se tutto è andato secondo i piani, ecco cosa dovrebbe accadere:

  1. il tuo centro si ritrova con un fatturato elevato, però ha anche costi fissi elevati che riducono di parecchio l’imponibile e, quindi le tasse da pagare. Il tuo vero guadagno sta nell’aver preso un sacco di clienti a costo zero, fatturato la Tariffa di Revisione piena e messo in difficoltà i centri concorrenti. Come titolare (o titolari), beneficiando di incassi elevati e di forte liquidità, potrai darti dei compensi più lauti di quanto faresti in condizioni normali oppure, se vuoi, potrai inventarti nuove spese (meglio se personali) da scaricare sul Conto Economico del tuo centro. 
  2. La scuola guida, invece, portando in deduzione migliaia di euro di costi di carburante, ottiene il risultato di abbattere fortemente l’utile aziendale. Il suo guadagno, in pratica, è duplice: paga molte meno imposte e, con quei soldi risparmiati, finanzia un’attività collegata a costo zero. Utilizzando il denaro che sarebbe andato al fisco, scarica sullo Stato e, quindi, su di noi contribuenti, l’onere di compensare le sue mancate imposte.  
  3. L’agenzia pratiche auto guadagna fatturando la fornitura degli elenchi di targhe e cellulari alla scuola guida per gli SMS.
  4. Il benzinaio, va da sé, guadagna dai maggiori volumi di carburante venduto.
  5. I clienti guadagnano pagando la revisione solo 36,88€.
  6. Qualcuno dei tuoi agganci giusti nei posti giusti riceverà a sua volta un compenso (e mi sembra giusto: ecché, guadagni solo tu?)
  7. I tuoi concorrenti locali lo prendono in culo (scusa il francese, ma ci voleva).

PENSI ANCORA CHE NON SIA POSSIBILE SCONTARE 30€ DALLA TARIFFA DI REVISIONE, GUADAGNANDOCI?

Tariffa di revisione: scontare 30€? Yes we can

Inizia oggi stesso a cercare un’agenzia pratiche auto, una scuola guida e un benzinaio con cui condividere questa fantastica iniziativa.

I guadagni sono elevati e costanti nel tempo, per tutti!

E poi avrai dei clienti assolutamente felici e soddisfatti che non vedranno l’ora di tornare nel tuo centro per un’altra revisione! Senza dimenticare il passaparola!

E i concorrenti? Si fottano!

A proposito dei concorrenti: temi possano scrivere a MCTC o alla Provincia, denunciando quello che fai e chiedendo interventi sanzionatori nei tuoi confronti?

Non temere; ti racconto com’è andata al tuo collega di Fermo che ci ha provato.

Per prima cosa ha scritto a mezzo mondo: Motorizzazione Civile, CNA, Confartigianato, Provincia di Fermo, pure a Dekra! (sì, a Dekra, cioè a me, perché al tempo ero ancora io il DG ma, giuro, non me la ricordo ma poi, #chemmenefregaammè, mica era un mio affiliato), denunciando i centri che offrivano 20 euro di buoni benzina e chiedendo un intervento che fermasse questa pratica, a suo dire, “poco professionale” (Tsè, presuntuoso e arrogante!).

Motorizzazione di Ascoli Piceno ha riposto dicendo di aver più volte segnalato alla Provincia di Fermo delle ripetute denunce da parte dei centri marchigiani in merito agli sconti sulla Tariffa di Revisione.

MCTC ha riportato la nota prot. 1360M366 del 06.09.2001 del DTT Mot3, in cui si citavano le considerazioni del Garante della Concorrenza e del Mercato che ammettevano la pratica di offerte promozionali sulle prerevisioni o sulle riparazioni o sui servizi aggiuntivi alla revisione stessa; aggiungeva però, che, sempre secondo il garante, “ferma restando la fissazione in via amministrativa della tariffa per l’attività di revisione, gli operatori del settore, nell’ambito del reciproco confronto concorrenziale, possono legittimamente attuare pratiche di fidelizzazione della clientela in occasione della scadenza della validità della revisione auto/moto, da rinnovare obbligatoriamente ogni due anni…”

Ci capisci qualcosa nell’ultima frase? A cosa si riferiscono le pratiche di fidelizzazione della clientela? Agli sconti sulla tariffa? Boh.

E’ sano burocratese per lavarsene le mani e passare la palla ad altri.

