Perentorio comunicato stampa congiunto di CNA Autoriparazione, Anara Confartigianato e Casartigiani Autoriparazione: subito un confronto col Ministero dei Trasporti altrimenti i centri revisioni auto sono a rischio paralisi. Scusate ma io lo sto dicendo da anni e adesso è troppo tardi per fermare un treno in corsa verso il precipizio.

Questo non sarà un post “politicamente corretto” e, di certo, qualcuno si incavolerà o si offenderà per le mie parole.

Chi si incavola o si offende se ne faccia una ragione, che poi gli passa.

Come passerà a me che, pur non avendo un centro di revisione, mi sono irritato non poco nel leggere il comunicato stampa congiunto delle tre associazioni di categoria.

Perché mi sono irritato, ti chiederai?

Perché è tardivo nell’affrontare una crisi annunciata (e non solo da me) da almeno 4 anni; perché è scarno nei contenuti, parlando a chi è del settore ma non spiegando cosa sta accadendo a chi non mastica di revisione veicoli e, infine, perché la tempistica non è delle migliori, visto che siamo quasi a luglio e a Roma, al Ministero e in MCTC, l’ultima cosa di cui avranno voglia è di discutere di qualcosa che si può comodamente rimandare a dopo le ferie e anche oltre.

Sono però anche molto sorpreso di non aver visto reazioni particolarmente accese sui social media.

Stanchezza o rassegnazione? Spero solo la prima.

Sarà che fa un caldo bestia, sarà che i più stanno tirando avanti con le unghie e con i denti in attesa che arrivino quelle due benedette settimane di ferie ad agosto, ma di commenti ne ho visti pochi e quei pochi erano più sarcastici che seri.

E allora ci penso io a dire la mia e credo che esprimerò il pensiero di molti.

centri revisioni autoVeniamo al comunicato ma prima è doverosa una precisazione per i tanti amici e conoscenti che operano nelle tre associazioni sindacali.

Sapete che vi stimo per l’impegno e la dedizione che ci mettete nel fare quello che fate per la vostra categoria.

Con alcuni di voi, negli anni, sono diventato amico e so che spesso sacrificate tempo e denaro anche a scapito delle vostre aziende per difendere e tutelare interessi collettivi, anche di chi invece si meriterebbe un calcio in culo.

Pertanto, nulla di personale. Non ce l’ho con voi, ci mancherebbe.

Però, come Osservatorio Revisioni Veicoli non posso evitare di criticare la lentezza e il modo in cui con cui le vostre organizzazioni reagiscono ai problemi cronici del settore.

Capisco la politica, la diplomazia, la strategia, la tattica, tutte cose necessarie e inevitabili quando si interloquisce con le istituzioni e la Pubblica Amministrazione ma, #porcaputtanalamiseria, possibile che si debba sempre arrivare al bordo del precipizio prima di agire?

Non è che “i numerosi problemi che rischiano di paralizzare l’attività delle officine” sono comparsi ieri mattina.

Lo so che chi dice “ve lo avevo detto” è un rompipalle ma io me ne frego di esserlo, perché io ve lo avevo detto in tutte le salse che il mercato delle revisioni auto sarebbe entrato in crisi ma voi non mi avete ascoltato e continuate a non farlo.

Sono anni che, numeri alla mano, dico

  • che i centri sono troppi a livello nazionale e che in certe province siamo al limite della follia;
  • che il mercato sarebbe entrato in recessione nel 2016, come è puntualmente accaduto; 
  • che il 2018 sarà l’anno critico della recessione con un calo di almeno 500.000 revisioni rispetto a quest’anno;
  • che nella fase acuta della crisi per molti centri revisioni auto non ci saranno volumi sufficienti per coprire i costi fissi;
  • che negli ultimi anni sono entrati nel mercato troppi improvvisati o disperati;
  • che quelli che entrano, quando capiscono che non stanno in piedi con quelle 400-500 revisioni all’anno, iniziano a scontare come se non ci fosse un domani e adottano pratiche sempre più scorrette (alla faccia di MCTCNet2) per attirare clienti;
  • che tra quelli che già operano da anni sempre di più stanno adeguandosi alla concorrenza sleale degli ultimi arrivati, seguendoli nella politica dello sconto o della revisione facile.

