Quello del Responsabile Tecnico dovrebbe essere uno dei ruoli di maggior prestigio dell’Automotive, invece conta quanto il due di picche a briscola, cioè meno di niente. 

“A cosa serve la Revisione Veicoli?” 

Prima di rispondere a questa domanda, riflettici sopra un attimo.

Ti do 10 secondi: 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10.

Tempo scaduto.

Per la risposta, prendo l’art.80 § 1 del C.d.S, così non mi sbaglio.

“1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione stabilisce, con propri decreti, i criteri, i tempi e le modalità per l’effettuazione della revisione generale o parziale delle categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi, al fine di accertare che sussistano in essi le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che i veicoli stessi non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti…..Nel regolamento sono stabiliti gli elementi su cui deve essere effettuato il controllo tecnico dei dispositivi che costituiscono l’equipaggiamento dei veicoli e che hanno rilevanza ai fini della sicurezza stessa.  

Quindi, in tre parole la revisione veicoli deve accertare sicurezza, silenziosità e inquinamento (nei limiti prescritti) dei veicoli a motore. Giusto?

Bene, allora ti faccio una seconda domanda:

“In quanto tempo si effettua una revisione completa e a norma?”

Qui magari le risposte variano: “In 30 minuti; no, in 20; no, dipende dal veicolo, le moto, ad esempio, prendono più tempo.”.

Ora, quanto ci metti tu a fare una revisione è irrilevante, quello che è rilevante è il fatto che il tempo in cui tu devi stabilire e decidere se un veicolo è sicuro, silenzioso e inquinante entro i limiti prescritti è relativamente breve.

Giusto? Correggimi se sbaglio.

Vado avanti, allora.

In inglese c’è un termine preciso per specificare la finalità della revisione veicoli (o di qualsiasi collaudo tecnico analogo), si chiama “roadworthiness”.

E’ composta dalle parole “road” cioè “strada” e “worthiness”, cioè “merito, affidabilità, valore”.

Purtroppo in italiano non c’è un termine equivalente e la traduzione che più si avvicina è “idoneità a viaggiare su strada” che, però, non rende assolutamente l’estensione e la completezza del vocabolo inglese.

Per cercare di arrivare più vicino al significato originale, potremmo tradurlo come “meritevole di stare sulla strada”.

Cerco di fartela breve e arrivo al punto che desidero che tu comprenda bene.

Se la revisione mi deve garantire la “roadworthiness” di un veicolo, cioè stabilire se quel mezzo è “meritevole di stare sulla strada”, il tecnico che la esegue dovrebbe, a mio avviso, essere uno con i controcazzi che mangia tutti i giorni a colazione pane, burro e meccanica motoristica.

Il Responsabile Tecnico dovrebbe avere il tocco vulcaniano, come Spock e, semplicemente appoggiando le mani sul cofano, dovrebbe “sentire” le difettosità presenti su un veicolo.

Hai capito cosa dove voglio arrivare? No, non ancora?

Cerco di spiegartelo come a un bambino di 6 anni.

Sei d’accordo che tu in 20-25 minuti devi fare decine e decine di controlli su veicoli che presentano stati d’uso uno diverso dall’altro e stabilire se passare, respingere o sospendere ciascun veicolo?

Sì? Bene, sin qui ci siamo. 

Avrai pure della strumentazione dedicata allo scopo, ma poi ci devi mettere la tua competenza e questa dovrebbe rappresentare la quintessenza della conoscenza della tecnica motoristica per poter valutare lo stato di veicoli con usure e difetti uno diverso dall’altro. 

In sintesi tu, per poter fare il lavoro particolare che fai, dovresti far parte del meglio, del meglio, del meglio dei meccanici.  

Per logica tu, come Reponsabile Tecnico, dovresti essere uno che conosce i veicoli nei più piccoli dettagli e si assume la responsabilità di valutarne tecnicamente l’integrità e decidere, in pochi minuti, se quei veicoli meritano o no di circolare, per la sicurezza non solo di chi li conduce ma di tutti.

