La Tariffa di Revisione prevede solo 45 euro di incasso lordo per i centri eppure c’è chi arriva a dare 30 euro di buoni carburante per acquisire i clienti. Non si può più parlare di semplice follia commerciale. Qui c’è sotto qualcosa di peggio e sarebbe il caso che qualcuno andasse a controllare.

Quando, mesi fa, avevo letto che un centro siciliano era arrivato a far pagare solo 45 euro per ogni revisione, cioè regalava 21,88 Euro ai clienti, pari a IVA, Diritti DTT e bollettino, avevo predetto che, di questo passo, saremmo presto arrivati a 25 euro di sconto sulla Tariffa di Revisione.

Ero stato troppo ottimista perché la realtà oggi supera l’immaginazione.

Tariffa di Revisione scontata di 30 euroSiamo a 30 euro, siore e siori; chi offre di più?”

Trenta euro di omaggio rappresentano il 67% di quanto incassa il tuo centro di revisione per ogni controllo.

Trenta euro di sconto significa che il tuo incasso si riduce a 15 euro per veicolo e che ti occorrono adesso 3 revisioni per fare lo stesso fatturato fatto prima con 1 revisione, pari a un incremento del revisionato del 200% solo per andare alla pari!

No, mi spiace: qui non si tratta più di follia pur di acquisire cliente.

Qui non si tratta più di non sapere fare i calcoli o non conoscere il Conto Economico.

Qui, per come la vedo io, si tratta in primo luogo di dumping, cioè di vendita di un servizio sotto il costo necessario per produrlo e questa, salvo specifiche autorizzazioni ministeriali, è una pratica vietata in Italia.

Facciamo quattro calcoli da quinta elementare.

Ipotizziamo che un Responsabile Tecnico costi 35.000 euro all’anno come costo aziendale e ipotizziamo che, nel 2017, lavori 8 ore al giorno per 250 giorni (mezzi sabati inclusi e dedotte le ferie).

In totale parliamo di 2.000 ore annue che, divise per il suo costo, danno un costo orario di 17,5 euro.

Ipotizziamo che ci sia il solo Responsabile Tecnico a fare tutto, quindi anche la parte amministrativa (perché se ci fosse anche solamente una persona all’accettazione-cassa, i costi del personale aumenterebbero di conseguenza, peggiorando il quadro).

Ipotizziamo che il Responsabile Tecnico impieghi 30 minuti per fare una revisione, incluse le pratiche amministrative: il suo costo per ogni revisione diventa allora di 8,75 euro.

Questo significa che al titolare del centro restano 6,25 euro per revisione.

Vogliamo credere che 6,25 euro coprono tutti i restanti costi?

Coprono gli ammortamenti della linea e delle attrezzature? Più l’affitto del capannone ? Più le cd. spese generali?

Potrei accettare una risposta affermativa se un centro di revisione fosse un cosiddetto “business liquido”, cioè composto quasi esclusivamente da costi variabili: se lavoro, sostengo il costo; se non lavoro non lo sostengo.

Più lavoro più ho costi, ma ho anche maggiori guadagni.

Però un centro di revisione è al 90% fatto di costi fissi! Costi che ti ammazzano se non li copri con volumi adeguati.

Se ai già elevati costi fissi ci aggiungi 30 euro di costi variabili ogni volta che fai una revisione, lavori sotto costo, cioè in perdita. Non ci sono santi e il sotto costo non deve essere permesso, specie per un’attività regolata dallo Stato.

Se tu hai solo una linea di revisione e un solo Responsabile Tecnico, per quanto bravo, efficiente e stacanovista possa essere, non potrà mai fare più di 16 revisioni al giorno se è da solo.

Tariffa di revisione: fare 16 revisioni al giorno senza andare in gabinettoManco se usa questo affare che vedi in foto per pisciare, così risparmia tempo!

E’ matematica: 8 ore = 60 minuti x 8 = 480 minuti / 30 minuti = 16 revisioni.

Ma questo sono 16 revisioni teoriche e, per farle, i veicoli devono essere in condizioni perfette (me lo dite voi che perdete un sacco di tempo con auto non a posto); i clienti devono arrivare in revisione con una cadenza oraria svizzera, uno ogni mezz’ora con 5 minuti almeno d’anticipo; deve essere immediato poter leggere il VIN; le apparecchiature non devono impiantarsi (vedi la storia del picco non rilevato durante lettura dei gas che ferma tutto), eccetera eccetera.

Ma la realtà non è così e tu lo sai meglio di me: ci sono le pause fisiologiche, la sigarettina ogni due-tre ore (se uno fuma), il caffettino di metà mattina e di metà pomeriggio, il telefono, le auto in ritardo, quelle in disordine, gli arresti del Portale e delle attrezzature, i clienti polemici e tutti i cazzi e mazzi che ti vengono in mente e che rallentano il tuo lavoro.

