Da maggio 2017 comincia la fase di recepimento della Direttiva 2014/45/EU, che dovrà avere completa attuazione entro il 1.1.2023. Se hai un’officina con centro di revisione (e fai poche revisioni), forse è il caso che inizi a pensare a una strategia migliore di quella chiamata “Alzo la serranda e aspetto i clienti”.

Dan Kennedy, un americano grande esperto di marketing a risposta diretta, ama dire: 

“Se non hai ancora fatto incazzare qualcuno entro mezzogiorno, vuol dire che non hai fatto un buon lavoro”.

Preparati ad alterarti perché adesso parliamo di Direttiva 2014/45/EU

Secondo me non l’avete ancora letta in molti e, se l’avete letta, non l’avete capita; altrimenti non ve ne stareste tutti così tranquilli. 

Io me la sono rivista con calma durante la pausa estiva e sono arrivato alla conclusione che, se lo Stato italiano adotterà un’interpretazione restrittiva delle linee guida, le conseguenze per molti potrebbero essere devastanti.

Una di queste sarà l’inasprimento dello scontro “ideologico” tra centri cd. puri (che fanno solo revisioni) e centri con officina.

Già oggi i motivi di attrito tra i due gruppi sono molti.

I centri puri, normalmente, sostengono questi punti:

  1. L’attività chiave è la revisione e l’eventuale riparazione è solo qualcosa di accessorio; non viceversa. 
  2. Noi facciamo solo revisioni e non abbiamo conflitti di interesse. I clienti oggi vogliono questo, perché non si fidano più dei meccanici.
  3. Da noi il cliente non corre il rischio di dover far riparare difetti inesistenti, perché a noi non ne viene nulla in tasca. I meccanici invece, per avere più lavoro, hanno tutto interesse a trovare difetti, anche falsi.
  4. Noi facciamo davvero tutti i controlli perché la revisione deve garantire la sicurezza stradale e l’ambiente e se c’è da bocciare, bocciamo; al meccanico interessa solo del fatturato d’officina e fa passare tutto.
  5. Abbiamo personale dedicato e specializzato. In linea c’è sempre il (vero) Responsabile Tecnico e non solo un apprendista sottopagato che di veicoli non ne capisce nulla.
  6. Controlliamo migliaia di veicoli all’anno, siamo quindi più preparati a riconoscere e valutare le diverse difettosità secondo il protocollo, rispetto a chi fa poche centinaia di revisioni all’anno.
  7. Chi ha un’officina può fare sconti od omaggi sulla revisione, ricaricando quei 5 o 10 euro sui lavori d’officina, senza che il cliente se ne accorga. Si tratta di concorrenza sleale.
  8. Noi siamo obbligati a fatturare tutto mentre chi ha anche l’officina, appena può, fa del nero. Anche questa è concorrenza sleale.
  9. Il nostro Conto Economico si regge solo sull’attività di revisione; se non ne facciamo abbastanza nel medio-lungo periodo chiudiamo. I centri che fanno poche revisioni sono sicuramente in perdita ma questa viene “coperta” dall’officina che “tiene in vita artificialmente” il centro. Anche questa è concorrenza sleale.

Dall’altro lato, coloro che hanno un centro con officina, rispondono di solito così:

  1. L’eventuale riparazione non è accessoria ma complementare alla revisione; cioè la completa. La legge ha previsto la presenza di un’officina per un buon motivo: dare un servizio immediato ai clienti che hanno un problema “qui e adesso”.
  2. Nessun conflitto d’interessi, anzi. I clienti non vogliono perdere tempo e noi gli evitiamo di sbattersi per cercare un’officina, far sistemare il mezzo e poi tornare entro la giornata.
  3. Anche noi facciamo tutti i controlli e bocciamo se c’è da bocciare. Inventarsi difetti si poteva fare una volta, oggi non più, perché i clienti sono più informati e attenti.
  4. Molti centri puri lavorano ancora con le officine e, per non perderle come clienti, spesso chiudono un occhio sui lavori mal fatti o inutili. Se fanno migliaia di revisioni è perché sono loro quelli che fanno passare tutto.
  5. Anche il nostro personale è qualificato e preparato, in ogni caso, il Responsabile Tecnico è sempre presente e può intervenire in caso di necessità da parte dell’addetto di linea.
  6. Ripariamo centinaia di veicoli all’anno e, in più, facciamo corsi di aggiornamento sui nuovi modelli, cosa che invece un centro puro non fa e, quindi, non sa riconoscere un difetto su un mezzo che non conosce.
  7. Non puoi più fregare facilmente i clienti sui prezzi di manodopera e ricambi. Quando fai un preventivo i clienti vanno su internet a controllare e i più chiedono sempre un secondo preventivo a un collega che, di solito, sconta e tu perdi il cliente.
  8. Anche noi fatturiamo tutte le revisioni e fare del nero in officina è praticamente impossibile per i margini sempre più bassi e per via degli studi di settore che ti obbligano a dichiarare tutto per evitare visite della Guardia di Finanza.
  9. È vero che il centro che fa poche revisioni magari è in perdita, ma questo va visto come una parte del servizio generale d’officina che viene dato ai clienti. E comunque, se il centro è in perdita, abbatte gli utili che l’officina fa a fine anno. La concorrenza sleale in questo caso è verso noi stessi!

Per buttare un po’ più di benzina sul fuoco, estendiamo la diatriba alle Agenzie Pratiche Auto che hanno anche il centro di revisione e facciamo incavolare entro mezzogiorno pure i loro titolari.

Contro le agenzie, per una volta, centri puri e centri con officina sono allineati sulla stessa posizione che può essere riassunta in questi due concetti:

  1. Le agenzie pratiche auto fanno un altro mestiere, non hanno quindi le competenze per revisionare e riparare.
  2. Patenti e libretti danno loro il vantaggio di disporre prima e a minor costo dei dati di chi deve fare la revisione. Questa è veramente concorrenza sleale e il paradosso è che è autorizzata dallo Stato.

Non so come la vedi tu e da quale lato della barricata ti trovi.

Personalmente (e non l’ho mai nascosto) sono favorevole a tenere separati i controlli dalle riparazioni.

Il motivo è semplice (e duplice):

  • Conflitto d’interessi. Da utente, sono dell’idea che chi controlla non deve essere lo stesso che ripara. Sono italiano e, per condizionamento automatico, diffidente. In più, in 25 anni di esperienza diretta nell’Automotive, ho visto troppo spesso fare cassa alle spalle del malcapitato cliente.

Hai presente la scena finale del film Blade Runner?

Direttiva 2014/45/EU

Ho visto cose che voi umani…fusibili bruciati da pochi centesimi trasformati in costose centraline da sostituire. Pneumatici ancora nuovi sostituiti alla vecchietta che coll’auto fa casa-chiesa-chiesa-casa. Specchietti laterali elettrici da qualche centinaio di euro riparati alla bell’e meglio e spacciati come ricambi nuovi (successo a me).”  

  • Maggiore efficacia ed efficienza del sistema. Da studioso del mercato, ritengo che ci sarebbe una migliore qualità dei controlli e più lavoro per molti (non per tutti) con la separazione delle attività.

Se sei titolare di un centro puro, starai pensando che ho ragione al 100%.

Se invece, oltre al centro, hai anche l’officina, starai pensando che sto dicendo cazzate al 100%.

Con l’attuazione della Direttiva 2014/45/EU lo scontro è destinato a diventare feroce (perché ne va della sopravvivenza di una delle due parti).

Ti spiego perché.

Se l’hai letta (l’hai letta?) ti chiedo: ti sei accorto che nelle 48 considerazioni di preambolo, ve ne sono 4 che potrebbero fare a pezzi le migliaia di centri di revisione italiani che operano con officina annessa?