Sempre per logica, questa competenza elevata dovrebbe venire riconosciuta dalle Istituzioni e apprezzata dalla collettività.

E’ così? Un par de ciufoli, correggimi sempre se mi sbaglio.

Non mi sbaglio?

Bene, proseguiamo allora e facciamo un salto in Germania.

Il Responsabile Tecnico in Germania si chiama “Prüfer” e non è un caso.

Prüfer significa letteramente Esaminatore e già nel nome senti tutta l’importanza del ruolo.

Lo Stato tedesco a un tuo collega per prima cosa dice che il suo compito è di esaminare, testare, controllare.

Da noi tu ti chiami Responsabile Tecnico.

Lo Stato italiano per prima cosa ti dice che tu sei Responsabile e, infatti, quello che tu e i tuoi colleghi citate più di frequente nelle chat sui social è la vostra responsabilità civile e penale.

Un Prüfer in Germania conta: in molti centri di revisione tedeschi mi è capitato di leggere il cartello “La valutazione del Prüfer è incontestabile”.

Da noi succede invece che l’ultimo dei cretini entra nel tuo centro e si sente in diritto di contestare il tuo giudizio tecnico sulla sua macchina di merda, solo perché negativo. 

In Germania un Prüfer può fare una notevole carriera (e arrivare a guadagnare un sacco di soldi).

Per legge deve essere ingegnere e farsi tutta la gavetta necessaria, che dura anni.

Prima parte con una formazione teorica e pratica di 6 mesi.

Se passa l’esame può andare a fare assistenza di linea in un centro di revisione dove un Prüfer non lo molla mai, gli sta costantemente con fiato sul collo e, oltre a valutare i veicoli, valuta lui. 

Da noi il Responsabile Tecnico deve frequentare un corso di 32 ore, superare un esame teorico e pratico e la cosa finisce lì; anche se di veicoli non ne capisce nulla, va bene lo stesso perché è stato abilitato dallo Stato.

Spesso però il Responsabile Tecnico è anche il titolare dell’officina e il suo lavoro principale è riparare i veicoli, non fare revisioni.

Ecco allora che lui sta in officina (a volte anche in ufficio) e in linea ci manda l’ultimo degli apprendisti (un ragazzino neo diplomato dopo anni di schiaffi in testa dei genitori) perchè per legge basta che il Responsabile Tecnico sia presente.

In Germania, dopo un paio d’anni come assistente di linea e almeno altri due corsi di formazione di diversi giorni, il giovane ingegnere diventa Prüfer e può finalmente firmare i referti.

Da noi, sempre il Responsabile Tecnico di prima, firma le valutazioni tecniche di un apprendista senza aver manco visto i veicoli.

Il tuo collega tedesco, dopo anni di ulteriore formazione tecnica e pratica quotidiana sul campo, può diventare Meister (si pronuncia Maister), cioè Mastro, Maestro ed è di solito il capo del centro di revisione e di tutti i Prüfer che ci lavorano.

Negli anni, con l’accumularsi di esperienze e competenze, può arrivare a fregiarsi del titolo di Sachverständiger (si pronuncia Sach-ferstendigher), parola composta da Sach = Cosa e il verbo Verstehen= capire.

Si traduce in italiano con “Perito” o “Esperto” e letteralmente significa “Colui che capisce le cose”.

Da noi, anche dopo decenni di esperienza resti Responsabile Tecnico e magari ti senti ancora dire “Zitto te che non capisci un cazzo!”

Sai chi viene mandato dalla Germania ai tavoli della Commissione Europea a scrivere i testi delle Direttive come la 45/2014/EU?

Il migliori Sachverständiger di tutta la Federazione tedesca che hanno fatto carriera nei grandi enti di sorveglianza come i TÜV.

Quella è gente che fa la pipì a tre metri di distanza senza sbottonarsi la patta!

Quelli siedono ai tavoli di lavoro dei Ministeri dei Trasporti Federali, o a quello centrale di Berlino e perfino in Commissione Trasporti a Bruxelles e, per conto della Germania e negli interessi dei grandi Enti, dettano le norme su come si fa la revisione veicoli e con quale strumentazione.

