MCTCNet2 Obiettivo Sicurezza e Trasparenza – lo stato dell’arte: ovvero come tirarsi martellate sugli zebedei durante un convegno per addetti ai lavori.

So già che mi farò dei nuovi nemici e perderò degli amici ma se ti chiami Osservatorio Revisione Veicoli e vedi cose che non vanno, ne parli, anche se possono toccare nervi scoperti.

Penso che un convegno nazionale dedicato ai problemi di MCTCNet2, alla Sicurezza e alla Trasparenza, si deve parlare di criticità, di soluzioni, di qualità del lavoro e di come far cessare le truffe che danneggiano tutti i centri che vogliono solo lavorare onestamente. 

Se non si ha qualcosa da dire in merito e che riguardi tutti, piuttosto si sta zitti, che è meglio.

Dare lezioni di vita, agitarsi come un tribuno dell’antica Roma, esigere soluzioni immediate alle criticità di MCTCNet2 può andare anche bene, se uno ha i requisiti etici e professionali per farlo in nome della categoria.

Però bisogna stare molto attenti a quello che si dice, perché nella foga di voler essere più figo degli altri è facile strafare e ci vuole niente per passare da collega altruista a collega opportunista.

Le parole possono scappare e si finisce per ottenere l’effetto opposto e fare figuracce.

Se non sei parte della soluzione, allora sei parte del problema.

In troppi hanno parlato solo dei loro specifici problemi di concorrenza locale e non quelli della categoria. 

In molti si sono lamentati che stanno perdendo revisioni a favore di colleghi che operano ancora in MCTCNet1 e fanno revisioni facili a raffica; però non hanno attaccato i colleghi disonesti e i meccanici che portano le macchine e pretendono di fare passare qualunque rottame.

Cosa hanno fatto, invece? Se la sono presa con MCTCNet2.

Sapevamo tutti (e da tempo) che ci sarebbero stati i furbi pronti a sfruttare la differenza temporale tra il loro adeguamento e quello dei loro colleghi. 

Sapevamo tutti che l’obbligo di passare a MCTCNet2 una volta fatto l’adeguamento favorisce il centro scorretto che lavora ancora in MCTCNet1.

L’alternativa c’era: adeguare le attrezzature a MCTCNet2 in fase di taratura annuale ma permettere di lavorare in MCTCNet1 sino al 31 dicembre 2015.

Ma se c’è casino adesso, sai che caos avremmo avuto a gennaio 2016 coi centri che partivano tutti assieme?

Cosa avremmo detto allora di MCTCNet2? Che critiche avremmo rivolto all’Amministrazione? Le stesse di oggi.

Malgrado i ritardi e le criticità tecniche, l’Amministrazione qualcosa per moralizzare il mercato l’ha fatto e lo sta facendo e i centri adesso devono fare la loro parte. Se vi limitate a protestare perché non potete più fare le revisioni come con MCTCNet1, le chiacchiere stanno a zero.

Non so tu, ma a me girano i cosiddetti quando si insulta l’intelligenza delle persone, mischiando le carte: MCTCNet2 è solo un protocollo, con una telecamera e un software.

Poi ci sono le persone che lo usano bene e quello che lo usano male. Punto.

MCTCNet2 da solo non fa danni; sono i farabutti a farli.

Perché nessuno ha dato del disonesto a colleghi e meccanici furbi? 

Perché farlo avrebbe comportato di ammettere pubblicamente che quando si era ancora in MCTCNet1 le revisioni le si faceva anche noi senza farsi troppe menate; perché la condizione “o mi passi la macchina o vado altrove“, alla fine, davanti a migliaia e migliaia di revisioni all’anno, stava bene a tutti (e che si fotta la sicurezza stradale).

E infatti, c’è stato pure chi (a microfoni aperti!!!!) ha dichiarato di non aver mai bocciato nessuno e sostenuto che bocciare una macchina è follia, perché vuol dire perdere il cliente!