Infatti MCTC di Ascoli Piceno passava la palla alla Direzione Generale Motorizzazione, cioè a Roma e alla DGT Centro Nord e Sardegna; che se la vedessero loro e ci facessero avere indicazioni, poi vediamo il da farsi.

Figo, no? Siamo in Italia: la responsabilità è sempre di qualcun altro e, intanto, il tempo passa.

Aspetta, non è finita.

Pochi giorni dopo risponde la Provincia di Fermo che, a sua volta, si fa scudo con la stessa comunicazione del Garante della Concorrenza e del Mercato che parla di fidelizzazione della clientela e conclude escludendo irregolarità di sorta.

Anche la DG di MCTC risponde, dicendo però tutt’altro: “..si precisa che rispetto alla tariffa ministeriale di revisione auto NON sono ammessi né sconti né incrementi e quindi l’applicazione delle tariffe previste e ciascuna delle cifre che contribuiscono a formare l’importo finale, è INDEROGABILE.”

Fantastico, non credi?

I due enti preposti al controllo dei centri si contraddicono a vicenda: uno dice che gli sconti sono ammessi, l’altro sostiene che NON sono ammessi e che l’applicazione della tariffa è INDEROGABILE.

Il bello è che entrambi sostengono le loro tesi citando le stesse parole del Garante della Concorrenza e del Mercato.

Temi possibili sanzioni? Ecco cosa c’è scritto nella parte finale della risposta di MCTC:

“A riguardo nel codice della strada non sono previste sanzioni specifiche”.

Tipica situazione all’italiana: ci sono le regole ma non le sanzioni.

Quindi, se regali anche 30€ sulla tariffa di revisione, fregandotene del fatto che NON sono ammessi sconti e che l’applicazione della tariffa è INDEROGABILE, cosa pensi ti accadrà?

La risposta te la dà Cetto La Qualunque.

Quindi, vai tranquillo: non se ne esce più. Almeno sino a quando il Garante non dà una risposta chiara, definitiva e inequivocabile, smettendo di giocare con le parole e di fare l’equilibrista col burocratese.

Nota: a tal proposito, ho scritto in questi giorni una lettera al Garante della Concorrenza e del Mercato in cui chiedo di dire chiaramente e una volta per tutte se sconti e omaggi sulla Tariffa di Revisione sono leciti o meno. La trovi sulla pagina FB di Osservatorio Revisione Veicoli cliccando QUI.

Importante: c’è comunque una cosa a cui devi prestare molta attenzione.

Sempre nella parte finale della sua riposta, la DG di MCTC aggiunge:

“A riguardo nel codice della strada non sono previste sanzioni specifiche salvo l’accertamento delle frodi fiscali per le quali questo dicastero non ha competenza e per le quali potrà essere interessato l’organo competente delle Finanze”.

Ecco, questo è il punto: se fai fatturare carburante che non hai veramente utilizzato per la tua attività, scaricandone i costi sul tuo bilancio per abbattere l’imponibile e finanziare di nascosto le promozioni del tuo centro, capace che la Guardia di Finanza si inventi, minimo minimo, un’accusa di frode fiscale (esagerati!). 

Temi che qualcuno ti segnali alla Guardia di Finanza?

Gioca in anticipo: se hai gli agganci giusti nei posti giusti, ti consiglio di far arrivare un avvertimento amichevole al centro che ti dà fastidio; proprio come è successo al centro di Fermo che aveva sollevato tutto sto casino inutile. 

Dopo poco tempo, “casualmente” gli arriva una comunicazione della MCTC di Ascoli Piceno in cui lo si informa che “ a seguito di controllo telematico, questo Ufficio ha riscontrato delle discordanze su alcuni versamenti relativi al c.c. 9001. Pertanto, la Ditta è invitata a fornire esaustivi chiarimenti nonché esibire le attestazioni di pagamento dei bollettini postali di cui all’elenco allegato entro 3 gg dal ricevimento della presente.”

TAAC, cartellino giallo. Ma poi, per stare tranquillo, anche un accertamento della GdF al rompipalle male non farebbe.

E, infatti, il centro rompiscatole la visitina della GdF l’ha avuta e, quando ha fatto presente tutta quella storia, si è sentito dire dai funzionari che la cosa era di pertinenza di altri colleghi di un altro dipartimento che, però, al momento non se ne interessavano. 

Nonostante tutto, pare che questo testone non demorda e che voglia arrivare sino alla Corte dei Conti!