Inizi a capire perché la Direttiva 45/2014/EU è scritta come è scritta?

Perché dietro ci sono degli Esperti Riconosciuti che sanno tutto di revisioni e affiancano i lobbisti e i politici tedeschi (ma lo fanno anche i francesi e altri Paesi europei che prendono la cosa sul serio) nella stesura delle direttive secondo la loro convenienza.

Da noi, anche se hai due palle così e sei un vulcaniano che sente che il FAP è andato solo dall’odore degli scarichi (questa me l’hanno detta due giorni fa e me la rivendo e…., sì, lo so, lo fai anche tu), tu non vai a Bruxelles a rappresentare la Revisione Veicoli italiana.

A Bruxelles per l’Italia ci va chi la revisione non l’ha manco mai vista fare e non presenta emendamenti al testo che altri scrivono perché non sa dove e come intervenire.

Io gli emendamenti alla bozza della 45/2014/EU, negli anni scorsi, li ho visti perchè il lobbista della mia ex azienda a Bruxelles ce li mandava per conoscenza e valutazione da parte italiana.

A fianco di ciascuno di essi ci deve essere la sigla del Paese che li propone; a memoria ricordo al massimo un paio di emendamenti con la sigla ITA.

Va detto, a onor del vero, che l’Italia ha evitato la divisione netta tra officina e centro, ma il testo attuale permette la divisione tra chi ripara e chi controlla e, per molti piccoli centri, ciò significherà la chiusura, non potendo permettersi due tecnici.

Alla fine chi paga il conto sei sempre tu, come avviene da anni.

Ma se non vai a Bruxelles (anche perchè magari non sai l’inglese e avresti dei problemi), tu, caro il mio due di picche, non vai neppure a Roma al tavolo su cui si definiscono i criteri di recepimento e implementazione della 45/2014/EU.

Quei criteri, a quanto mi hanno detto, li stanno scrivendo altri che, incidentalmente, hanno interessi di categoria totalmente diversi dai tuoi. 

Veniamo a questo punto alle conclusioni di tutto questo lungo discorso.

Il Responsabile Tecnico è un Professionista, non un apprendista e va trattato col giusto rispetto da clienti, istituzioni e datori di lavoro.

Non so se sei un RT Titolare o RT dipendente ma, al momento, questo è irrilevante.

Ciò che conta è che tu capisca che TU hai un problema: non conti una beata fava di nulla! 

Anche se è condiviso oggi con 8.500 colleghi, quel problema resta TUO e SOLO TUO e tu hai un solo modo di risolverlo: mettendoti assieme a quanti più colleghi possibile, secondo il vecchio principio che “l’unione fa la forza”.

Ho capito che il termine “associazione” non piace alla maggioranza di voi, forse anche a te, per mille ragioni (tempo, costi, interesse, individualismo, eccetera) ma se non capisci che da soli rimarrete sempre l’ultima ruota del carro della revisione veicoli e se non sei disposto a metterti in gioco di prima persona e fare qualcosa per cambiare la situazione, allora NON avrai più alcun diritto di lamentarti.

C’è chi ha tentato e, purtroppo, fallito.

Ma non per demerito suo, piuttosto direi per menefreghismo di tutti voi altri.

Lascia che ti riporti le parole di Giuliano Latuga che, con un post su un gruppo FB, “getta la spugna” e chiude un ciclo durato 14 anni.

[Araba fenice.]
Salve. Ieri si è tenuta nella cornice del Transpotec di Verona l’Assemblea straordinaria dell’ associazione nazionale dei responsabili tecnici. Nonostante il momento delicato e l’ampia divulgazione dell’informazione sull’evento, nonché l’adesione verbale di molti interessati (avevamo distribuito 234 biglietti omaggio per entrare in fiera) la partecipazione è stata bonariamente considerata molto scarsa.

Ciò ha decretato la morte virtuale di questo ciclo iniziato 14 anni fa.

Io personalmente ritengo chiuso il mio impegno nei confronti di una categoria che non ha, forse, compreso quanto sia importante proprio adesso un salto di qualità.