Con MCTCNet2 ci tocca bocciare i veicoli e quindi perdiamo clienti! Ma per favore!

Non sono uno che cade dal pero e si scandalizza facile: revisioni “al limite” le abbiamo fatte (o fatte fare) tutti. Qualcuno anche “oltre il limite”. Non ci sono vergini educande nella revisioni veicoli e nell’autoriparazione.

Come stanno le cose lo sappiamo bene e ce lo possiamo dire in faccia senza che nessuno si debba mettere la cenere in testa. Ma facciamolo in privata sede; a porte chiuse. Non in un convegno e in diretta videoSai che figura di merda se le Associazioni dei consumatori invitate erano davvero presenti?

Ma andiamo con ordine.

Roma, sede di Confartigianato: “MCTCNet2: obiettivo sicurezza e trasparenza. – Stato dell’arte e criticità.” 

Sala piena e centinaia di centri di revisione collegati in video streaming da tutta Italia.

Se non eri presente e non hai visto la diretta, ti faccio un riassunto di quello che è stato detto: nulla di nuovo.

O meglio, rispetto ad altri convegni, qualcosa di nuovo è saltato fuori, ma nei tempi e nei modi sbagliati.

Si inizia coi saluti da parte di Antonio Miele, Presidente Confartigianato Autoriparazione: ruolo istituzionale, parole istituzionali.

In rappresentanza della Direzione Generale di Motorizzazione c’è l’Ing. Stefano Baccarini (che poco dopo le 14.00 che se n’è dovuto andare…e per fortuna). 

Ci sono anche i rappresentanti di CNA, CasArtigiani, ALPI, Cartesio e dell’Associazione Installatori.

Doveva esserci anche un’Associazione Consumatori ma, per una grandissima botta di culo degli organizzatori, nessuno è venuto, sennò erano cavoli amari per tutti.

Vincenzo Ciliberti, come Presidente di ANARA- Confartigianato, ha il compito di passare alla fase operativa e mettere le carte in tavola. Ecco in estrema sintesi cosa ha detto nel suo discorso di apertura lavori:

“Saluti ai colleghi, alle associazioni territoriali e a chi ci segue in diretta video….grazie ai Dirigenti di Motorizzazione…. si è reso urgente dare risposte alle criticità di MCTCNet2….abbiamo sollecitato l’amministrazione ad incontrarci….senza successo….i nostri imprenditori hanno sostenuto notevoli costi per adeguare gli impianti….vogliamo fornire un servizio a 15 milioni di utenti all’anno con la massima trasparenza e semplicità….ricordo ai colleghi il rilevante compito di responsabilità per la sicurezza stradale e ambientale….MCTCNet2 non rappresenta nessuna azione demonizzante verso gli operatori seri e onesti….MCTCNet2 intende rendere la revisione uniforme e trasparente su tutto il territorio nazionale…debellando finalmente coloro che agiscono ai limiti della legalità e illecitamente….riteniamo urgente un serio confronto con l’Amministrazione per valutare se l’attuale tariffa copre i costi…la tariffa fu stabilita nell’ottobre 2004 e applicata nell’ottobre 2007….per quanto riguarda l’applicazione di MCTCNet2 si sono evidenziate criticità…alcune risolte…. altre non ancora, che provocano rallentamenti e in alcuni casi rendono impossibile effettuare la revisione….passo a elencare le criticità tecniche già ben note all’Amministrazione….fonometro…emissioni diesel…giri manuali…centrafari…secondi di penalità…lux ciclomotori…rilevamento targa…altre criticità come le strisce colorate che si usurano.. “

Come vedi, cose dette, ridette e stradette. E non è una critica all’amico Vincenzo e a Confartigianato.

OK, sono state elencate le criticità ma, come prevedibile, non ci sono state risposte immediate, perché non potevano essercene.

L’Ing. Baccarini, per spiegare le complessità di MCTCNet2, lo ha definito una specie di mostro, un Frankenstein creato unendo tanti pezzi, sapendo da subito che “alcune cose” sarebbero state da migliorare.