Sono anni che mi sento come quello che urla nel deserto.centri revisioni auto che non ascoltano

Chi mi ha ascoltato? A parte pochi, più attenti e preoccupati, nessuno.

E non mi riferisco solo a chi opera nelle Associazioni di Categoria a cui, più volte, ho offerto la mia disponibilità, la mia esperienza e la mia competenza per affrontare i problemi del comparto mettendo a disposizione, ad esempio, i miei dati e i miei studi, anche gratuitamente, magari durante i loro convegni nazionali o regionali.

Anni fa, quando dirigevo Dekra Revisioni, ero “il nemico” e quindi l’aiuto non era gradito. Posso capirlo.

Oggi però dirigo ORV e, sebbene sono spesso un rompicoglioni perché, come in questo caso, dico le cose come stanno e questo dà fastidio, oggi io posso essere un’opportunità e non una minaccia per le associazioni, soprattutto a livello locale, perché posso fornire loro informazioni importanti da trasmettere ai territori.

Quando dico di non venire ascoltato, non mi riferisco tanto e solo alle Associazioni ma soprattutto ai centri di revisione.

Tanti, troppi centri di revisione che non hanno fatto nulla da sempre e continuano a non fare nulla se non lamentarsi e aspettare che altri facciano qualcosa per loro, continuano ad operare come se i problemi del mercato non li riguardassero.

Rileggiti un attimo il comunicato congiunto: due punti su tre (regole più efficaci e maggiori controlli e misure contro abusivismo e concorrenza sleale) riguardano cancrene del mercato che dovevano venire aggredite chirurgicamente da decenni.

Se non è stato fatto la colpa è anche di chi si limita ad alzare la saracinesca al mattino, aspettare che qualcuno entri in officina e se ne frega del resto.

Sommando gli iscritti ai vari gruppi FB dove si parla di revisioni auto si arriva forse a 500 membri. Molti però sono “solo” Responsabili Tecnici dipendenti, non titolari. Dove sono gli altri 8.000? Dove sono i titolari? Boh.

Torniamo al comunicato.

Capisco il linguaggio istituzionale ma #porcaputtanalamiseriadue, un comunicato stampa che preannuncia una catastrofe non può essere scritto in sindacalese e pure con frasi criptiche per i non addetti ai lavori.

Cos’è un comunicato stampa? Lo dice il nome stesso: una comunicazione che mando ai media perché lo riprendano e lo pubblichino. Però anche l’ultimo degli addetti stampa sa che i media un comunicato lo prendono in considerazione solo se c’è una notizia.

Invece qui la notizia non c’è, tranne che nel titolo, ma poi non c’è spiegazione di quel titolo.

revisioni auto a rischioMi metto nei panni del giornalista che legge “Senza risposte, rischio paralisi dai prossimi giorni.”

“Accidenti! Rischio paralisi! Dai prossimi giorni! Che diavolo sta accadendo? Qui c’è una notizia importante per gli automobilisti!”

E invece, andando avanti nella lettura, non c’è nulla che mi spieghi perché i centri revisioni auto rischiano di rimanere paralizzati a breve.

“..i numerosi problemi che rischiano di paralizzare l’attività delle officine” a me, giornalista, non dice nulla.

Quali numerosi problemi? Vado avanti a leggere per cercare di capire. 