Nel rileggere la Direttiva 2014/45/EU mi è venuta in mente l’immagine di uno squartamento “alla francese”.

la Direttiva 2014/45/EU farà a pezzi molti centri di revisioneIl poveretto che sta per venire aperto come una cozza è il titolare di un centro di revisione mentre i cavalli sono le quattro premesse di cui ho scritto sopra. I carnefici sono gli Stati membri.

(Nota: Il numero che vedi indicato è quello riportato nelle premesse della Direttiva 2014/45/EU così, se vuoi lo trovi facilmente).

I Carnefici – (15): I controlli tecnici sono una prerogativa delle autorità pubbliche e dovrebbero essere quindi effettuati dagli Stati membri o da organismi incaricati, pubblici o privati, sotto la loro supervisione. Gli Stati membri dovrebbero conservare la responsabilità dei controlli tecnici in ogni caso anche se il sistema nazionale consente di autorizzare a effettuare controlli tecnici soggetti privati, compresi quelli che effettuano anche riparazioni di veicoli.

Quindi, lo Stato mantiene sempre il controllo della revisione veicoli e può autorizzare terzi ad effettuarla.

Oggi siamo in regime di autorizzazione, data dalle province. Le province però sono destinate a sparire nei prossimi anni (pare sia irreversibile).

E’ logico pensare che la responsabilità di dare o togliere l’autorizzazione ai centri tornerà alla Motorizzazione che, probabilmente, spingerà per ripristinare il regime di concessione quinquennale.

Questa è l’occasione che MCTC aspetta da anni per ridimensionare il mercato.

Come? Facendo tirare i quattro cavalli.

Primo Cavallo – (33): Gli standard elevati dei controlli tecnici richiedono che il personale che effettua i controlli possieda un livello elevato di capacità e di competenze. È opportuno quindi introdurre un sistema di formazione che comprenda una formazione iniziale e corsi periodici di aggiornamento o un esame appropriato.

Oramai è noto a tutti che i futuri Ispettori dovranno essere ingegneri (o meglio, “dottori in ingegneria”; ingegnere si diventa con il superamento dell’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo. Però, per semplicità, qui uso il termine “ingegnere”).

Molti sono scettici sul fatto che ci saranno dei giovani che si iscriveranno alla facoltà di ingegneria e conseguiranno la laurea breve per finire a fare revisioni.

Visto che trovare un lavoro oggi è tutt’altro che facile e considerato che in paesi come la Germania il Prüfer (Controllore) per molti ingegneri è un ruolo di prestigio, non vedo perché in Italia sarebbe diverso.

Tutti coloro che avranno conseguito la qualifica di Responsabile Tecnico entro il 20 maggio 2018 potranno continuare ad esercitare tranquillamente la professione ma dovranno seguire corsi di formazione periodici.

Dato che dal 21 maggio 2018 il numero di Responsabili Tecnici sarà “congelato”, va da sé che questi nel tempo diminuiranno : chi andrà in pensione, chi cambierà lavoro, chi si metterà in proprio.

I centri inizieranno a “rubarsi” tra loro i Responsabili Tecnici a colpi di aumenti di stipendio. Chi non riuscirà a trovare un RT “libero” dovrà assumere un ingegnere. Almeno all’inizio il numero di ingegneri non sarà sufficiente a coprire tutti “i buchi”.

Ne consegue che gli Ispettori (ingegneri e non) avranno un maggiore potere negoziale e chiederanno via via stipendi sempre più elevati rispetto ad oggi. 

Se si aggiungono i costi della formazione periodica, certamente a carico del centro, un Ispettore diventerà proibitivo per i molti che fanno poche revisioni.

(Via il braccio destro)

Secondo Cavallo – (34): È opportuno che gli ispettori, durante l’effettuazione dei controlli, agiscano in modo indipendente e che il loro giudizio non sia condizionato da conflitti di interesse, compresi quelli di natura economico o personale. È opportuno che il compenso degli ispettori non sia direttamente collegato ai risultati dei controlli tecnici. Gli Stati membri dovrebbero poter prescrivere requisiti in materia di separazione delle attività o autorizzare un organismo privato a effettuare i controlli tecnici e le riparazioni di veicoli, anche sullo stesso veicolo, qualora l’organo di controllo abbia accertato positivamente che resta mantenuto un elevato livello di obiettività.