Intanto, ricapitolando: attento a non farti beccare per “frode fiscale”.

Ma c’è anche un’altra cosa che potrebbe crearti dei guai con la GdF se sconti la Tariffa di Revisione.

Se omaggi e pubblicizzi buoni carburante (o altro di valore), stai facendo una “Operazione a premio” che, come si legge sul sito del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) “… è un’iniziativa, avente fini anche in parte commerciali, diretta a favorire, attraverso la promessa di premi, la conoscenza di prodotti, servizi, ditte, insegne o marchi oppure la vendita di prodotti o servizi. I premi messi in palio consistono in beni, servizi, sconti di prezzo.”

Azz…pure gli sconti di prezzo. Quindi anche se non dai buoni carburante ma sconti direttamente la Tariffa a tutti, stai facendo un’operazione a premi.

E allora, che fare? Ti invito ad andare sul sito del MISE per leggere bene di cosa si tratta e come ci si deve comportare; qui mi limito a riportare alcuni punti chiave.

  1. Devi redigere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio del Regolamento dell’operazione a premio, da predisporre prima dell’avvio dell’operazione a premio e che deve indicare soggetti promotori, durata, ambito territoriale, modalità di svolgimento, natura, valore indicativo dei premi messi in palio, termine della consegna.
  2. Devi versare una cauzione a garanzia dei premi promessi, pari al 20% del valore complessivo del montepremi. La cauzione è prestata mediante deposito in denaro o in titoli di Stato presso la Tesoreria provinciale dello Stato o mediante fidejussione bancaria o assicurativa.
  3. Al termine dell’operazione devi trasmettere al Ministero una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, con firma autenticata del legale rappresentante, a mezzo della quale dichiari che l’operazione a premio si è conclusa regolarmente e che tutti i premi sono stati consegnati agli aventi diritto entro i termini.
  4. Devi scrivere un regolamento dell’operazione e devi pubblicarlo, per far sapere ai clienti dei premi e di come averli.

Una gran bella rottura di scatole.

E chi si mette lì a fare tutto sto ambaradan per qualche buono benzina? E chi tira fuori il 20% da dare in cauzione?

Nessuno, esatto, tant’è che, a oggi, nessun centro che fa sconti od omaggi ha mai messo in piedi un’operazione a premio.

Forse anche perché nessuno conosce questa regola e non sa neppure delle sanzioni se viene scoperto.

Eh, sì, sanzioni e pure pesanti, pare.

Pensa per un attimo il casino che i centri danneggiati potrebbero mettere in piedi con una semplice segnalazione alla Guardia di Finanza, che avvisi che un centro fa un’operazione a premio senza regolamento, senza cauzione, senza tutto.

Per fortuna che i centri danneggiati non sanno dell’operazione a premi, non si documentano e non denunciano, perché altrimenti, con l’aiuto di un buon avvocato, potrebbero fare un culo tanto a chi sconta e omaggia.

Bene, siamo alla fine e vediamo di tornare seri: ho volutamente scritto questo pezzo in modo ironico per sdrammatizzare  un po’.

Però la questione è seria, come avrai capito.

Cosa puoi fare? Onestamente, non lo so. Sei tu che devi darti una risposta.

Mi pare che tanti si lamentino ma pochi reagiscano, perché reagire significa poi agire, esporsi, prendere qualche rischio.

Come il tuo collega di Fermo (e pochi altri).

Puoi fregartene, ma ricorda: se non fai nulla, poi non hai diritto a lamentarti se le cose peggiorano.

Io il mio contributo lo do, scrivendo articoli come questo sia sul blog che sulla mia pagina FB e sulle riviste con cui collaboro e inviando spesso articoli ai giornali e alle riviste di settore ed extra-settore.

Vedo che molti apprezzano e mi fanno tanti complimenti; ma i complimenti da soli non bastano.

Osservatorio Revisione Veicoli ha dei costi non indifferenti di gestione che dovrebbero venire coperti dagli abbonamenti a QuattroDueDue.

Purtroppo, dopo oltre due anni, gli abbonati sono ancora troppo pochi e i fondi a disposizione sono sempre meno (e io non posso continuare a finanziare ORV sottraendo soldi dal mio reddito derivante da consulenza e formazione, solo per avere notorietà e tanti bravo e grazie per quello che fai. Scusa la franchezza). 

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Alla prossima!

 

 

 

 

 

 

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