“Le tre Associazioni lamentano la mancata risposta da parte del Ministero alle ripetute richieste di un confronto necessario a risolvere numerose criticità: a cominciare da un sistema di regole più efficaci e maggiori controlli per potenziare la qualità e la professionalità dei centri a tutela degli automobilisti, misure contro abusivismo e concorrenza sleale, revisione delle tariffe non più rinviabile per poter garantire il servizio revisioni a 16 milioni di utenti ogni anno.”

Se fossi un giornalista, sai cosa penserei leggendo questo paragrafo?

“Solita storia: questi bussano a quattrini. Regole più efficaci, maggiori controlli, qualità e professionalità, tutela degli automobilisti, misure contro abusivismo e concorrenza sleale. Sì, sì, tutti i classici bla-bla delle Associazioni di categoria per giustificare la richiesta di un aumento della Tariffa di Revisione”.

A quel punto, cestinerei il tutto (e temo che finirà così).

Nota: sono registrato su Google Alerts per tutte le notizie che hanno a che fare con la revisione veicoli. Se il comunicato stampa congiunto verrà ripreso, lo saprò e vedrò anche in quante testate online è comparso.

Ripeto: un comunicato stampa deve contenere almeno una notizia e qui non ve n’è traccia.

Soprattutto un comunicato stampa che vuole colpire l’attenzione dei media non va scritto in modo istituzionale, specie oggi, specie nel mondo di internet dove bisogna avere contenuti interessanti per agganciare il lettore distratto (si chiama story telling – raccontare un storia, in italiano – termine molto di moda anche fuori dal web).

E allora, è così difficile per i vostri Uffici Stampa scrivere una storia che appassioni un po’ di più di un ciclostile sindacale?

Prendiamo ad esempio i cosiddetti “abusivi” che in passato chiamavamo “timbrifici”.

Spiegate chi sono; noi lo sappiamo ma i giornalisti no.

Dite che esistono da 20 anni, dal primo giorno in cui le revisioni auto sono state affidate ai privati.

Dite che non si è mai fatto nulla per boccarli sul nascere (ammettere di avere commesso nel passato errori di sottovalutazione del fenomeno non è un peccato mortale anzi, secondo molti esperti di comunicazione, riconoscere di aver sbagliato piace al pubblico che passa volentieri dalla nostra parte. Siamo umani, possiamo sbagliare.)

Non mi invento nulla e chi è da tempo nel settore lo sa. Sino a pochi anni fa, addirittura, era proibito parlarne “perché, per poche mele marce, non si può infangare una categoria onesta e professionale”, tuonavano i tanti soloni nei meeting e convegni vari. 

Adesso si vedono i risultati di quell’atteggiamento troppo spesso eccessivamente tollerante: le mele marce sono sempre di più e stanno infettando l’intero sistema.

Ditelo!

Serve una cabina di regia che faccia conoscere il livello di delinquenza raggiunto nel mercato revisioni auto.

centri revisioni auto abusivi come un finto centurioneE’ vostro (nostro) dovere informare i cittadini onesti senza fare giri di parole o usare termini come “abusivi” che non dicono nulla al pubblico e non rispondono al vero. I centri disonesti non sono abusivi, perché hanno tutti ottenuto un’autorizzazione ministeriale.

Abusivo è il tizio che, per sbarcare il lunario, si veste da centurione e va davanti al Colosseo a farsi le foto coi turisti scemi per 10€ a scatto.

Parlate dei filmati che la Polizia di Stato pubblica sempre più spesso su YouTube, in cui si vedono Responsabili Tecnici in flagranza di reato; ditelo che quei video non mostrano poveri meccanici vittime della crisi che cercano di sopravvivere ma delinquenti di professione.

Mettete in guardia i cittadini dicendo chiaramente che, tra i tanti centri revisioni auto seri ed affidabili, ce ne sono molti che hanno aperto solo per frodare lo Stato, fregare i clienti e fottere i concorrenti (magari cambiate l’ultimo verbo).