Probabilmente, questo punto metterà in discussione le tre sezioni merceologiche (meccatronico, gommista, carrozziere).

Saranno ancora necessarie? 

I centri puri sosterranno sicuramente di no; mentre tutti gli altri si arroccheranno in difesa. 

Se dovesse passare il concetto che non servono più le Sezioni, si aprirebbe la porta alle multinazionali straniere che potrebbero aprire centri diretti di revisione in tutta Italia, come succede in molti altri paesi d’Europa, oppure lanciare una strategia di acquisizione del maggior numero di centri puri esistenti a colpi di migliaia di euro.

La forza economica e finanziaria a loro non manca di certo.

Non è ancora chiaro se lo Stato italiano opterà per la separazione delle carriere tra chi controlla e chi ripara, oppure se vi sarà una netta divisione societaria tra centro e officina.

Quello che è certo è che una separazione netta tra revisione e riparazione ci sarà.

Questo punto è stato definito una vittoria delle nostre Associazioni di categoria che, a Bruxelles, si erano battute come leoni contro i potenti enti di sorveglianza tedeschi (DEKRA, TÜV, GTÜ) che volevano far passare il principio del conflitto di interessi tra officina e centro per impedire la nascita di un sistema come quello italiano, che le associazioni delle officine tedesche chiedevano a gran voce.

Il compromesso raggiunto è riassunto nel punto 34 ma, se ci pensi bene, per molte piccole e medie officine, il problema resta, eccome.

Pensa solo al titolare di un’officina e di un centro che è, contemporaneamente, Responsabile Tecnico di entrambe le attività ma che, di fatto, lavora in officina e manda sulla linea un suo dipendente.

Con la Direttiva 2014/45/EU dovrà scegliere: o RT d’officina o RT di centro.

Secondo te, cosa sceglie? Io dico al 99,99% l’officina e mollerà l’abilitazione come RT di revisione.

Ma non è finita qui. Il titolare dovrà fare una seconda scelta: o chiude il centro, o assume un Ispettore.

E qui rischia di finire stirato dal primo cavallo (costo dell’Ispettore).

Breve considerazione sulla frase finale della premessa 34 per sgombrare la mente da false speranze: “…autorizzare un organismo privato a effettuare i controlli tecnici e le riparazioni di veicoli, anche sullo stesso veicolo, qualora l’organo di controllo abbia accertato positivamente che resta mantenuto un elevato livello di obiettività.”

Credi davvero che MCTC vi riconoscerà il mantenimento di un “elevato livello di obiettività”? Risponditi da solo.

(Via il braccio sinistro)

Terzo Cavallo – (44): Gli impianti e le apparecchiature utilizzati nei centri di controllo tecnico dovrebbero rispondere ai requisiti stabiliti per effettuare i suddetti controlli. Dato che ciò richiede importanti investimenti e adattamenti che è possibile non possano essere effettuati immediatamente, dovrebbe essere concesso un periodo di cinque anni per conformarsi ai suddetti requisiti.

Ponte sollevatore con libera ruote previsto da Direttiva 2014/45/EUQua vado via veloce: nei prossimi 5 anni, vi dovrete (quasi certamente) comprare un ponte con con sollevatore ausiliario libera ruote; un’apparecchiatura per il controllo degli ammortizzatori; un analizzatore di gas di nuova generazione per i NOx e gli Euro 6; forse anche uno strumento per la rilevazione automatica del battistrada.

(Via la gamba destra)

Quarto Cavallo – (36): Al fine di assicurare che l’elevata qualità dei controlli possa essere mantenuta nel tempo gli Stati membri dovrebbero istituire un sistema di garanzia della qualità che comprenda le procedure di autorizzazione, supervisione, revoca, sospensione o cancellazione dell’autorizzazione a effettuare controlli tecnici.