E infatti, come in ogni protocollo informatico e tecnico, di difetti da gennaio a oggi ne sono emersi molti.

Forse che Microsoft ignora che ogni nuova versione di Windows è piena di “bachi” che vengono sistemati solo quando i clienti incazzati si lamentano? 

Con MCTCNet2 succede lo stesso, però non sta mica crollando il mondo, anche se lo fate sembrare tale.

Non sono i 120 secondi di penalità del contagiri o i 180 del centrafari il vero problema; non sono i lux delle Vespe e dei Ciao che vi ammazzano il business. Quelle, come ha detto l’Ing. Baccarini, sono tutte cose che si affrontano ai tavoli tecnici e si risolvono.

Io capisco l’amico Ciliberti che, come Operatore Professionale e Presidente di ANARA-Confartigianato, si sente offeso e umiliato per i secondi di penalizzazione. Ma Vincenzo lo sa meglio di me: le penalizzazioni, come tutto MCTCNet2, non sono dettate (solo) da criteri tecnici, ma nascono soprattutto per contrastare furbi e disonesti che in tutti questi anni hanno lavorato solo per fregare il sistema.

Ma scusa, per te è forse una novità che l’Amministrazione non si fida dei centri privati? Per me no.

E per certi versi fa bene, perché sappiamo tutti che c’è già chi si sta ingegnando per fregare anche MCTCNet2 e questo non me lo invento io: è stato detto chiaramente da professionisti del settore noti e rispettati.

La sai già quella del muletto pronto a bordo linea per il controllo dei gas? O quella dei meccanici che mettono a posto solo i freni posteriori per passare la prova dei rulli e fare la foto e poi piazzano un altro muletto e terminano la revisione? E quella delle targhe finte stampate al momento e appiccicate su vetture che fanno la revisione al posto di quelle piene di difetti? Questi sono solo tre esempi di tanti nuovi trucchi già escogitati.

I delinquenti che non mollano; questo è il vero problema che tu e i tuoi colleghi vi troverete ad affrontare in futuro, altro che i lux dei ciclomotori (che, tra l’altro, stanno scomparendo). 

Che senso ha il titolo “MCTCNet2: obiettivo sicurezza e trasparenza” se di sicurezza e soprattutto trasparenza non ne parli o ne parli poco?

Ecco i punti chiave su cui avrei focalizzato l’attenzione:

  • Come possiamo bloccare definitivamente i centri e i meccanici disonesti che insisteranno nei tentativi di fregare il sistema?

Il mio pensiero l’hai capito: io revocherei l’autorizzazione a vita a chi solo pensa di fregare MCTCNet2 con qualsiasi tipo di trucco. E se ci prova a fare ricorso al TAR e il TAR lo riapre, io lo richiudo per mancanza di requisiti. E se ricorre ancora al TAR e rivince, io mi apposto finché non becco la truffa e la cosa passa sul penale.

Certo, puoi dirmi che io non capisco nulla perché le revisioni non le faccio ma mi limito a studiarle e che non so cosa vuol dire trovarsi in mezzo alla mischia. Vero, però non mi è parso che vi fossero proposte migliori in sala.

Chi invitava le Associazioni ad avere coraggio e a buttare fuori le mele marce (Franco Mingozzi, presidente CNA Servizi alla comunità) o a fare le cosiddette “barbe finte” cioè revisioni mirate a smascherare le truffe e denunciare i truffatori(Firmino Dal Moro), ha trovato il fuoco di sbarramento tipico di chi giura di voler cambiare tutto ma, di fatto, non vuole cambiare niente: “Le associazioni di categoria non devono fare attività di polizia”; “Tanto c’è già chi ha trovato il modo di fregare MCTCNet2”; “Non spetta a noi questo compito, deve farlo la Motorizzazione”. E via cantando.