Quella feccia è l’ennesima espressione dell’Italia peggiore che quotidianamente ci tocca vedere nei telegiornali e che sembra riuscire sempre a farla franca perché nessuno ha il coraggio di denunciarla pubblicamente.

Per una volta, #porcaputtanalamiseriatre, vogliamo dire al mondo intero e senza mezze misure che i centri revisione auto che passano veicoli pericolosi (che magari il collega vicino ha giustamente respinto 10 minuti prima), non sono diversi dagli automobilisti che commettono un omicidio stradale e poi fuggono?

Solo che l’omicidio stradale loro lo fanno “per delega” e al misero prezzo di 45 euro o anche meno. 

Parliamo apertamente di criminali e scriviamo una storia che finisca sui giornali. Se poi abbiamo nomi e cognomi, meglio.

Le denunce dei tanti centri onesti cadono troppo spesso nel vuoto perché il singolo non conta nulla e spesso è solo un fastidio per chi deve intervenire.

L’ho già scritto in passato: serve un ufficio centrale che coordini e gestisca le segnalazioni di truffe e illeciti e che metta sotto pressione le MCTC locali e gli organi di Polizia. Solo le grandi Associazioni di categoria possono crearlo.

Dopo i criminali ci sono i centri revisioni auto cretini (e qui vengo alla concorrenza sleale).

Quelli che fanno gli sconti pensando di essere più furbi e che si offendono pure se gli dai dei cretini e gli dici che non sanno farsi i conti. Perché poi ti scrivono piccati: “cretino sarai tu; io i conti li so fare bene!”.

Davvero?

Delle due, l’una: o me lo dimostri, numeri alla mano, e mi fai vedere che attiri così tanti clienti nel tuo centro revisioni auto da ripagarti di parecchio i soldi che metti nello sconto, oppure devo pensare che tu, al cliente a cui dai 15 o 20 euro di buono carburante, poi gli tiri una pettinata in riparazioni inesistenti che lo lasci tramortito per mezz’ora (e scrivo “pettinata” per non essere eccessivamente volgare, ma ci siamo capiti).

Nel primo caso, resti comunque un cretino perché sconti un prezzo imposto; nel secondo, non sei solo cretino, sei pure ladro!

E allora, cari amici delle Associazioni, anche in questo caso, iniziamo ad usare i termini adeguati: ladri, truffatori, imbroglioni.

Raccontiamo anche qui una storia che informi i tanti cittadini ignoranti (nel senso etimologico del termine, cioè “che ignorano”) che non devono farsi attirare da chi offre loro dei soldi per revisionare i loro veicoli perché, nella stragrande maggioranza dei casi, la truffa è in agguato.

Chi si fa allettare dai buoni sconto è come Pinocchio che sotterra le ultime quattro monete rimastegli perché il Gatto e la Volpe gli hanno detto che di notte crescerà un albero di zecchini d’oro. Diciamoglielo anche brutalmente in faccia; magari la capisce che lo stanno facendo fesso.

Anche perché – e qui vengo al terzo punto, l’adeguamento della Tariffa di Revisione – come possiamo pretendere un aumento anche di pochi euro se sempre più centri stanno apertamente offrendo e pubblicizzando sconti sulla revisione?

Tra l’altro il mondo dei centri revisioni auto su questo tema si sta spaccando in due (almeno online): da un lato ci sono quelli che non vedono l’ora che arrivi questo benedetto aumento, dall’altro coloro che temono che porterà solo una nuova ondata di aperture e un’esplosione degli sconti e degli omaggi.

Pur stando coi primi capisco perfettamente i timori dei secondi.

L’aumento è dovuto e sacrosanto ma non deve servire come ulteriore leva di marketing per i cretini. Né, tantomeno, deve portare a una nuova impennata dei centri di revisione come accadde con l’aumento della Tariffa da 25 a 45 euro nel 2007. 

Ad ogni buon conto, sono strasicuro che di aumenti non se ne parlerà ancora per molto tempo e quando ci saranno si tratterà di un’elemosina.