Confido nella buona volontà dei presenti e a loro affido il mio progetto. Solo creando una nuova categoria di veri professionisti il mondo delle revisioni private potrà acquisire una dignità da farsi rispettareIo sarò a disposizione sperando che da queste ceneri l’impegno delle nuove leve possa far rinascere l’araba Fenice.

Solo con una partecipazione viva e sentita si eviteranno i soprusi e le prevaricazioni che si sono subite in 20 anni. Non essere presenti ai tavoli decisionali con un proprio rappresentate vuol dire delegare altri a gestire i vostri interessi dopo i loro (forse, aggiungo io).

Ammetto di essere stato fesso nel credere in questi valori professionali e di essere oggi disilluso dalla immobilità delle persone che poi hanno il coraggio di non fare nulla e di lamentarsi. Ammiro chi si impegna ed ottiene dei risultati come la ICC e chi cerca di sostenere la categoria, anche per ovvi motivi, ma si spende in prima persona come l’Osservatorio Revisione Veicoli.

Ringrazio coloro che si sono presentati al nostro, mi auguro ancora, non ultimo incontro e confido in loro. Spero di aver seminato un piccolo seme di speranza. Grazie a tutti quelli che in tutti questi anni hanno sostenuto la Vai Sicuro e sappiate ancora che io ci sono con quel briciolo di esperienza che mi sono costruito in 40 anni di questo appassionante lavoro.

Grazie di cuore Giuliano Latuga

Magari non sei d’accordo con Giuliano, magari manco lo conosci, magari lo conosci e ti sta cordialmente sullo stomaco. Però lui si è battuto e sbattuto anche per te.

Tu cosa hai fatto e cosa stai facendo per te e la tua categoria? 

Adesso ci sono nuove leve che vogliono provarci e io ritengo giusto dare loro una mano, almeno a farsi conoscere.

Come scrive Latuga nel suo post di commiato, ci sono dei giovani Responsabili Tecnici che cercano di promuovere un’associazione che ha avuto il battesimo in Sardegna: la ICC – Ispettori dei Centri di Controllo.

Questo è un estratto di una lunga intervista fatta a Gianluca Massa, Presidente dell’Associazione.

“ICC è un’associazione nata per rappresentare i Responsabili Tecnici dei centri revisione veicoli.

Gli obiettivi sono quelli di rappresentare, informare e formare i Responsabili Tecnici, ma anche quella di riuscire a far riconoscere questo lavoro come una professione a se stante sia dalle istituzioni italiane che da quelle europee.

…. i nostri obiettivi sono tutti diretti a far si che la nostra figura possa realmente decidere su una revisione del veicolo e non debba essere sottoposto a pressioni esterne che possano essere quelle del titolare (nel caso il responsabile tecnico sia dipendente) o quella del centro revisioni vicino (nel caso la figura del responsabile tecnico coincida in quella del titolare d’impresa).

Il futuro Ispettore dovrà lavorare in totale autonomia rispettando le norme che regolano le revisioni dei veicoli.

Esistono altre associazioni, noi non siamo i primi ma, a differenza di altri, noi vogliamo rappresentare solo la figura del Responsabile Tecnico o futuro Ispettore.

Noi come associazione siamo giovani e ci stiamo ancora facendo conoscere.

Attenzione, giovani non vuol dire che non siamo in grado di dire la nostra.

Grazie ai social network come Facebook ed altri siamo riusciti a metterci in contatto con altre realtà creando non pochi gruppi. Un confronto che ci ha portato a creare questa associazione che rappresentasse una parte del mondo delle revisioni che fino ad oggi non era rappresentata da nessuno pur essendo la parte più importante dell’intero processo.

Oggi dopo tanti tentativi di sedere ad un tavolo alla pari delle altre associazioni ci sentiamo ancora ripetere che non siamo una categoria e che quindi non possiamo sperare di sedere ai tavoli di lavoro.