E allora le 16 revisioni al giorno, se va bene, diventano 12, ma anche 10.

E vogliamo credere che un centro che ha solo una linea di revisione, può permettersi di regalare 30 euro ai clienti e stare in piedi con un ricavo giornaliero, al netto del costo del solo Responsabile Tecnico, di 40 euro o meno?

Perché 40 euro o meno? Presto detto: 12 revisioni al giorno x 15 euro di ricavo lordo fanno 180 euro; a ciò vanno sottratti i costi orari del Responsabile Tecnico, cioè 17,5€/ora x 8 ore = 140 euro.

Differenza = 40 euro (che diventano 10€ se le revisioni giornaliere sono solo 10)

Non solo: se il centro deve incrementare del 300% ma, al massimo, può saturare la capacità produttiva di 16 revisioni al giorno, significa che (teoricamente) deve partire da una media di 5 revisioni al giorno (5,33 per l’esattezza).

E tu, con solo 5 revisioni al giorno di media, stai a fa’ tutto sto cacchio de casino?

E non è che le cose cambino di molto se hai più linee, più personale tecnico e una persona amministrativa che ti fa risparmiare 5 o 10 minuti per revisione. Basta fare altri due conti da quinta elementare. 

Alla fine il risultato è lo stesso: regalando 30 euro vai in perdita secca!

Questo per quanto riguarda la pratica del sottocosto.

In secondo luogo, se la Tariffa di Revisione è fissata da Decreto Ministeriale, modificarla senza autorizzazione non è consentito, come è stato scritto nel lontano 2001 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che qui riporto:

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
DIPARTIMENTO DEI TRASPORTI TERRESTRI
Unità di gestione motorizzazione e sicurezza del trasporto terrestre MOT 3
Prot. n. 1360/M366
Roma, 6 settembre 2001
OGGETTO: Art. 80, comma 8 C.d.S. e D.M. 22 marzo 1999, n. 143. Tariffe relative alle operazioni di revisione dei veicoli a motore applicate dalle imprese concessionarie.
A seguito di numerose segnalazioni effettuate dagli Uffici Provinciali della Motorizzazione in ordine alla legittimità dell’adozione, da parte di alcuni concessionari, di campagne promozionali consistenti nel praticare sconti sui costi delle operazioni di revisione o nell’offerta di una o più operazioni gratuite in favore di soggetti che ne richiedano un numero determinato, questo Dipartimento ha avuto modo di porre uno specifico quesito all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
A tale riguardo, l’Autorità Garante ha chiarito che “la determinazione, da parte del decreto ministeriale 22 marzo 1999, n. 143, della tariffa per la revisione effettuata dalle imprese di autoriparazione alle quali è rilasciata una concessione non esclude che tali imprese competano efficacemente non solo sui prezzi delle prestazioni che precedono o accompagnano l’attività di revisione, ma anche su altri fattori, differenti dal prezzo, quali principalmente qualità, tempi o modalità dei servizi offerti.”.
Pertanto, ferma restando, in ogni caso, l’obbligatorietà della corresponsione della tariffa determinata dal citato decreto ministeriale n. 143/99, debbono sicuramente ritenersi consentite le offerte promozionali che comportano la gratuità o comunque sconti sul costo dei controlli o degli interventi tecnici preliminari alle operazioni di revisione vere e proprie, così come per qualsiasi altro servizio aggiuntivo alle revisioni stesse.
IL CAPO DIPARTIMENTO
dott.ssa Annamaria Fabretti Longo.

Ma se ciò non basta, aggiungo che, per come la vedo io, modificare la Tariffa di Revisione a questi livelli potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta ai sensi del Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 146 – Pratiche commerciali, come si può leggere sul sito del Garante della Concorrenza, nello specifico all’Art 20 § 2.

Una pratica commerciale è scorretta se è contraria alla diligenza professionale, ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta o del membro medio di un gruppo qualora la pratica commerciale sia diretta a un determinato gruppo di consumatori.

 Non solo, nella fattispecie questa pratica è, sempre a mio avviso, scorretta perché ingannevole (Art 21 § 1, 2 e 3):
1. È considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:
…omissis…
d) il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l’esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo;
…omissis

2. È altresì considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o è idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso e comporti:

…omissis…

b) il mancato rispetto da parte del professionista degli impegni contenuti nei codici di condotta che il medesimo si è impegnato a rispettare, ove si tratti di un impegno fermo e verificabile, e il professionista indichi in una pratica commerciale che è vincolato dal codice.

3. È considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti suscettibili di porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, omette di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza.

Io non sono un avvocato ma penso che un buon legale esperto di concorrenza confermerebbe i miei dubbi.

Se hai voglia di approfondire, il Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n. 146 – Pratiche commerciali lo trovi a questo link.