Così come sono strasicuro che l’incontro urgente non ci sarà, soprattutto perché siamo quasi a luglio.

Speriamo che abbia luogo almeno in settembre e che le Associazioni riescano davvero a mettere sul tavolo della discussione i tre punti del comunicato congiunto, anche se, conoscendo MCTC oramai da oltre 15 anni, temo che non otterranno le tanto agognate risposte; soprattutto sui decreti attuativi della Direttiva Europea 2014/45/UE recepita un mese fa col Decreto Ministeriale 214 del 19/05/2017.

Ci sono inoltre delle voci di corridoio che mi lasciano perplesso sul successo degli eventuali incontri al Tavolo Tecnico: si mormora (ripeto, si mormora) che a fine febbraio 2018 l’Arch. Vitelli potrebbe lasciare il ruolo di Direttore Generale di MCTC per scadenza di mandato o per aver raggiunto l’età pensionabile o per venire trasferito ad altro incarico di maggior prestigio.

Si mormora (ripeto, si mormora) che l’Ing. Baccarini non sarà necessariamente il suo successore e che, pure lui, potrebbe venire riassegnato altrove.

Si mormora (ripeto, si mormora) che il possibile successore dell’Arch. Vitelli potrebbe essere l’Ing. Dondolini, già DG di MCTC da ottobre 2003 a marzo 2008 e attualmente Direttore Generale della Direzione per la Sicurezza Stradale del Ministero dei Trasporti e Direttore del Centro di Coordinamento Informazioni sulla Sicurezza Stradale (CCISS) ma poco entusiasta all’idea di riprendere in mano Motorizzazione Civile.

Se ci sarà effettivamente un cambiamento, indipendentemente da chi verrà, non possiamo pensare che la nuova dirigenza di MCTC non si prenderà il tempo necessario per capire lo stato generale della situazione, prima di prendere qualche decisione operativa.

E il tempo passerà lento e saremo nel 2018.

E nel 2018 (lo ripeterò sino alla noia) la recessione toccherà il suo picco massimo e i problemi del comunicato stampa congiunto si acuiranno ulteriormente, specie quelli relativi agli “abusivi” e alla concorrenza sleale.

A quel punto ci sarà sì la paralisi di migliaia di centri revisioni auto, ma solo di quelli onesti perché i delinquenti avranno una giustificazione in più per delinquere.

E le regole efficaci e i maggiori controlli saranno probabilmente ancora solo sulla carta.

E pensare che se solo si fosse applicata da subito con rigore e rispetto la seconda parte della Circolare 147/96 bis molti centri oggi sarebbero chiusi e non ci troveremmo in questa situazione assurda che ci porta a chiedere un sistema di regole più efficaci e maggiori controlli e misure contro abusivismo e concorrenza sleale.

Temo che a molti sia venuta in mente questa domanda: “Cosa diavolo dice la 147/96 bis seconda parte?”

Ecco, appunto, questa domanda la dice lunga su come siamo messi.

Alla prossima.

P.S.: ho scritto più volte che nel 2018 la recessione toccherà il suo picco massimo negativo. Come ti stai preparando tu?

Inizia a farlo da subito studiando il tuo mercato locale con 6 mesi di anticipo, abbonandoti a QuattroDueDue.

Se aspetterai il 2018 per muovere le chiappe quando i morsi della fase dura della recessione si faranno sentire di più sarà ancora una volta troppo tardi e potrai solo biasimare e incolpare te stesso per non avermi ascoltato adesso.

Soprattutto se hai più centri revisione auto, oltre che a biasimarti dovrai pure prenderti a schiaffi in faccia per la tua ostinatezza che rasenta l’assurdo per un imprenditore. 

Clicca questo bottone e lascia che siano i tuoi concorrenti a pagare il prezzo dell’ignoranza.

 

 

 

 


  

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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