Noi come associazione abbiamo al nostro interno persone che per tanti anni hanno realmente fatto revisioni e conoscono ogni aspetto delle revisioni sia a livello tecnico che normativo ne più e ne meno delle altre associazioni. Con una piccola differenza: se noi durante una revisione sbagliamo siamo quelli che possono essere sacrificati perché non tutelati da nessuno e neanche rappresentati da nessuno.

Noi nasciamo non come un sindacato, come qualcuno ci vuole etichettare, ma solo per avere la possibilità di essere rappresentati e tutelati da qualcuno che può anche prendere in carico la nostra formazione che con l’entrata in vigore della 45/2014 sarà sempre più frequente e necessaria per far si che chi fa le revisioni sia un professionista serio e non condizionabile da fattori esterni.

Noi speriamo solo di crescere come associazione e riuscire a sensibilizzare i RT e i centri revisione ma anche il Ministero dei Trasporti nel mettere mano a questo mondo delle revisioni malato.”

Se non ti è chiaro, le parole di Gianluca Massa ti riguardano sia che tu sia Responsabile Tecnico Titolare di centro che Responsabile Tecnico Dipendente.

Il riconoscimento giuridico della figura del Responsabile Tecnico è importante in entrambi i casi.

Oltre a “far si che la nostra figura possa realmente decidere su una revisione del veicolo e non debba essere sottoposto a pressioni esterne che possano essere quelle del titolare o quella del centro revisioni vicino”, pensa solamente alla possibilità di far sparire per sempre l’odiosa prassi di assumere il Responsabile Tecnico come “apprendista“, per pagarlo meno.

Se un apprendista è uno che deve “apprendere”, come può essere considerato tale un soggetto che ha frequentato un corso e superato un esame di abilitazione previsto dallo Stato e, soprattutto, come è accettabile che possa venire legalmente assunto come apprendista e che nessuno dica nulla? 

Non è solo un problema per chi è Responsabile Tecnico Dipendente, che viene svalorizzato e, spesso, tiranneggiato da titolari beceri; è un problema anche per il Responsabile Tecnico Titolare che subisce un’ulteriore forma di concorrenza sleale data dai minori costi che il centro furbo sostiene utilizzando personale demansionato come inquadramento lavorativo.

Magari questo aspetto non lo avevi mai considerato, ritenendo l’assunzione da apprendista un problema non tuo.

Se esisterà un Albo dei Responsabili Tecnici o degli Ispettoriqueste e altre porcherie non potranno accadere più. 

Se esisterà un’Associazione di Responsabili Tecnici o degli Ispettori, magari, un giorno, anche tu potrai mettere il cartello “La valutazione del Responsabile Tecnico (o dell’Ispettore) è incontestabile” e potrai zittire il cliente arrogante e il tuo titolare che pretende che tu faccia un illecito per il suo guadagno.

A questo punto, che altro posso dirti?

Datti una mossa e inizia a dare il tuo contributo a cambiare le cose, altrimenti stai zitto per sempre avendo ben chiaro in testa che non avrai più alcun diritto a lamentarti.

Se sei interessato a sapere di più di ICC e contribuire alla sua crescita nella tua regione o provincia, ti invito a contattare Gianluca Massa (trovi la sua pagina su Facebook).

Se vivi e lavori in provincia di Milano, Monza, o comunque in Lombardia vedi di trovare un paio d’ore sabato 11 marzo e vieni al Primo Meeting Responsabili Tecnici Lombardia di ICC, organizzato da Diego Brambilla, per informarti e capire.

Anche in questo caso, se vuoi saperne di più puoi contattare direttamente Diego.

Trovi la sua email scritta sulla locandina che vedi qui oppure vai sulla sua pagina FB.

Come puoi vedere, io ci sarò come relatore/sostenitore dell’iniziativa perchè ci credo.

Non vendo nulla, tranquillo; l’abbonamento ai report QuattroDueDue [Solo i numeri che contano della Revisione Veicoli] inizio a spingerlo da metà marzo.

Alla prossima.

P.S.: spiega a tua moglie o alla tua fidanzata che sabato non potrai accompagnarla all’IKEA perché vai a sentire qualcosa di importante per il tuo futuro. 

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