...cosa aveva detto Ciliberti?.. “debellando finalmente coloro che agiscono ai limiti della legalità e illecitamente”….esticazzi…

  • Come affrontare un mercato che dal 2016 calerà pesantemente e limitare la crescita del numero dei centri?

Ciò di cui dovete veramente, ma veramente, ma veramente preoccuparvi è il calo del mercato dei prossimi anni e la crescita incontrollata dei centri di revisione: chi continua a ignorare il mercato verrà punito da mercato (ma continuerà a dare a colpa a MCTCNet2 e tutto il mondo tranne che a se stesso). 

La nascita di Osservatorio Revisione Veicoli non è casuale: non sono un pazzo che mette in piedi un’azienda per divertimento. Sono anni che mi preparo a questo momento, perché lo avevo previsto. E prevedo anche che il bisogno di disporre di dati certi e affidabili, specie sul mercato futuro, diventerà un fatto concreto alla prima “gelata” di gennaio 2016 quando i numeri mensili saranno bassi rispetto al passato.

Per quelli più attenti e lungimiranti (e se mi leggi, ti metto tra questi) “conoscere il presente e anticipare il futuro” diventerà un tuo bisogno urgente e il tuo report QuattroDueDue diventerà per te un appuntamento mensile irrinunciabile  (se ti sarai abbonato, ovviamente). 

Sino a oggi le cose, tutto sommato, sono andate bene: un mercato enorme, con volumi in crescita grazie ai milioni di auto degli eco-incentivi del 2007-2009 che si sono sommate a un parco circolante sempre più vecchio perché, con la crisi, sempre più persone si tenevano la macchina usata.

Se sei tra quelli che mi seguono da un po’, sai che il 2015 chiude a 14.200.000 autoveicoli e 1.900.000 motoveicoli. Ma sai anche che siamo al capolinea e che questi livelli di mercato non torneranno più. 

Fallo capire agli altri, però. Nessuno, dico nessuno, durante il convegno ha sollevato il problema.

Non perché non interessa: ma perché siete ancora in pochi ad averlo capito.

Aspetto tutti al varco. Chi si sarà mosso per tempo abbonandosi a QuattroDueDue, avrà il suo giusto vantaggio mentre gli altri si troveranno ad annaspare nella nebbia.

Entro fine novembre conto di darti le previsioni per il 2016 in modo che tu sappia cosa aspettarti. 

  •   Come prepararsi alle direttive europee che entreranno in vigore dal 2017 in poi?

Ora, in un convegno nazionale ti aspetti che questo tema (anche se non c’entra con lo stato dell’arte di MCTCNet2) venga almeno messo in agenda per un prossimo tavolo di lavoro perché il 2017 è domani. 

Per onestà, va detto che Vincenzo Ciliberti ha segnalato che quello degli Ispettori (ex Responsabili Tecnici) diventerà un problema non da poco per molti centri di revisione, soprattutto i più piccoli. 

Se sei un RT, sai che dovrai avere “una conoscenza e una comprensione certificate relative ai veicoli stradali nelle seguenti aree:

— meccanica,
— dinamica,
— dinamica del veicolo,
— motori a combustione,
— materiali e lavorazione dei materiali,
— elettronica,
— energia elettrica,
— componenti elettronici del veicolo,
— applicazioni IT;

in breve dovrai essere un Ingegnere, oppure dovrai avere :

almeno tre anni di esperienza documentata o equivalente quale mentoraggio (….mentoraggio? Ecchevvordì?) o studi documentati e una formazione appropriata nelle aree succitate riguardanti i veicoli stradali di cui sopra.” 

Sai anche che come Ispettore, per il principio di terzietà, non potrai più riparare i veicoli che revisionerai (o per i quali metterai la tua firma se la revisione sarà stata fatta da un tuo addetto di linea) e viceversa. 

La direttiva 2014/45/UE è chiara in tal senso: È opportuno che gli ispettori, durante l’effettuazione dei controlli, agiscano in modo indipendente e che il loro giudizio non sia condizionato da conflitti di interesse, compresi quelli di natura economico o personale. È opportuno che il compenso degli ispettori non sia direttamente collegato ai risultati dei controlli tecnici”.