Ma c’è un ma: siamo sicuri che la circolare del 2001, Prot. n. 1360/M366 sia ancora valida?

Siamo certi che, nel frattempo, il Garante della Concorrenza non abbia cambiato opinione ma in pochi lo sanno?

Perché questo è il dubbio che viene a leggere ciò che ha scritto un tuo collega che, su un Gruppo FB, ha postato questa foto e questo commento:

Tariffa di Revisione scontata di 30 euroBUON GIORNO RAGAZZI, RAGAZZE E COLLEGHI…. OGGI VI INFORMO CHE QUI A FERMO (MARCHE) DUE CENTRI DI REVISIONE CHE SONO DI PROPRIETA’ DI UNA STESSA SOCIETA’ RIESCONO A FARE LA REVISIONE REGALANDO 30,00 (TRENTA/00) EURO DI CARBURANTE…!!!!!!!!!

NATURALMENTE HO CHIAMATO LA MOTORIZZAZIONE PROVINCIALE….. MA HANNO DETTO CHE NON POSSONO FARE NULLA….

LA PROVINCIA.., MA DICE CHE L’ AUTORITA’ GARANTE PER LA CONCORRENZA DEL MERCATO (RACCOMANDATA DEL 09.04.2013 PROT. N.13351) E’ TUTTO AMMESSO…..

IO NON HO PAROLE…. POICHE’ QUI IN ITALIA CI SONO FIGLI E FIGLIASTRI…….. IO SONO A COMPLETA DISPOSIZIONE PER QUALSIASI INIZIATIVA… BUON LAVORO E W LA PROFESSIONALITA’…….. FORSE DI DARE IL CULO…!!!!!!!!!!!!!!!!!

Bene, a questo punto conosci anche il nome dei centri in questione (ho cancellato solo il numero di targa dell’Opel Astra) .

NOTA: Se i centri in questione mi dovessero leggere e incazzarsi, faccio loro presente che non c’è violazione della privacy da parte mia, visto che la foto è su un post pubblicato su FB e che comunque, sul loro stesso sito viene pubblicizzato espressamente uno sconto di 20 euro a chi manda un SMS (clicca sull’immagine per allargarla).Tariffa di revisione sconto 20 euro

Ora, personalmente a me non frega nulla dei due centri, ma mi piacerebbe sapere qualcosa di più su quella Raccomandata del 09.04.2013 PROT. N.13351, citata dalla Provincia di Fermo.

Esiste davvero o è una bufala? Ho cercato sul sito del Garante della Concorrenza ma non ho trovato nulla.

Però sarebbe interessante averne una copia da diffondere a tutti i miei lettori e a tutta Italia; se qualcuno ce l’ha, me la invii che poi la pubblico.

Perché delle due, l’una: o scontare la Tariffa di Revisione è ancora vietato, come lo era nel 2001, e allora sarebbe il caso che provincia e MCTC intervenissero, anziché giocare al solito scaricabarile, oppure NON è vietato e allora, LIBERI TUTTI!

Tariffa di revisione: vaselina per scontiSe siamo al liberi tutti, fai i prezzi che vuoi e smetti di rompere le palle coi tuoi piagnistei.

Mettiti a pecora, tira giù le braghe e offri la revisione a 10 euro.

Però, poi, una volta che quei veicoli li hai messi sulla linea, rifatti sui clienti inventandoti le peggio difettosità, in modo da spolparli vivi (ti suggerisco comunque l’utilizzo di una buona crema lubrificante per te e per i clienti).

Attenzione però! Fai bene i calcoli, perché devi recuperare ben 35 euro netti.

Converrai che non è certo cosa facile: ipotizziamo che, mediamente, hai uno sconto del 50% sui ricambi.

Quel 50% è anche il tuo Margine di Contribuzione, cioè il margine che contribuisce a coprire i costi fissi.

Questo significa che, per andare alla pari solo dei buoni sconto carburante che regali in revisione, devi vendere dei ricambi con un margine di 35€, cioè a un prezzo pieno di 70 euro (35 diviso 50%), più IVA.

Ora, cosa può costare 70 euro al cliente finale? Di certo non una lampadina; qui si va su qualcosa di più importante.

Ma allora ci andranno anche un bel po’ di minuti di manodopera. E tu che fai? Regali la manodopera? Non credo proprio.

Diciamo che impieghi 30 minuti per sostituire quel pezzo da 70€ e, pertanto, al cliente fai pagare altri tot euro di costo del lavoro. Quanti? Non conosco le tue tariffe di manodopera. Diciamo 30 euro all’ora? Quindi sono 15 euro per la riparazione. Ne chiedi 35? La spesa per il cliente sale di 17,50 euro. Più IVA.

Alla fine, SOLO per pareggiare lo sconto della Tariffa di Revisione, devi sfilare dal portafoglio del tuo cliente la bellezza di 103,70€ (70 di ricambio + 15 di manodopera + 18,70 di IVA).