Anche questa non è una novità; da tempo si parla di un’Agenzia o di un Ente di controllo con il compito di ispezionare i centri per assicurarsi che rispettino la Direttiva 2014/45/EU.

Onestamente mi auguro che lo Stato italiano blocchi gli enti di sorveglianza stranieri ma, se sarà MCTC a prendere la gestione dei controlli non so se la situazione per voi sarà migliore.

Motorizzazione ha sempre meno risorse e uomini e, anche se potrà avere fondi per assumerne di nuovi, i soldi saranno sicuramente contati e ciò limiterà il numero di assunzioni.

L’Europa vigilerà a sua volta per assicurarsi che tutti gli Stati membri abbiano un sistema di garanzia della qualità che comprenda le procedure di autorizzazione, supervisione, revoca, sospensione o cancellazione dell’autorizzazione a effettuare controlli tecnici.

Lo Stato membro che non sarà a posto, rischierà sanzioni.

Ora, pensi che MCTC sarà disposta a finire sulla graticola perché, per mancanza di uomini, non è in grado di supervisionare tutti i centri esistenti dal 1.1.2023?

Io, al posto della Direzione Generale di MCTC, sai cosa farei?

Stimo il numero di visite ispettive che posso fare ogni anno dal 1° gennaio 2023 con il personale che penso avrò a disposizione e, durante la fase transitoria, spingo alla chiusura il maggior numero di centri possibile (facendo tirare i primi tre cavalli) per trovarmi pronto alla data fissata con una squadra di uomini perfettamente bilanciata a svolgere in modo efficace ed efficiente l’attività di supervisione (ed essere certo di evitare rogne).

(Via la gamba sinistra)

Bene, a questo punto penso di averti torturato abbastanza.

Se ti ho fatto incazzare o, comunque, ti ho messo in agitazione, mi dispiace.

Direttiva 2014/45/EUIo non mi diverto a fare l’uccello del malaugurio; mi piacerebbe scrivere solo del “radioso sole dell’avvenir”.

Ma questa è la cruda realtà e, visto che altri non lo fanno (onestamente non so perché), te la sbatto in faccia io.

Più andiamo avanti, meno ti si prospettano anni facili.

Da un anno e mezzo mi sgolo per far capire a te e a ai tuoi colleghi che i tempi in cui bastava tirare su la saracinesca del centro di revisione e aspettare che qualcuno entrasse, sono finiti e non torneranno più.

O impari a ragionare in termini strategici e tattici o ti estingui.

Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza? E quelli dei tuoi concorrenti diretti? In che cosa sei più bravo degli altri? Che cosa fai o potresti fare di diverso? Come puoi farlo sapere al mercato?

Però, prima di fare lo stratega, impara a lavorare sui numeri, perché se non li conosci pianifichi sul nulla.

Dove trovare i dati, dovresti oramai saperlo: parlo dei report QuattroDueDue [Solo i numeri che contano della Revisione Veicoli] che molti tuoi colleghi più dinamici ed intraprendenti di te stanno usando con successo sin dal primo numero.

Ogni numero costa solo 8,08€ al mese; meno di un Menù dell’Autogrill “panino + bibita + dolcetto o macedonia” (caffè a parte).

  • Se sei RT Titolare di centro, rileggiti più volte questo articolo e leggiti anche la Direttiva 2014/45/EU.

Poi, abbonati a QuattroDueDue [Solo i numeri che contano della Revisione Veicoli].

  • Se sei RT dipendente, fai leggere questo articolo e la Direttiva 2014/45/EU al tuo titolare e chiedigli cosa pensa di fare per il futuro (che è anche il TUO futuro).

Poi digli di smettere di lamentarsi perché ogni tanto gli bocci le vetture dei clienti e di iniziare a capire come e dove va il mercato abbonandosi a QuattroDueDue [Solo i numeri che contano della Revisione Veicoli].

Alla prossima.

P.S.: aspetto i tuoi commenti.

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