Tradotto: se guadagni dalle riparazioni di difetti, non puoi essere quello che trova i difetti. E viceversa.

Come Ispettore, specie se dipendente, dovrai inoltre stare attento a cosa firmerai, perché falsificare i referti per obbedire al tuo datore di lavoro che vuole trarre un guadagno illecito potrebbe diventare un tuo grosso problema: “I risultati di un controllo tecnico non dovrebbero essere modificati per fini commerciali.”  

Forse perché molti dei presenti erano tutti titolari di uno o più centri, nessuno ha sollevato il problema che tocca invece molti colleghi: cosa accadrà ai centri il cui titolare è Responsabile Tecnico ma lavora tutto il giorno in officina, limitandosi a firmare le revisioni fatte da un suo meccanico che non è RT?

E’ ovvio ma te lo dico lo stesso: il titolare, o chiude il centro e fa solo riparazioni, o chiude l’officina e si dedica a fare solo revisioni, oppure fa abilitare il suo meccanico, che diventa RT ma poi non va più in officina o ci va molto meno. Ma se le revisioni sono meno di una decina al giorno, è facile che il RT starà a grattarsi la pancia per buona parte della giornata e, per il suo datore di lavoro, lui sarà solo un costo e allora meglio se va a casa.

In due casi su tre, si chiude il centro e si licenzia il Responsabile Tecnico

Se io fossi un RT, inizierei a preoccuparmi di più per il mio posto di lavoro e meno del fatto che devo calibrare il fonometro prima di ogni rilevazione.

Magari cercherei finalmente di organizzarmi coi miei colleghi (invece di stare solo a lamentarmi sulle pagine FB) e creare un’associazione di categoria per poter partecipare anch’io ai tavoli di lavoro e portare l’esperienza quotidiana sulla linea mia e dei miei colleghi.

Magari cercherei di pararmi il culo contro la minaccia di licenziamento se non faccio passare il rottame pieno di buchi dell’amico del cugino dello zio della cognata dell’amante del capo della Polizia locale. 

Magari romperei le scatole al mio titolare per fare l’abbonamento a QuattroDueDue a gennaio 2016, perché voglio capire come andrà il mio mercato (sì, lo so, questa è una paraculata per vendere l’abbonamento, ma i dati serviranno anche a te per davvero).

Quindi: formazione adeguata e prevenzione rischi professionali (anche sanzionatori).

Ciliberti ne ha parlato, pochi hanno ascoltato, l’Ing. Baccarini è stato esplicito: la terzietà è un obiettivo dell’Amministrazione. Adesso lo sai. 

Così come ha confermato che arriverà la famosa “Agenzia“, cioè quell’ente di controllo di cui si parla nella Direttiva 2014/45/UE (Allegato V Organismi di Supervisione). Non ti sto a elencare tutti i controlli previsti ma, in sintesi, ci sarà chi farà i controlli ai centri, agli ispettori e ai veicoli (cioè verrà anche da te). 

Sarà pubblica? Sarà privata? Non si sa. Ma di certo farà soldi dall’attività di sorveglianza e, se fossi io a definirne i compensi, metterei una parte variabile legata alle irregolarità trovate, contestate e sanzionate.

Ecco, io avrei messo questi punti al primo posto (oltre a i problemi tecnici).

Invece si è solo fatto a gara a dare la colpa a MCTCNet2 per aver obbligato molti a lavorare correttamente (chi lavorava già in modo corretto di solito sta zitto).

Chi ha visto e sentito il convegno ha probabilmente avuto la mia stessa impressione. Di certo quelli con cui ho parlato.

A breve ci saranno altri incontri sullo stato dell’arte di MCTCNet2. Io ci sarò (se mi lasceranno entrare).

Vedremo quanti altri Tafazzi scopro a livello regionale.

Alla prossima.    

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