Ce la fai? Ricorda che devi farlo per ciascun cliente ma, dato che sarà difficile che tutti i veicoli abbiano difetti del valore indicato sopra, sarai costretto a trovare difetti sempre più grandi e costosi in un numero ridotto di veicoli.

Se il giochino ti riesce ogni due clienti, il secondo deve sborsare 207,40 euro; se ti riesce con uno ogni tre, questo fesso deve cacciarti 311,10 € e così via.

ATTENZIONE: se anziché avere un Margine di Contribuzione del 50% ce l’hai del 35%, il prezzo di vendita del solo ricambio sale da 70 a 100 euro (35€ diviso 35%).

Il che porta l’esborso totale da parte del cliente a 140,30 euro, anziché 103,70.

Sempre che tu riesca a fregare tutti i clienti; altrimenti devi far pagare 280,60 euro ogni due clienti, 420,90 euro ogni tre, eccetera.

Buon divertimento!

Mi dirai: “Secondo me, i centri in questione avranno fatto bene i loro calcoli, faranno tutto in nero e, tra un piccolo sconto anche sui ricambi e niente IVA, andranno alla pari lo stesso.”

Al di là del fatto che potrei scrivere un manuale sulle conseguenze sul bilancio dell’officina del fare nero con azioni di questa portata, nel caso dei due centri di revisione va detto che sono legati a delle scuole guida e agenzie pratiche auto.

Ora, magari c’è anche l’officina di riparazione (dal sito non è chiaro), ma come scuole guida e agenzie pratiche auto che fanno? Si inventano il rinnovo della patente per ogni cliente? Rifanno i libretti a raffica?

Non lo so perché non ho esperienza in merito ma mi sembra meno facile che per un’officina.

In più, mi verrebbe da dire che fare troppo nero (se mai dovessero puntare a quello) con operazioni che hanno come controparte il Ministero dei Trasporti non dovrebbe essere tanto facile.

Il punto chiave è che 30 euro di buono sconto sono troppi, comunque la si rigiri.

E a questi livelli non si può più parlare di concorrenza aggressiva o esasperata; qui c’è dell’altro che sarebbe importante scoprire e capire.

Se MCTC e Provincia non muovono le chiappe, magari si può segnalare la situazione anomala alla Guardia di Finanza e sentire cosa ne pensano loro. Io lo farei.

Forse anche i finanzieri troverebbero alquanto strani e anomali omaggi di questo valore (tra l’altro, come dichiarano i buoni carburante? Perché c’è la possibilità che si configurino altri illeciti di conseguenza).

Personalmente intendo scrivere al Garante della Concorrenza, segnalando l’escalation degli sconti e omaggi di questi anni e allegando le foto di cui dispongo.

Voglio chiedere chiarimenti in merito alla liceità o meno degli sconti od omaggi sulla Tariffa di Revisione e chiedere anche una copia della Raccomandata del 09.04.2013 PROT. N.13351.

Vedremo se mi daranno retta; nel caso, ti farò sapere cosa mi hanno risposto.

Io però sono un Signor Nessuno e temo che non mi si fileranno di pezza. 

Sarebbe allora utile che qualcuno più importante di me e del mio Osservatorio a livello istituzionale scrivesse a sua volta al Garante, chiedendo le stesse cose.

Mi riferisco a CNA, Confartigianato e Casartigiani, se non è chiaro.

Non solo: il problema dovrebbe venire sottoposto anche al nuovo Direttore Generale di MCTC, Ing. Dondolini che ha preso il posto dell’Arch. Vitelli, già in occasione del prossimo Meeting Nazionale CNA dei Centri di Revisione che avrà luogo a Genova il prossimo mese di ottobre.

Non lo invidio: già eredita una situazione complessa durante la fase recessiva del mercato; già si troverà a gestire crescenti tensioni per il picco negativo dei volumi che si sarà nel 2018; già avrà problemi di organico e budget.

Manca solo la bomba ad orologeria degli iper-sconti sulla Tariffa di Revisione.

Però la segnalazione va fatta perché è nel tuo interesse, dei tuoi colleghi e degli utenti.

Visto cosa accade già oggi, sono quasi certo presto vedremo omaggi di buoni carburante da 35 o anche da 40 euro, sino a quando un pazzo regalerà l’intera revisione e sarà la fine del mercato della revisione veicoli.

Tu intanto, per non farti troppo male quando dovrai metterti a pecora, comprati delle comode ginocchiere.

Le trovi su Amazon.

 

 

Alla prossima.

PS: non dimenticare che stiamo andando verso la fine del 2017 e che il 2018 sarà l’anno critico.

Vuoi davvero affrontarlo al buio? Senza un minimo di informazione sul mercato?

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